ITALIANS LOVE PLEXICUSHION

Australian Open: in italiano si dice Progresso, non Perfezione. Nonostante sia italica tradizione levare le tende ai primi turni dello Slam australiano, negli ultimi due anni sono arrivate più soddisfazioni del solito. Che sia la nuova superficie l’arma in più sui cui può fare affidamento il tennis italiano?
giovedì, 10 Gennaio 2013

Tennis. Melbourne (Australia). Siamo arrivati anche quest’anno alle porte dell’Australian Open, dopo la solita lunga pausa da off season che segue il Masters e la finale di Coppa Davis. Mentre le quote dei fab three impegnano scommettitori e non, diamo uno sguardo alla situazione italiana per il primo Slam stagionale.

L’esordio australiano non è mai stato il nostro forte, c’è da dirlo, ma sembra che da quando i pezzi grossi dell’organizzazione si sono decisi a dire stop al Rebound Ace (una resina sintetica che si scioglieva come la neve sotto il cocente sole australiano), optando per il Plexicushion Prestige, le cose vadano un po’ meglio. Sarà che il nuovo materiale appare più lento del precedente e quindi più consono alle caratteristiche dei terraioli italiani, fatto sta che i migliori risultati in terra australiana sono arrivati dopo il 2008, anno del cambio di superficie.

Lasciando da parte l’impresa di Adriana Serra Zanetti nel 2002 (quarti di finale), un unicum di inizio decennio, le soddisfazioni più concrete sono arrivate nel 2011 e nel 2012 dalle due atlete più vincenti della storia del tennis femminile italiano. Francesca Schiavone, ancora intenta a lucidare il trofeo del Roland Garros (con il quale è diventata, non ci si stanca mai di ricordarlo, la prima tennista italiana nella storia detentrice di un titolo Slam in singolare), nell’edizione australiana del 2011 ha ottenuto un altro grande risultato, raggiungendo i quarti di finale, dopo aver battuto la russa Svetlana Kuznetsova in una maratona di quattro ore e 44 minuti di gioco. Quella partita resta tutt’ora il più lungo match femminile mai disputato nella storia dei tornei dello Slam. Un risultato importante per la milanese con il quale si è confermata prima portabandiera del belpaese e che le ha consentito di innalzarsi alla quarta posizione del ranking WTA, regalando a se stessa e al tennis italiano il best ranking assoluto. Nello stesso anno, dopo essere uscita agli ottavi in singolare, Flavia Pennetta è riuscita a vincere il titolo di doppio con l’amica e collega Gisela Dulko, portando a casa il primo e unico Major del loro sodalizio.

L’anno scorso è stata invece Sara Errani ad inaugurare la sua straordinaria stagione con i quarti all’Australian Open, battendo in maniera nettissima la cinese Zheng Jie con il punteggio di 6-2 6-1 in ottavi e cedendo nel match successivo alla campionessa in carica di Wimbledon, Petra Kvitova.  La tennista emiliana aveva iniziato il 2012 da numero 40 del mondo e si è rivelata la sorpresa più grande dell’anno: pochi si sarebbero aspettati che quello sarebbe stato il primo di tanti traguardi, uno dei quali la chiusura al numero 6 del ranking WTA, con annessa partecipazione al Master finale di Istanbul. L’avventura Slam in Australia della Errani non si è fermata comunque ai quarti in singolare, perché con Roberta Vinci è approdata, pur perdendo, anche in finale di doppio contro le russe Svetlana Kuznetsova e Vera Zvonareva, primo acuto della straordinaria scalata della classifica mondiale di doppio femminile compiuta dalla coppia azzurra, che nei mesi successivi avrebbe vinto Roland Garros e Us Open e avrebbe chiuso l’anno al numero uno.

È sicuramente sbagliato e approssimativo attribuire i meriti dei recenti successi australiani delle azzurre soltanto al cambio di superficie, ma con l’affermare che forse la pallina che viaggia ad una velocità quasi pari a quella della terra rossa abbia aiutato i tennisti e le tenniste italiane ad ambientarsi meglio durante gli scambi, non si vuole togliere nulla alle conferme arrivate dai medesimi. Tutto ciò, infatti, unito ai miglioramenti evidenti di tennisti come Andreas Seppi, Sara Errani, Roberta Vinci (e aggiungiamo la solita incognita Fabio Fognini) nel 2012, lascia aperta la possibilità di qualche nuovo traguardo importante per gli italiani a Melbourne.

Proprio Seppi avrà in questo torneo l’opportunità di centrare l’ingresso nella top 20, traguardo che sarebbe il giusto premio dopo il grande 2012, senza dubbio sua miglior stagione in carriera. Non sarebbe affatto male, in effetti, se qualche progresso arrivasse anche dalla componente maschile del tennis italiano, i cui rappresentanti, finora, nello Slam di Melbourne non sono mai andati oltre il secondo turno in singolare.

Un altro elemento che ci induce a sperare per il meglio è la massiccia presenza di italiani nei tabelloni principali e in quelli di qualificazione. Accanto alle teste di serie femminili Errani (numero 7) e Vinci (16) infatti , troviamo la Schiavone e Camila Giorgi, mentre è out la Pennetta, che purtroppo accusa ancora problemi al polso dopo l’operazione.  Tra le tenniste in cerca del pass per lo Slam nelle qualificazioni, eliminata Nastassja Burnett, restano in corsa Karin Knapp, Corinna Dentoni e Maria Elena Camerin, approdate al secondo turno nella notte italiana.

Per quanto riguarda il circuito maschile è invece Andreas Seppi a guidare lo squadrone tricolore, addirittura da testa di serie numero 22, ed è ovviamente da lui che ci aspettiamo di più: seguono nel tabellone principale Fognini, Paolo Lorenzi, Simone Bolelli, Filippo Volandri e Flavio Cipolla. Nelle quali invece,  sono stati già eliminati Potito Starace, Gianluca Naso e Alessandro Giannessi al primo turno e i giovani Thomas Fabbiano e Riccardo Ghedin al secondo. Resta in corsa il solo Matteo Viola, che deve ancora disputare il suo incontro di secondo turno. Saranno quindi almeno dieci gli azzurri al via lunedì prossimo a Melbourne, con la possibilità di arrivare addirittura a 14 rappresentanti, qualora le qualificazione dovessero sorridere al nostro paese.

 

 


2 Commenti per “ITALIANS LOVE PLEXICUSHION”


  1. Roberto Riccardi ha detto:

    Ogni opinione personale, soprattutto quando è sincera e presentata educatamente, merita il massimo rispetto e la più grande considerazione. Fortunatamente ciò che non è interessante per un lettore, può esserlo per altri. Un giornale deve ampliare al massimo l’offerta informativa, mantenendo sempre elevata la qualità e la completezza degli articoli. Un grazie sincero a Marco per la preziosa segnalazione.

  2. marco ha detto:

    Senza offesa, francamente, non trovo interessante questo articolo, a differenza di altri articoli presenti su questo sito.


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