UN NUOVO INIZIO

Samantha Stosur cambierà. Da domani, dopo aver conquistato la prima prova dello Slam in carriera, sarà una giocatrice diversa. “E’ un nuovo inizio per me” ha detto alla stampa
lunedì, 12 Settembre 2011

New York – Battere Serena Williams nella finale di uno Slam con il punteggio di 6/2 6/3 in poco più di un’ora (un’ora e 13 minuti, per l’esattezza), non è una cosa da tutti. E questo lo sa bene Samantha Stosur, prima australiana a conquistare una prova dello Slam dal 1980. “Da domani sarò una nuova giocatrice, questo è sicuramente uno dei giorni più importanti della mia carriera” ha detto emozionata e ora spera di continuare a giocare così, magari fino agli Australian Open, il prossimo Slam, lo Slam di casa.

Solo il tempo ci dirà come andrà il futuro. Ora Sam vuole solo godersi la vittoria, sperando di continuare a giocare così bene come in questo torneo.

E’ una situazione un po’ surreale, quanto è stata rapida questa finale e tutto il resto. Cosa puoi dire?

Sì, sono ancora senza parole. Ancora non mi sono resa conto di aver vinto il torneo. E’ chiaro che aver giocato così bene mi rende molto felice, speri sempre di riuscire a fare quello che io sono riuscita a fare oggi.

Quante chance pensavi di avere, prima di giocare?

Beh, credo di aver imparato molto dalla finale persa al Roland Garros. Dovevo credere di avere una chance di vincere. Avere due vittorie nei precedenti contro di lei di certo mi ha aiutato. Sapevo di dover giocare molto bene.

E’ stato molto più facile di come ti aspettavi? Come hai fatto a non farti distrarre da questo?

Be, di certo non avrei mai pensato di vincere per 6/2 6/3, questo è sicuro. Dopo il primo set sentivo il cuore che mi batteva fortissimo e mi sono detta: ok, sei avanti di un set, posso riuscire a vincere uno dei prossimi due.

Come un giocatore di club, guardare avanti?

Le cose ti vengono in mente, è inevitabile. Non puoi controllare tutti i tuoi pensieri. Ma puoi decidere come gestire questi pensieri. Ho cercato di giocare ogni punto, di fare il mio gioco, non lasciare niente al caso. Fortunatamente sono riuscita a farlo dall’inizio alla fine.

Ricordi un’altra partita andata così bene?

Non saprei. E’ difficile comparare quella di oggi a qualsiasi altra partita. Ho giocato partite in cui mi sentivo come se stessi giocando a luci spente, senza mancare una palla, ed è fantastico. Ma riuscire a farlo in queste condizioni, in questo tipo di finale contro una tennista come Serena, di sicuro penso sia uno dei giorni più belli della mia carriera, della mia vita da giocatrice.

Quali aspetti del match pensi che siano stati decisivi?

Beh, riuscivo quasi sempre ad attaccare con la risposta alla seconda di servizio. Lei ha un’ottima prima, ma se non va bene puoi avere qualche chance sulla seconda. Oggi sono stata capace di giocare il mio colpo preferito e questo le ha messo molta pressione nel momento in cui si trovava a dover battere la seconda di servizio. Anche nel mio servizio, mi sentivo bene. Ho provato a variare molto, per quanto potessi. Si scende sempre in campo con una tattica, ma non sempre si riesce a mettere in pratica. Oggi ci sono riuscita molto bene.

La gente parla di Serena come di una giocatrice molto intimidatoria. Tu sei una veterana del circuito, cosa pensi della sua presenza e della differenza tra lei e le altre giocatrici?

Io credo che lei sia la più forte giocatrice della mia generazione. Non è solo grande di statura, ha un bel gioco e ovviamente ha conquistato molti titoli. La prima volta che giochi con una come lei, sì, può fare paura. Può spazzarti via dal campo. Nel mio caso sapevo di averla già sfidata, e di aver anche già vinto. E questo ha aiutato davvero tanto.

Dopo aver battuto Nadia Petrova nel terzo turno hai detto di sentirti molto fiera perché non eri conosciuta per una grande competitività. Pensi che ora sia cambiato qualcosa?

Non so. Sicuramente essere riuscita a vincere il match con la Petrova e continuare a giocare bene i quattro match successivi è stato molto positivo. Ha sorpreso anche me il modo in cui sono riuscita a restare concentrata.

Credi che continuerai a giocare così bene?

Lo spero. Mi piacerebbe riuscire a continuare così. Il tempo ce lo dirà. Questo è il mio primo giorno di un nuovo inizio, come giocatrice.

Questa vittoria porterà grandi aspettative su di te, soprattutto in Australia. Come pensi che riuscirai a gestire la tensione prima degli Australian Open? Saresti la prima australiana dopo Margaret Court a vincere Us Open e Australian Open di seguito dopo quarant’anni.

Se riuscissi a farlo sarebbe grandioso. Certo giocare in Australia è un’altra cosa, la pressione è moltissima. Ma spero di riuscire a gestirla, imparare dal passato. Se riuscissi a giocare come ho fatto oggi, tutto sarà possibile.

Avevi accennato al fatto di voler vedere in tv il match di Serena contro Caroline Wozniacki. L’hai fatto? Ti ha spaventato?

Onestamente non ho visto nessuna partita ieri sera. Sapevo che Serena aveva giocato molto bene. Ma ho deciso di focalizzarmi sul mio gioco.

Poco dopo la fine del match, Serena è venuta a sedersi accanto a te. Ti ha sorpreso? Sembra che abbiate chiacchierato amichevolmente. Di cosa avete parlato?

Sì, in un attimo me la sono trovata seduta accanto a me, è inusuale. Lei è stata molto carina, mi ha chiesto come mi sentissi, se fossi emozionata. Questo dimostra quanto sia carina come persona e quanto sia una grande campionessa. Essere capace di dimenticare il risultato subito dopo il match, e correre a congratularsi con l’avversario è molto raro.

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