JACK KRAMER, IL PAPÀ DELL’ATP

Oggi avrebbe compiuto 91 anni uno dei più grandi giocatori di sempre, grande protagonista degli anni '40 e '50, con tre Slam vinti tra il 1946 ed il 1947 . Considerato l'inventore del serve & volley, Kramer fu anche uno dei fondatori dell'associazione dei giocatori ed uno dei maggiori promotori del boicottaggio di Wimbledon nel 1973.

Quando nell’ambiente tennistico si parla di miglior giocatore di ogni epoca e si cerca una discriminante adatta per trovare l’eletto, molto spesso si tira in ballo il numero di Slam vinti, perché è opinione abbastanza condivisa, che il più grande di tutti non può che essere scelto, tra quei giocatori, che nel corso della loro carriera hanno raccolto il maggior numero di tornei Major. A questa “regola” l’unica eccezione è John Albert Kramer, detto Jack, grande tennista degli anni ’40 e ‘50, scomparso tre anni fa all’età di 88 anni, a causa di un cancro, e che oggi avrebbe compiuto 91 anni.  A dispetto dei soli tre titoli Slam vinti in singolare infatti, Kramer è considerato da molti come il miglior giocatore di tennis mai esistito.

Sembrerebbe un paradosso, ma chi sostiene che Kramer sia stato il migliore o almeno uno dei migliori giocatori di sempre, obbietta che l’ex tennista americano, avrebbe potuto vincere molti più titoli major, se non ci fosse stata la Seconda Guerra Mondiale (nel corso della quale si arruolò nella Guardia Costiera Americana) e se non avesse deciso di passare al professionismo alla fine del 1947, a soli 26 anni, perdendo in questo modo la possibilità di vincere ulteriori tornei del Grande Slam, all’epoca riservati ai soli giocatori dilettanti. Anche per “colpe” non sue dunque, Kramer è riuscito a vincere “soltanto” tre slam in singolare: Wimbledon nel 1947 e i Campionati Americani (precursori dell’attuale Us Open) nel 1946 e nel 1947. A questi titoli vanno aggiunti anche i due Wimbledon (1946 e 47) e i quattro Campionati Americani (1940,41,46 e 47) conquistati in doppio, oltre all’edizione del torneo di doppio misto dei Campionati Americani del 1941.

Il grande merito di Kramer fu quella di inventare un nuovo tipo di gioco, il cosiddetto “Serve & volley” o “Big Game”, basato su un solido servizio, seguito costantemente a rete, sia sulla prima, che sulla seconda palla. I suoi colpi migliori erano appunto il servizio ed il diritto potentissimo. La sua strategia di gioco, imparata da un ex ingegnere ferroviario, conosciuto nel suo club di Los Angeles, era quella di distribuire in maniera diversa le proprie energie, a seconda dell’importanza dei punti. Secondo Kramer la cosa fondamentale era tenere il servizio, ad ogni costo. Il resto sarebbe venuto di conseguenza e a giudicare dai risultati ottenuti, il grande ex campione nato a Las Vegas, aveva ragione.

Kramer però, non è stato soltanto uno dei più grandi interpreti del nostro sport, ma anche uno dei padri dell’Atp. Assieme a Donald Dell e Clyff Drysdale, Jack diede vita nel 1972 all’associazione di giocatori professionisti, di cui fu anche il primo direttore generale. La sua iniziativa più importante nel ruolo di direttore generale dell’Atp, fu il boicottaggio di Wimbledon 1973,  avvenuto in seguito alla squalifica di Nikola Pilic (lo stesso che trent’anni dopo sarebbe diventato uno dei primi allenatori di Novak Djokovic). Il giocatore slavo fu sospeso dalla propria federazione dopo essersi rifiutato di rappresentare la Jugoslavia in Coppa Davis. La ILTF (vecchia siglia dell’Itf), ratificò la sanzione comminata a Pilic dalla federazione Jugoslava e l’Atp in segno di protesta, decise di disertare il torneo di Wimbledon, che perse ben 15, delle sue 16 teste di serie (l’unico “big” che non aderì al boicottaggio fu Ilie Nastase).

Kramer è stato dunque un personaggio molto carismatico, sia in campo che fuori, sfruttando sia nel gioco che in politica, un’intelligenza ed un savoir faire, ormai irrintracciabili nei giocatori moderni. Per i suoi meriti, in campo e fuori, è stato introdotto nella Hall of Fame di Newport nel 1968 ed è stato l’unico ex tennista a cui è stato intitolato un torneo, quello di Los Angeles, che negli anni ’80 (periodo nel quale Kramer era direttore dell’evento), era denominato Jack Kramer Open.


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