JOHN MCENROE: “LA DAVIS PUÓ DARE ULTERIORI SPINTE A MURRAY”

L’ex numero 1 americano non ha dubbi sul fatto che la vittoria dell’Insalatiera possa dare ad Andy Murray nuove certezze e maggiore consapevolezza dei propri mezzi: “E poi il prossimo anno diventerà padre. Una cosa molto importante”.
mercoledì, 9 Dicembre 2015

Tennis – Vincere la Coppa Davis significa entrare nella storia. L’anno scorso era toccato a Roger Federer e Stan Wawrinka, Rafael Nadal ci era riuscito nel 2004, Novak Djokovic nel 2010. E quest’anno è toccato anche ad Andy Murray portare la sua Gran Bretagna sul trono del mondo del tennis. I complimenti sono arrivati da tutte le parti, non potrebbe essere altrimenti, ma al tennista scozzese nato a Glasgow faranno sicuramente piacere le belle parole spese da John McEnroe a proposito del suo ultimo, storico trionfo.

McEnroe e Murray si sono incontrati sabato scorso alla Royal Albert Hall durante lo show “Tie Break Tens”, una formula che prevede partite tra cinque giocatori con tiebreak giocati a 10. E l’’ex numero uno americano non ha esitato a tessere una serie importante di lodi nei confronti del giocatore che fino a pochi anni fa era considerato una sorta di suo erede, soprattutto per l’atteggiamento in campo. In particolare, John McEnroe si è detto quasi certo del fatto che la vittoria in Coppa Davis potrà aiutare l’attuale numero 2 del mondo in vista degli impegni del 2016, in particolare negli Slam.

“Ha giocato quattro finali agli Australian Open, ma la vittoria in Davis può dargli un vantaggio e aiutarlo e togliergli un po’ di pressione. Forse nel 2016 sarà più libero di mente rispetto al passato. E inoltre diventerà padre, cosa che potrebbe aiutarlo molto. Certo, deve fare i conti con Novak Djokovic”.

L’ex numero 1 americano resta, in ogni caso, l’unico tennista ad aver fatto meglio di Andy Murray (11-0) in una stagione di Coppa Davis: “Penso che Andy sarà orgoglioso di quanto realizzato nella sua carriera. E lo sarà ancora di più tra 10/15 anni. Ha fatto qualcosa che nessuno è stato in grado di fare, vincere al fianco del fratello. Una cosa impressionante, che secondo me fa molta differenza in campo”.

Non manca nemmeno un consiglio più da amico che da coach al tennista scozzese: “Andy, se mi senti, so che è molto difficile quando sei in campo, ma devi sorridere di più e apprezzare maggiormente certi momenti. Queste sensazioni ti aiuterebbero a giocare sicuramente più a lungo”.

Andy Murray, dal canto suo, sembra aver gradito giocare alla Royal Albert Hall con una nuova formula che garantisce spettacolo e divertimento. Ma la stanchezza resta tanta dopo una stagione lunga e difficile. E non mancano nemmeno gli impegni istituzionali: “È stata una bella settimana – ha dichiarato al Daily Mail – siamo stati spesso a cena fuori, ma ci siamo resi conto piano piano di essere molto stanchi. Martedì scorso siamo stati a Downing Street, ma sono anche riuscito a dormire parecchio”. Infine confessa di non riuscire a stare lontano dalla racchetta: “A casa tengo quasi sempre in mano una racchetta, soprattutto quando mi annoio. Ma stasera (sabato sera a Londra ndr) è la prima volta che gioco seriamente dalla finale di Coppa Davis”.

Tornando a John McEnroe, l’ex tennista ora commentatore tv non ha risparmiato alcune frecciatine ai tennisti moderni: “Proporrei un’evoluzione di gioco e materiali all’inverso. Vorrei tornare indietro alle racchette di legno e vedere come se la caverebbero i giocatori di oggi, forti e atletici, con pezzi di legno in mano”. Contraria, invece, l’opinione sugli arbitri: “Bisognerebbe togliere gli arbitri e lasciar fare tutto all’occhio di falco, con challenger illimitati a giocatori in campo”.

Foto: John McEnroe e Andy Murray (www.zimbio.com)


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