JOSE LUIS ESCAÑUELA SQUALIFICATO PER DUE ANNI

Il Tribunale amministrativo dello sport ha sospeso l’ex boss della federazione iberica per evidenti irregolarità nella gestione della stessa e per aver violato gli ordini del Consiglio superiore dello sport.
mercoledì, 9 Settembre 2015

Tennis – “Particolare gravità, disobbedienza e continua e persistente resistenza nel recepimento delle direttive del Consiglio superiore dello sport relative alla federazione”. Con queste motivazioni il Tribunale amministrativo dello sport (Tad) ha sospeso per due anni Jose Luis Escañuela, ex presidente della federazione tennistica iberica.

Nella risoluzione il Tad sottolinea la gravità del comportamento di Jose Luis Escañuela e le sue pesanti responsabilità, come figura rappresentante di primo livello, nella cattiva gestione della Rfet (Real Federacion Española de Tenis). L’accento cade in particolar modo sull’ostinazione mostrata da Escañuela nella violazione ripetuta e persistente delle direttive del Consiglio superiore dello sport (Cad).

Jose Luis Escañuela era stato eletto a capo della Federazione nel 2009, con un’elezione unanime da parte dei rappresentanti federali regionali e poi rieletto nel 2013. Ma nel giugno di quest’anno era stato sospeso, con effetto dal 1° luglio, assieme al suo braccio destro Olvido Aguilera. Una decisione che, di fatto, aveva decretato la fine del suo mandato – avvenuta qualche giorno dopo con le dimissioni – e consegnato l’interim all’ex vicepresidente Fernando Fernandez-Ladreda. La motivazione di questa prima sanzione di un mese era legata al forte sospetto di spese illegali, allo stanziamento di 700mila euro per l’istituzione di una Fondazione e di un Osservatorio per il tennis e al rifiuto da parte di Jose Luis Escañuela di fornire dettagli sui conti della Federazione a dispetto delle ripetute istanze del Consiglio dello sport.

Ma, col senno di poi, il peggio doveva ancora venire per il boss Escañuela. La sospensione mensile non è nulla in confronto al macigno che si è abbattuto sulla sua schiena. E l’ultima decisione sancisce, probabilmente, la fine della carriera di Jose Luis Escañuela nel mondo del tennis iberico. Il Tribunale amministrativo dello sport ha ancorato la propria decisione alla violazione degli articoli 76.4°a) della legge dello sport, 18°a) del Regio Decreto del 1992 sullo sport e altresì alla violazione dello Statuto della Federazione. Senza scendere troppo nei tecnicismi giuridici, la colpa più consistente di Escañuela sarebbe quella di non aver realizzato una seria operazione di trasparenza che è sempre più richiesta agli organismi pubblici e alle federazioni sportive.

Dal punto di vista degli organi giudicanti, parole come “gravità”, “disobbedienza” e locuzioni come “continua e persistente resistenza” non possono che essere associate al comportamento di Escañuela, un presidente in verità mai completamente lontano da polemiche, sospetti e dubbi sulla sua effettiva competenza. La bufera si era abbattuta su di lui dopo la decisione di nominare Gala Leon capitano di Coppa Davis. E non a caso, il primo provvedimento di Fernando Fernandez-Ladreda era stato quello di destituire l’ex tennista madrilena giustificando la decisione con una “riflessione in vista dell’impegno della Spagna dal 17 al 19 luglio con la Russia a Vladivostok”.

Persino i tennisti più rappresentativi di Spagna, Rafael Nadal e David Ferrer in testa, in una lettera alla Federazione, avevano denotato la “gestione caotica e belligerante” di Escañuela, incolpandolo di “mettere i propri interessi davanti a quelli dello sport”.

E a metà luglio di quest’anno, poco dopo le dimissioni, lo stesso Tribunale che ha decretato la sospensione per due anni di Escañuela aveva aperto un’inchiesta nei suoi confronti per manipolazione elettorale nelle elezioni del 2013 e utilizzo non autorizzato della firma digitale da parte dell’allora vicepresidente da parte del vicepresidente Fernando Fernández-Ladreda.

Foto: Jose Luis Escañuela (www.marca.com)

 


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