QUINZI: IMPARO DALLE SCONFITTE

“Non ho giocato il mio tennis ed è andata male”. Così il giovanissimo Gianluigi Quinzi ha analizzato la sua sconfitta al primo turno del Challenger Roma Garden Open. “Il mio sogno? Vincere gli Us Open” ha rivelato
mercoledì, 9 Maggio 2012

E’ terminata al primo turno l’avventura di Pierluigi Quinzi al Challenger Roma Garden Open in corso nella capitale. Il sedicenne marchigiano, promessa del tennis azzurro, non è riuscito a strappare più di tre game al qualificato serbo Boris Pashanski, attuale n.384 del ranking, ma ex n. 55 del mondo. Il match è terminato con il punteggio di 6-3 6-0 in poco più di un’ora di gioco.

Entrato in tabellone grazie ad una wild card, l’allievo dell’argentino Edoardo Medica si è poi fermato dopo il match a guardare gli incontri dei tennisti più esperti, come il lettone Ernests Gulbis. “Quinzi è tra i migliori juniores al mondo” ha detto di lui il ct azzurro Corrado Barazzutti, anche lui presente al Garden.

“Mi sono buttato nella mischia in questo mio primo Challenger in Italia, ma non ho giocato il mio tennis ed è andata male” ha affermato l’azzurro, che a fine match non ha saputo trattenere qualche lacrima. Lui è più forte di me e si è visto. Dalle sconfitte si impara molto, dopo ogni match parlo con il mio allenatore e capisco cosa ho sbagliato. Ora penso al prossimo torneo, l’Itf di Napoli a Pozzuoli”.

“Devo riuscire – ha continuato Quinzi – a restare concentrato durante tutto il match, perché l’allenamento è molto diverso dalla partita: quando mi alleno va tutto bene, ma in gara la pressione si fa sentire. Non devo farmi vedere nervoso, perché a questi livelli gli avversari si accorgono subito di un momento di nervosismo e picchiano duro. Devo ancora imparare molte cose, ho appena cominciato, vediamo che succede”.

“Il rovescio non è andato bene – ha aggiunto – ho fatto molta fatica, giocavo corto e lui mi prendeva gli angoli. Il mio gioco non è di correre, ma di chiudere il punto prima, e oggi lui non me l’ha permesso. Il dritto, invece, è andato meglio, ma non come avrei voluto. Nello slice devo piegarmi di più, perché essendo molto alto, se non piego le gambe sbaglio sicuro il colpo”.

Quest’anno Gianluigi giocherà tutti i tornei dello Slam under 18: “L’obiettivo? Di certo è di vincerne qualcuno” ha detto. “Come vivo la pressione di essere considerato la promessa del tennis azzurro? La vivo tranquillamente. E’ uno sport, si può perdere e si può vincere e non si può certo pretendere di vincere sempre. Sto facendo le cose giuste, e penso che continuando così potrò far bene. L’esperienza di questo primo Challenger al Garden mi è servita, mi è molto utile vedere questi giocatori più forti di me, devo imparare da loro. Ho appreso molto dagli allenamenti effettuati fianco a fianco con Muller, Gulbis ed i migliori giocatori iscritti al Garden Open”.

“Se tifo ancora per Nadal? Assolutamente sì, tifo sempre per Rafa!” ha ammesso Gianluigi, che ha poi rivelato: “Il mio sogno? Vincere gli Us Open, è vicino casa negli Stati Uniti e sul cemento rendo di più”. Da un giovane italiano che si allena ed è cresciuto tennisticamente lontano dal Belpaese, forse dovevamo aspettarcelo.


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