IPTL, HINGIS PORTA IN TESTA I ROYALS

Prestazione convincente anche in singolare della svizzera. Nishikori vince il parziale con Kyrgios ma i Japan Warriors salutano il Giappone con una sconfitta.
domenica, 4 Dicembre 2016

TENNIS – L’IPTL saluta Saitama con una terza giornata di pathos e spettacolo. Martina Hingis porta in testa gli UAE Royals, per la soddisfazione del capitano e coach John-Laffnie de Jager, che battono 30-20 i finalisti della scorsa edizione, gli Indian Aces, e li raggiungono così in vetta a quota sette punti.

Ha iniziato al meglio Thomas Johansson, al suo debutto ufficiale nella manifestazione, che ha dominato con 13 vincenti Mark Philippoussis. Hingis, prossima madrina del nuovo WTA di Biel chiamata a giocare anche gli incontri di singolare per l’assenza di Ana Ivanovic nella tappa nipponica si è trovata due volte avanti di un break contro Flipkens. La belga però ha nuovamente perso il servizio e Hingis ha potuto festeggiare il successo nel parziale senza passare per lo shoot out.

E’ rimasta in campo la più giovane numero 1 del mondo nella storia della WTA e ha ritrovato dall’altra parte della rete l’ex compagna di doppio Sania Mirza, in coppia con un Bopanna determinante al servizio. Ma nonostante gli ace in doppia cifra, la coppia indiana non è riuscita a superare Hingis e Cuevas che hanno totalizzato appena tre gratuiti.

Cuevas poi con Nestor, impegnato anche nel misto nelle prime due giornate, e fissa il successo all’overtime su Bopanna e Lopez, all’esordio quest’anno nella IPTL, battuto in singolare da Berdych forte di 17 vincenti.

Gli Indian Aces si possono consolare col punto che spetta alla squadra sconfitta che raggiunga almeno i 20 game nell’incontro e mantiene così la testa della classifica.

E’ agrodolce, invece, il saluto di Kei Nishikori alla Saitama Super Arena. Il miglior giocatore d’Asia di sempre ha battuto all’overtime Kyrgios 9-4 ma non ha evitato la sconfitta 23-27 contro i campioni in carica, i Singapore Slammers. “E’ molto importante per me giocare di fronte al pubblico di casa” ha detto Nishikori, “perché non ne ho molte occasioni. E’ una grande chance per me e per tutti i giocatori che partecipano all’evento” fino alla chiusura a Hyderabad dove saranno della partita anche Serena Williams e Roger Federer, al ritorno dall’infortunio. Nishikori, che secondo Verdasco ha tutto per diventare un ottimo coach in futuro, spera di poter aggiungere presto in squadra proprio il suo, di coach, Michael Chang. “E’ ancora in buona condizione, si allena tanto, gioca ancora alla grande. Scambiamo sempre insieme, sono sicuro che possa ancora giocare un ottimo tennis” ha detto. “Spero possa far parte presto della squadra, perché è bello avere l’opportunità di giocare con tutte queste leggende. Proverò a convincerlo”. Intanto oggi ha cominciato a imitarlo con un paio di infruttuosi servizi da sotto che hanno fatto divertire e non poco il pubblico sugli spalti della seconda arena coperta più grande del mondo.

La sfida si è aperta con l’ottima Kiki Bertens che ha battuto con una prestazione autorevole Jelena Jankovic. L’ex numero 1 del mondo si è riscattata nel misto in coppia con l’olandese Rojer. Nel terzo singolare Moya, evidentemente in forma dopo la stagione trascorsa da coach di Raonic, ha superato un Marat Safin nervoso per un’interpretazione troppo rigida della regola per cui si perde il punto se non si rimette palla in gioco entro 20 secondi. La polemica è nata sullo 0-3 quando a Safin è stato tolto un punto per un ritardo eccessivo motivato però da un ballboy non così rapido a restituire palla, ma in almeno un paio di occasioni il coach dei Royals, Laffnie de Jager (anche oggi nel singolare con Berdych in campo) si è lamentato di punti tolti al suo giocatore che, pronto a servire, stava aspettando l’avversario che invece tardava troppo a prendere posizione in risposta. E’ la dicotomia fra interpretazione e applicazione che ha di fatto impedito che venisse introdotto un cronometro nel tennis come avviene nel basket, se non nel breve esperimento presto abolito in Australia all’inizio degli anni Ottanta.

Nishikori ha poi ceduto in doppio, all’ultimo punto dello shoot-out, contro Melo e Kyrgios, sostituito dopo il sesto game da Baghdatis. Dopo un paio di nastri fortunati del giapponese, è proprio il cipriota a piazzare la risposta vincente che chiude il parziale.

Il climax di giornata ha prodotto il singolare che ha degnamente concluso la tre giorni giapponese. Nishikori ha invocato e ottenuto più volte il supporto del pubblico, Kyrgios ha confermato quanto gli piaccia questa manifestazione, che non a caso gioca per i Singapore Slammers per il terzo anno su tre. “E’ uno dei periodi dell’anno che preferisco” ha detto, “mi sono fatto un sacco di amici, poi giochi con tanti giocatori diversi. Essere in squadra per me fa la differenza, mi piace decisamente di più”. Anche il Giappone riveste un posto speciale nella storia dell’australiano. “Adoro giocare qui” ha detto, “perché mia sorella vive in Giappone, poi vinsi un torneo da junior a Osaka e il mio titolo finora più importante, a Tokyo un paio di mesi fa. Mi piace la gente, mi piace il cibo, quando vengo in Giappone mi diverto molto”. E si vede.


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