ITF, ECCO I DATI ANTIDOPING DELLA STAGIONE 2014

Nadal, Nishikori e Ferrer nei maschi e Williams, Sharapova e Wozniacki i meno controllati dalla federazione, e le parole di Giorgi e Errani fanno riflettere
venerdì, 6 Febbraio 2015

TENNIS – La Federazione Internazionale Tennis (ITF) ha reso noti, come ogni anno, i dati relativi ai controlli antidoping interni alla federazione, considerando tutti i campioni prelevati nel corso dell’anno e facendo una distinzione tra quelli di urine e di sangue, quelli prelevati all’interno delle competizioni e quelli al di fuori delle stesse, e naturalmente tra i test svolti su atleti maschi e femmine.

I dati riportati dall’ITF evidenziano come i giocatori impegnati in tornei ATP siano comunque più controllati rispetto alle colleghe WTA, con 321 test in più, anche se a dare peso a questa differenza è in gran parte il fattore riguardante le analisi su campioni di urina all’interno dei tornei.

Guardando i controlli relativi ai primi dieci atleti del mondo, considerando ovviamente entrambe le categorie, si può notare come i controlli off-tournament abbiano sempre superato le 7 unità per ciascun tennista (i parametri ITF sono 1-3, 4-6, 7+) mentre per i controlli annessi ai tornei veri e propri, le uniche eccezioni ai 7 controlli o più sono Rafael Nadal, Kei Nishikori e David Ferrer, anche se sono comunque passati sotto la lente d’ingrandimento dell’antidoping dalle 4 alle 6 volte, e considerando il fatto che questi tre tennisti sono stati fermi a causa di qualche infortunio; per le donne, invece, le eccezioni al di fuori dei tornei sono composte da Serena Williams, Maria Sharapova e Caroline Wozniacki, anche se vale lo stesso discorso dei maschi, con i controlli che non sono stati inferiori alle 4 unità cadauno.

I dati ITF relativi all'antidoping

 

L’azzurra Camila Giorgi, convocata da Corrado Barazzutti per il primo turno di Fed Cup contro la Francia di Cornet e Garcia, a differenza di Errani e Pennetta non ha subito controlli al di fuori dei tornei, nonostante abbia seguito il trend delle colleghe più titolate per quanto riguarda i campioni prelevati nel corso delle varie settimane di gioco. Proprio il padre di Camila, l’istrionico Sergio Giorgi, ha affermato di ritenere i controlli antidoping assolutamente inutili, visto che, a suo dire, molti atleti riescono a coprire l’effettivo uso di sostanze non consentite grazie al supporto di un medico, sostenendo anche che per lui il doping potrebbe essere tranquillamente accettabile nel circuito, lasciando agli atleti la scelta di non usare trucchi e non compromettere il loro fisico, oltre che le partite e l’immagine dello sport del tennis. Parole dure anche quelle di Sara Errani, compagna di Camila nella spedizione anti-Francia di Genova:”Legalizzare il doping? Assolutamente no, squalificherei a vita chi fa uso di queste sostanze: è la soluzione migliore per fermarlo, non basta lo stop di uno o due anni”.

Saranno più provocazioni che altro, eppure resta il fatto che nel mondo del tennis e in tutte le sue connessioni più capillari, tra cui stampa e seguito, permane un senso di impotenza misto ad indignazione riguardo al doping, come una piaga impossibile da estirpare il cui cupo alone va a condizionare ogni giudizio di sorta oltre che il candore preesistente che avvolgeva un tempo il tennis, il quale sembrava tanto tanto lontano dagli spettri degli sport figli del Dio Denaro.

 

 

 

 


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