JANNIK SINNER TORNA IN FINALE A SOFIA

Il 20enne altoatesino torna in finale a Sofia a distanza di un anno. Se la vedrà con Gael Monfils per il titolo
domenica, 3 Ottobre 2021

Tennis. Seconda finale consecutiva al Sofia Open per Jannik Sinner. Il 20enne altoatesino si è sbarazzato in due set di Filip Krajinovic e andrà a caccia del suo quarto titolo in carriera.

Ad attenderlo dall’altra parte della rete ci sarà Gael Monfils, giustiziere in due set di Giron. Sinner e Monfils si sono affrontati agli US Open qualche settimana fa, con l’azzurro impostosi al quinto set dopo una maratona entusiasmante.

Abbiamo sempre avuto grandi battaglie l’uno contro l’altro, ma ogni match è differente, specialmente due su tre rispetto al tre su cinque. Spero che riusciremo a giocare una bella partita.

Mi sento bene, sono giovane posso recuperare velocemente, la finale è alle 16.30 domani, ho tempo per recuperare. Non ho mai giocato tre set in questo torneo.

Ho visto Gael negli ultimi giorni, sta giocando bene, si sta muovendo bene, e su questo campo è fondamentale perché dopo due-tre game le palle sono molto grandi e non è semplice fare punto.

Sono contento di essere in questa situazione e vediamo quello che succede domani” – ha detto Sinner in conferenza stampa.

Jannik ha apportato delle piccole modifiche al suo servizio: “Mi ricordo in un torneo challenger, credo fosse il 2017 o il 2018, contro Marchenko, e la prima più veloce che ero riuscito a tirare era stata misurata 160 chilometri orari.

Per cui abbiamo deciso che bisognava fare qualcosa. Era la fine dell’anno, e quindi abbiamo provato con la tecnica che unisce i piedi alla fine del movimento e il servizio andava molto più velocemente.

Allora ero molto magro non avevo molti muscoli, non riuscivo a colpire molto forte. Ora la situazione è diversa, per cui abbiamo deciso di ritornare al movimento senza il ricongiungimento dei piedi.

L’estate scorsa avevo la sensazione che dovessimo cambiare qualcosa nel servizio. Credo che [il movimento foot back] renda le cose più semplici, c’è un movimento in meno, che non credo mi serva molto. Mi sento bene, ma per ogni giocatore è differente.

I grandi servitori hanno tutti il piede che viene vicino, per cui dipende. Magari tra qualche anno cambierò di nuovo, non lo so. Dipende anche da come ci si sente fisicamente.

Il cambiamento è stato molto rapido: un giorno al Queen’s ho giocato il singolare con il servizio unendo i piedi, e poi ho giocato il doppio senza unire i piedi.


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