JACK READER: “IL MONDO DEL TENNIS È FALSO”

L’allenatore di Victor Troicki, ex di Alexandr Dolgopolov, parla del rapporto con il serbo classe 1986, dei primi contatti e della cura a tutto tondo messa in atto per riportarlo in alto. E non risparmia una stoccata al mondo del tennis.

Tennis – Dietro ogni giocatore c’è sempre un allenatore. Ma dietro Viktor Troicki sembra esserci, prima di tutto, un grande uomo. Jack Reader, questo è il suo nome, è uno dei più famosi e stimati allenatori del circus. E recentemente ha concesso un’intervista a B92 parlando del suo rapporto con Viktor Troicki e di come sia riuscito a riportare il serbo ai livelli che gli competono dopo la squalifica per doping.

Il coach che ha portato Alexandr Dolgopolov tra i primi quindici tennisti del mondo ha deciso di sposare la causa di Troicki alla fine del 2012: “Ho avuto molte esperienze di vita. Non so cosa sia la vita, cerco solo di godermela al massimo. È questa la filosofia che ho sempre cercato di trasmettere. A volte cerco di ricordare a Viktor tutto quello che ha fatto da bambino per poter giocare a tennis. Provo a riportargli alla mente il valore delle cose” dice il coach australiano.

Le strategie per connettersi al meglio con il giocatore sono tante. E quella di Jack Reader è semplice: “Il mio obiettivo è quello di far emergere il meglio da ogni tennista. A me non piace riempirmi la bocca di parole e teorie. Preferisco tacere, rilassarmi e iniziare a conoscere la personalità dei miei assistiti in modo da sentire ciò che sentono loro. Poi provo un paio di soluzioni e chiedo a loro cosa ne pensano in modo da ottenere un feedback”.

Non si tratta dunque di una questione di sola tecnica: “Non c’è un unico modo per colpire la palla da tennis. Basta guardare Rafa e Roger (Nadal e Federer ndr), sembrano il giorno e la notte, soprattutto in termini di talento, resistenza e approccio”.

Idee applicate nella collaborazione con Viktor Troicki. E in maniera metodica e attenta: “Prima di tutto bisogna andare d’accordo. È una cosa indispensabile perché si passa tantissimo tempo con il tennista. Io e Viktor abbiamo viaggiato insieme, abbiamo fatto colazioni e cene seduti uno di fronte all’altro”. E poi c’è la questione tecnica: “Il lavoro deve essere sempre il primo obiettivo. Alex e Viktor sono molto diversi, ma mi sono trovato bene con il primo e mi trovo bene con il secondo. Quando ho deciso di provare con Vik (Troicki) volevo stare un po’ a Belgrado, frequentare i suoi amici e vedere dove viveva. Così l’ho conosciuto «socialmente», ho bevuto un paio di drink con lui e con i suoi amici e parlato con loro”. Una full immersion nel mondo di Troicki che non si è fermata soltanto alla vita sociale, ma si è estesa anche a quella familiare: “Ho cenato più volte con i suoi genitori e siamo usciti insieme in tante occasioni”. Tutto questo fa parte della cura Reader: “Solo in questo modo posso capire da dove una persona viene, come pensa e come reagisce alle situazioni”.

Viktor Troicki è stato numero 12 del mondo, ma alla fine del 2012 le sue prestazioni non erano all’altezza di quanto fatto negli anni precedenti: “Sì, era messo male – confessa Jack Reader – e la cosa peggiore era che il suo diritto aveva perso velocità e potenza. Però ci siamo trasferiti a Belgrado e abbiamo provato un paio di cose. Lui si è subito convinto e anche a me ha fatto piacere notare i miglioramenti. La decisione di iniziare a collaborare era stata presa”.

Un personaggio molto particolare Jack Reader. Un allenatore a tutto tondo capace di toccare i fili giusti nella mente dei tennisti. Ma anche Viktor Troicki deve necessariamente aver fatto la sua parte nel suo processo di recupero: “Abbiamo dovuto e saputo aspettare gli Australian Open. Non abbiamo fatto preseason perché io avevo ancora vincoli contrattuali. Ma non c’è stato nemmeno bisogno di avere un colloquio. Viktor ha parlato con il suo manager e ci siamo accordati sulla parola”.

Fin qui tutto tranquillo. Ma ci sarà pure un aspetto in cui Troicki deve migliorare. E il suo coach è sicuramente il più esperto in materia: “A volte è un po’ impaziente. Si tratta di un difetto di gioventù. Vuole tutto e subito, in un solo giorno. Ma ora sta imparando che ogni tanto le cose si ottengono in maniera graduale” confessa il coach del tennista che ha giocato più partite di tutti in questo 2015.

I risultati però si sono visti: “Abbiamo lavorato insieme 12 mesi e ora è numero 22 al mondo. Abbiamo perso alcune partite che avrebbero fatto la differenza. Ma ora si è trovato un certo equilibrio. La verità è che mi aspettavo di raggiungere questo livello. Ci sono una ventina di ragazzi prima di lui in classifica e quindi la situazione non è affatto male” insiste ancora Reader.

Inevitabile una battuta sulla squalifica per doping che ha costretto Troicki ai box per 18 mesi da luglio 2013. Jack Reader, però, sembra vedere il bicchiere mezzo pieno: “L’anno di pausa ha fato un favore al suo fisico. Il tennis è un gioco faticoso, in cui certi movimenti si ripetono spesso e usurano il corpo, soprattutto a questo livello. Viktor, grazie allo stop, potrebbe aver guadagnato un paio d’anni di carriera”. Ma è a livello mentale che il tennista nato nel 1986 ha fatto un vero salto di qualità: “Sta facendo molto meglio”, conferma Reader. ”Naturalmente ci sono volte che si arrabbia, ma il suo approccio al tennis è molto migliorato”.

Infine una stoccata all’intero mondo del tennis: “In un certo senso è un mondo falso. Sei molto popolare quando fai bene e quando sei una celebrità. Ma le persone sono velocissime anche a dimenticarti. A nessuno importava un fico secco e nessuno ha fatto qualcosa per Viktor quando lui ne aveva bisogno. Nessuno voleva dire qualcosa in suo favore o mettersi nei guai e così è rimasto solo. Per me è stato ingiusto quello che gli è successo” ricorda il coach del serbo sprofondato fino al numero 847 Atp nel periodo della squalifica.

Ma la luce in fondo al tunnel è stata raggiunta e il futuro non può che riservare soddisfazioni al serbo e al suo coach: “Penso che il difficile sia fatto. Ora Viktor è di nuovo nella top 25, deve rilassarsi e riposarsi. Tutto quello che ha fatto in un anno è incredibile e deve esserne felice. Ma deve anche essere pronto a tornare in campo”.

Foto: Jack Reader è stato anche allenatore di Alexandr Dolgopolov (www.anamitric.net)


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