IRON FEDERER: DA 15 ANNI NON HO PIU’ CRAMPI

Roger si dice rinato: "Sono felice di non avere più infortuni. L'anno scorso ero distrutto, ora mi diverto". E ora lo svizzero punta alla leggenda
martedì, 14 Ottobre 2014

TENNIS – Cinesi, ne sanno una più del diavolo. Prendete i tifosi che a Shangai, dopo aver urlato “Let’s go Roger… Let’s go”, ostentavano immagini del proprio beniamino, per l’appunto Roger Federer, nei panni dei supereroi più amati di sempre: Superman, Batman,… Iron Man. Perché soffermarsi su quell’Iron Man? Presto detto: “Da 15 anni non soffro più di crampi. L’ultima volta successe nel 1999, in Coppa Davis, e venni preso dal panico. Ero giovane e orgoglioso, mi dissi che non sarebbe mai più dovuto succedere. E così è stato. Non ho mai più avuto crampi”. La dichiarazione viene buttata lì, sull’home page di Ticinonline.ch, ripresa da un’agenzia. L’articolo si trova tra le curve di “Rocio, la sexy pallavolista che fa impazzire il Perù” (ma non soltanto il Perù…) e il ritiro dello slittinista Zoeggler. E quel “da 15 anni non soffro di crampi” che fa sorridere, perché al fenomeno di Basilea, ossia a colui che a 33 anni potrebbe ancora ritrovarsi al top della classifica Atp segnando l’ennesimo miracolo, mancano soltanto dichiarazioni di questo tipo per finire di tratteggiare la sua figura di Signore dello Sport.

“Sono felice di non aver subito più infortuni – continua Iron Roger, infischiandosene della scaramanzia – La preoccupazione principale è sempre quella di essere sano e quest’anno sono stato sempre bene. L’anno scorso ero praticamente distrutto, ora mi diverto”. E questo nonostante il mondo del tennis si aspetti sempre tantissimo da Roger che al tennis ha dato tanto. La responsabilità di dover dare tutto per strappare quella leadership a Novak Djokovic, anche approfittando di un Rafa Nadal acciaccato. L’obbligo di vincere anche su quell’ultimo traguardo: la Coppa Davis per la sua Svizzera. Nonostante, non lo dimentichiamo, il buon Roger abbia messo su una famiglia piuttosto scatenata: due coppie di gemelli. Myla Rose e Charlene Riva, di 5 anni; Leo e Lenny, di 5 mesi. Lui e Mirka che, presto, per chiamarli tutti a tavola, dovranno fare l’appello come a scuola.

Roger Federer, uno dei più grandi tennisti della storia. Faccia pulita e quel sorriso sornione che in ottantuno occasioni ha accompagnato il sollevamento di un trofeo al cielo. Quattro volte quest’anno: dopo aver trionfato sul veloce di Dubai, Cincinnati e, appunto, Shangai, nonché sull’erba di Halle. Record di permanenza al numero 1 del ranking mondiale (237 settimane consecutive tra il 2004 e il 2008; 302 in totale); di slam (17) e Master (6) vinti; di semifinali raggiunte negli slam (32); di finali a Wimbledon (8, 7 i successi). L’ultimo record la settimana scorsa, un primato piuttosto singolare: game perfetto, 4 ace in appena 47 secondi nella semifinale di Shangai proprio contro Djokovic.

Ora, per Roger, ci saranno Basilea, Parigi-Bercy e le Finals di Londra. Oltre alla Davis. L’uomo d’acciaio sorride, con quel sorriso di chi la sa lunga.


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