IVANOVIC, TUTTI I COLORI DELLA BELLEZZA

Le love story con Verdasco e Scott. L'amore dei tifosi, il matrimonio con Schweinsteiger. Il ruolo di ambasciatore Onu. La passione per l'arte contemporanea. Tutte le declinazioni del binomio tennis e bellezza.
venerdì, 30 Dicembre 2016

TENNIS – “Quando son diventata la n. 1 avevo 20 anni. È stato meraviglioso ma anche difficile: sono estremamente timida, non mi piace stare sotto ai riflettori, c’era così tanta attenzione su di me”. Così raccontava Ana Ivanovic a Vogue qualche tempo fa. “Non è stato semplice neanche tornare in auge: aumentano le aspettative, la pressione. In questa carriera ci sono up&down, nei momenti bui provi a tornare sui tuoi punti forti ma con l’età le cose cambiano”.

Un punto di vista rimasto e confermato anche nella decisione di abbandonare quel mondo nella consapevolezza che gli standard non possono più essere gli stessi di prima. “Giocando a tennis impari il fairplay, a gestire le sconfitte, a resistere allo stress. La gente vede solo se vinci o perdi e ti giudica su questo, è la cosa più dura, dimentica che siamo persone. Con sentimenti, sogni e talenti diversi. Guardo la vita nella sua interezza: il tennis non è tutto, c’è la famiglia, gli amici, magari un fidanzato, la parte più ampia della vita si apre a fine carriera”.

Una parte che potrebbe comportare un futuro nella moda. Già l’anno scorso lasciava intendere a Outside the Ball il desiderio di disegnare una sua collezione, anche se non ha voluto rivelare il nome che le piacerebbe dare alla sua linea. Sarebbe il passo più logico per una campionessa col debole per lo shopping, che ha fatto dello spirito competitivo abbinato all’estetica il punto di forza del suo successo, la cifra stilistica del suo rapporto con i tifosi innamorati del suo tennis e della sua bellezza. Tifosi anche d’eccezione, come Donald Trump che durante un incontro con il Primo Ministro serbo Ivica Dacic, un paio d’anni fa ha avuto modo di conoscere Ana e Novak Djokovic. “Ho avuto l’occasione di parlare con Novak e Ana. Lei è una delle migliori atleti nel tennis ed è anche una delle più belle donne che abbia mai visto prima. Semplicemente fantastica”. Un parere largamente condiviso, e non serve la lunga lista di copertine per riviste di moda per dimostrarlo. Ana è apparsa su FHM, Vanity Fair, Cosmopolitan, Vanidades, Grazia, The Best Shop, Sports Illustrated, Harper’s Bazaar e la lista potrebbe continuare a lungo. E’ diventata anche la protagonista di una canzone, Hurricane Ana, che due rapper serbi, Filip Filipi Collie Buddz, hanno voluto dedicarle.

Ha sempre cercato interessi e forme di coinvolgimento al di là del tennis, e non solo per le tante partite a basket con suo fratello. Dall’8 settembre 2007 è ambasciatrice Unicef, nominata insieme a Aleksandar Ðordevic, Jelena Jankovic e Emir Kusturica. Si interessa soprattutto di istruzione, di scuole e di bambini che riesce spesso a incontrare.

Adora anche la Svizzera, e la Basilea federeriana dove si allena dal 2010. Lì, raccontava, tutti rispettano la sua privacy e i paesaggi mozzafiato, d’estate e d’inverno fanno il resto. Nel tempo, poi, matura una passione, ricambiata, per l’Italia e per la dolce vita romana in particolare.

Sceglie, non a caso, Venezia come cornice per il suo matrimonio con Bastian Schweinsteiger. Gli amori da copertina, infatti, hanno da sempre accompagnato la storia della mannequin del tennis. Già dall’autunno del 2008, quando inizia una relazione durata poi solo quattro mesi con Fernando Verdasco. C’era anche lei a festeggiare il trionfo spagnolo in Coppa Davis, per la gioia della stampa iberica che la adotta dopo la sua decisione di trasferirsi a Madrid e andare in vacanza con lui a Maiorca. Tutto finisce però a inizio anno, la rottura diventa ufficiale a Brisbane. Verdasco perde in finale, Ana riceve una proposta di matrimonio da un ballboy. “Ne riparliamo fra qualche anno” gli risponde.

Ivanovic si lega poi al golfista Adam Scott cui resta legata con vari alti e bassi fino al gennaio 2013: qualche mese dopo, Scott vincerà il suo primo major, il Masters. La serba invece non supera gli ottavi in nessuno Slam quell’anno e perde l’unica finale WTA che disputa. “E’ stata dura” spiega al Sunday Telegraph, “non è facile riuscire a tenere distinte la vita privata e professionale. Se sei felice nella vita, anche i risultati migliorano, e viceversa”.

Nel 2014 vince il maggior numero di tornei e batte il suo record di finali stagionali in carriera. Merito anche della relazione con Bastian Schweinsteiger che inizia proprio quell’anno. A luglio, Ivanovic nomina il simbolo della nazionale tedesca per l’Ice Bucket Challenge. Il tedesco è a New York mentre Ana partecipa allo Us Open, ma è solo nel 2015, al Roland Garros, che si fa vedere nell’angolo della serba a fare il tifo per la sua attuale moglie.

I due escono dal municipio di Venezia circondati di appassionati e fotografi, lui in vestito blu, lei in tradizionale bianco: l’immagine di una coppia da sessanta milioni di dollari.

La bellezza, però, prende vie anche meno usuali nella vita di Ana Ivanovic che alla rivista francese “Technikart” raccontava la sua passione per l’arte contemporanea, come scriveva la nostra Consuelo Motta. “Mi piacerebbe avere ‘Cafe Terrace On The Place Du Forum’ di Van Gogh. In un certo senso mi ricorda di socializzare, passare delle serate rilassanti con gli amici. Mi piacciono (anche) molto le foto di Peter Lik. Mi piace soprattutto ‘Tranquillity’ e potrei acquistarne una stampa per la mia camera da letto. Un altro dei miei preferiti è ‘Santorini Terrace’. Sono anche stata ad una sua mostra al Venetian Hotel di Las Vegas”. Passioni multiformi per un’icona della racchetta e della moda.


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