JAROSLAV DROBNY, IL PREDESTINATO CHE DIVENTA PROFESSORE

Nasceva 96 anni fa il Jaroslav Drobny, sportivo poliedrico capace di trionfare sia nel tennis che nell’hockey su ghiaccio: per tutti fu “il professore”
mercoledì, 12 Ottobre 2016

TENNIS – Due discipline diverse, quattro nazionalità differenti e un argento olimpico. Si celebra oggi l’anniversario della nascita di un grande tennista, Jaroslav Drobny, nato a Praga nel 1921 e deceduto a Londra all’età di 80 anni il 13 settembre del 2001. Drobny aveva lo sport nel dna, ha passato la sua infanzia a stretto contatto con i campioni più grandi del tennis, ma si è dedicato anche ad uno sport totalmente differente: l’hockey su ghiaccio. Nel corso della sua vita ha cambiato quattro nazionalità per motivi politici, essendo stato naturalizzato prima tedesco durante la guerra, poi egiziano e britannico, ma è difendendo i color dell’allora Cecoslovacchia che nel 1947 si è laureato campione del mondo e nel 1948 ha conquistato una medaglia d’argento ai Giochi Olimpici Invernali. Nell’Europa ferita dal secondo conflitto bellico, Drobny riuscì ad incantare tutti anche con il suo tennis: le sue prime apparizioni a Wimbledon prima e in Francia poi, impreziosite da risultati strabilianti, fecero subito capire la stoffa del ragazzo nato a Praga.

Nel 1948, uno dei suoi anni d’oro, riuscì anche a conquistare i primi due titoli dello Slam, trionfando sia nel doppio maschile con Bergelin che nel doppio misto con la Canning Todd durante gli Internazionali di Francia. La sua incredibile annata è impreziosita anche dall’ascesa nel singolare e dalla finale degli US National Campionship soltanto sfiorata dopo il ko contro Pancho Gonzales. Dopo altre tre finali perse tra singolare e doppio, nel 1951 arriva per Drobny il primo titolo nello Slam: è un triplo 6-3 a condannare in quel di Parigi il suo compagno di doppio Eric Sturgess. Il bis francese arriva un anno dopo, questa volta ai danni di Sedgman. Il rapporto con Wimbledon è invece più complicato, con un trionfo che arriva soltanto dopo tre finali perse nel 1954 dopo aver eliminato lungo il cammino tre teste di serie, il numero 2 Lew Hoad, il numero 7 Budge Patty e nell’atto conclusivo il numero 3 Ken Rosewall.

La sua ultima apparizione nei tornei dello Slam risale al 1965: nella Francia che gli aveva regalato tante soddisfazioni, Drobny, ormai 43enne, non riuscì a superare il primo turno, sconfitto dall’italiano Sergio Palmieri. Il suo nome è legato indissolubilmente alla squadra ceca di Coppa Davis, con cui ha ottenuto un record di 37 vittorie su 43 match disputati. La sua bacheca ricca di trofei sia del tennis che dell’hockey su ghiaccio gli hanno permesso di entrare sia nell’International Tennis Hall of Fame, di cui fa parte dal 1983, sia dell’International Ice Hockey Federation Hall of Fame, riconoscimento datato 1997. Per il suo carattere eccessivamente austero, Drobny ha meritato il soprannome di “professore”, ma dopo aver trionfato a Wimbledon, a Parigi e a Roma, nonché in altri 133 tornei, questo nomignolo ricalca alla perfezione il ruolo fondamentale che il cecoslovacco ha avuto nel cosiddetto tennis dei pionieri.

 


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