ISNER CRITICA LA MANCANZA DI TRASPARENZA DEI TORNEI

Il gigante americano ha criticato la mancanza di trasparenza dei tornei in questo periodo difficile
sabato, 27 Febbraio 2021

Tennis. A differenza del gemello Indian Wells, cancellato per via della pandemia globale, il Miami Open si disputerà alla fine di marzo nella location dell’Hard Rock Stadium.

All’inizio della settimana, è stato annunciato che il montepremi del torneo subirà un taglio del 60%. John Isner, vincitore a Miami nel 2018, ha espresso alcune critiche per la mancanza di trasparenza da parte di alcuni eventi.

Giocatori e tornei dovrebbero lavorare insieme come ‘partner’, ma un taglio del 60 percento del montepremi totale e dell’80 per i vincitori non è una partnership, perché parliamo di uno dei più grandi eventi del circuito.

I guadagni dai diritti TV, dalla distribuzione dati, dagli sponsor e dal nuovo accordo sulle scommesse rimarranno identici”, ha scritto, per poi aggiungere nel tweet successivo: “Perché non verificare ufficialmente quanto stiano soffrendo i tornei?

In questo modo si potrebbe rivedere il montepremi proporzionalmente ai loro guadagni. Non ha senso che i tornei più importanti non abbiano questo tipo di scrutinio.

I promoter dei tornei possono monetizzare i loro asset all’infinito, mentre i giocatori hanno solo qualche anno per massimizzare il proprio talento.

Questo è il motivo per cui il sistema è rotto, soprattutto quando i giocatori devono subire tagli dei montepremi del 60 e dell’80 percento mentre i dirigenti continuano a guadagnare le stesse cifre“.

Sull’argomento ha parlato anche il presidente del Consiglio dei giocatori Kevin Anderson: “Ovviamente capiamo che la fonte guadagno principale dei tornei sia la presenza degli sponsor sul posto più che quella dei fan. Nel momento in cui non ci sono gli sponsor, gli incassi scendono. […] 

Da quello che so, diversi eventi sono in rosso, quindi credo che i giocatori dovrebbero capire e accettare di guadagnare cifre più basse.

Credo che il sistema di aggiustamento legato al numero di persone presenti sia un buon sistema. […]

Ovviamente non è la situazione ideale, ma credo che sia necessario far sì che i tornei si possano svolgere”.


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