JANOWICZ, UN RIENTRO CON IL TIMORE DI INFORTUNI

Il giovane polacco Jerzy Janowicz ha sfidato questa mattina l’italiano Luca Vanni, ma teme infortuni al suo rientro dopo otto mesi
martedì, 26 Luglio 2016

TENNIS – Quasi otto mesi di calvario lontano dai campi, e ora finalmente torna la luce. Jerzy Janowicz, promettente tennista polacco fermo attualmente al numero 154 del ranking ATP, è sceso in campo questa mattina per l’Open Castilla y Leon Villa El Espinar. Al primo turno in Spagna, ha sfidato l’italiano Luca Vanni, perdendo 2-6 7-6 7-5 dopo un match molto combattuto. Nonostante la sconfitta, però, Janowicz può sorridere per un rientro ad oltre 200 giorni dall’ultimo match disputato a Melbourne per l’Open d’Australia. Nel primo appuntamento di spicco del 2016, il 25enne polacco era sceso in campo contro Isner, ma i dolori al ginocchio sinistro lo hanno perseguitato fino a non consentirgli di giocare al massimo. A Segovia, la sesta di serie del seeding ha superato con risultati alterni la prima tappa di preparazione in vista dei Giochi Olimpici di Rio, dove difenderà i colori della Polonia a fianco di Lukasz Kubot e Marcin Matkowski.

Una prova soprattutto psicologica per l’ex numero 14 del ranking ATP, attualmente allenato da Kim Tilikainen, come da lui stesso ammesso poco prima del ko a testa alta contro Vanni: «Sono stato fuori otto mesi senza giocare ed esattamente cinque mesi senza toccare una racchetta. Spero di non farmi male durante il match. Non ho ancora disputato un match sul centrale qui, ma è difficile giocare nelle tracce esterne che sono vecchie». Gli allenamenti di Janowicz con Akira Santillan, Michal Konecny e Lukas Rosol prima dell’esordio ufficiale avevano restituito buone sensazioni, ma l’esperienza nel primo turno a Segovia non è bastata per superare l’avversario designato. Con l’eliminazione del tennista nato a Lodz e massimo rappresentante della Polonia, l’Open Castilla y Leon perde l’unico giocatore che ha disputato una finale in un Master 1000. Per Janowicz, che in carriera ha disputato anche la semifinale a Wimbledon nel 2013, la data odierna costituisce nuova luce al termine di un tunnel apparentemente senza uscita, ma la strada da fare per tornare al top è ancora lunga, ed è costellata di ostacoli e di prove soprattutto psicologiche.


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