JANNIK SINNER TRACCIA UN BILANCIO DEL SUO 2021

Il 20enne altoatesino ha fatto un primo bilancio della stagione 2021
venerdì, 19 Novembre 2021

Tennis. Le ATP Finals di Jannik Sinner si sono concluse con una sconfitta onorevole per mano di Daniil Medvedev.

Dopo aver subito un perentorio 6-0 nella frazione inaugurale, il 20enne azzurro ha iniziato a macinare gioco sfiorando persino la vittoria.

Nel primo set ero molto nervoso – ha detto Jannik -, ci sono stati momenti in cui lui non sbagliava nulla, io cercavo di trovare soluzioni ma non ci riuscivo. Poi ho iniziato a capirci qualcosa in più. In alcuni momenti sono stato sfortunato, ma è il numero due del mondo per un motivo.

Io ho dato tutto, l’atmosfera mi ha aiutato molto ed è stato un bel match. Ovviamente non è un risultato che mi piace. Però devo essere soddisfatto della reazione. E nell’ultimo tie-break non ho sbagliato un colpo, ha fatto vincenti lui e basta.

Ho già detto spesso che non ho mai paura qualsiasi cosa succeda in campo. Sono nato come sciatore, uno sport in cui se cadi rischi di farti male. Qui nel tennis, mal che vada ti prendono a pallate.

Paura non ne ho. Certo non ti fa piacere quando prendi 6-0 in 23 minuti. Ma sono abituato a tirarmi fuori dalle difficoltà e questo si vede. Lo impari facendo allenamenti e partite in cui fatichi a trovare soluzioni” – ha aggiunto.

Il 2021 è stato un anno eccezionale per Jannik: “Si è trattato di un grande anno per me, chiuso con grandi emozioni nel giocare qui. Una grande stagione, sì. Non so se la gente si aspettava questo da me o meno, ma sicuramente a inizio anno ero 37 del mondo e sono finito nella top ten.

Per me è qualcosa di grande. So cosa devo migliorare e lo sa anche il mio team. Il prossimo anno sarà interessante, ma non voglio mettermi fretta, l’anno prossimo avrò 21 anni, spero di avere ancora tanti anni davanti a questi livelli.

Però mi rimane dentro felicità perché quando hai degli obiettivi e a fine anno riesci a raggiungerli è bello.

Spesso penso a quanto mi alleno, a quanto amo questo sport. Poi ovviamente si vuol sempre vincere, ma qualche volta è bravo l’avversario. Sono successe tante cose belle in questa stagione perché lavoro tutti i giorni con tanta passione.

Sono contento di aver scelto il tennis, avrei potuto optare per lo sci… Quando sono andato via da casa a 13 anni e mezzo il sogno era di diventare professionista, sette anni dopo sono numero 10 al mondo. Il prossimo anno sarà difficile, dovrò difendere questa posizione.

Se si pensa che finirò automaticamente ancora più in alto non è così, ci sono anche i passi indietro, ma sicuramente lavorerò sempre tanto”.


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