JUDY MURRAY: “MAURESMO OTTIMA PER ANDY”

Il nuovo coach di Andy Murray riceve la benedizione anche da mamma Judy: “La scelta di Amelie è stata molto audace, ma penso sia la mossa giusta”
sabato, 14 Giugno 2014

Tennis – Alla fine anche mamma Judy ha voluto dire la sua. Chiamata in causa da più parti nei giorni scorsi, la madre di Andy Murray ha espresso il suo personale parere riguardo la nomina di Amelie Mauresmo come nuovo coach del figlio.

Una decisone totalmente approvata da parte di Judy che, essendo stata anche la prima allenatrice di Andy, conosce alla perfezione le esigenze di Murray: come figlio e come atleta.

“Ovviamente si tratta di un concetto completamente nuovo. Una donna allenatore di uno dei migliori giocatori al mondo” ha scritto Judy nella sua personale rubrica su Bt Sport.

“Pur essendo una cosa rara, non c’è alcun motivo per non essere d’accordo. Le donne possono benissimo allenare gli uomini e, nel caso di Amelie, lei è stata una tennista molto creativa con una percezione meravigliosa per il gioco”

“Penso che ci siano un sacco di similitudini tra il modo in cui Amelie ha giocato ed il tennis espresso da Andy” Ha continuato Judy “In più lei ha una grande esperienza: come ex numero uno al mondo e come campione di Wimbledon. Collabora con il team francese di Fed Cup ed è già stata in tour nel circuito Atp quando allenava il suo connazionale Michel Llodra”

Approvando a 360 gradi la scelta del figlio, Judy spera che la collaborazione con la Mauresmo sia fruttuosa e lunga nel tempo.

“Al momento stanno facendo una prova che durerà per tutta la stagione sull’erba. Questo periodo ci dirà se il rapporto funziona dentro e fuori il campo”

La scelta di Murray, secondo Judy, potrebbe dare inizio ad una nuova corrente di pensiero, basata sul sistema già approvato e diffuso in altri ambienti: ovvero quello delle pari opportunità.

“I giocatori assumono gli allenatori per le loro abilità, per la qualità e l’esperienza. Non dovrebbe importare se questi siano uomini o donne. Si tratta di scegliere solamente la persona più adatta al lavoro”

Poi Judy torna sull’argomento già trattato da Andy, ovvero la capacità delle donne di capire i particolari cambiamenti emotivi che un uomo può avere soprattutto in uno sport come il tennis.

“I giocatori a volte hanno bisogno di un sostegno emotivo ed è per questo motivo che spesso viaggiano insieme alle moglie o alle fidanzate. Il tennis è uno sport di grande espressione mentale. Per un uomo è più facile aprirsi e parlare dei propri sentimenti con l’altro sesso”

Le donne tendono ad ascoltare di più e spendono più tempo per conoscere le persone. Più si conoscono a fondo le persone, più è facile trovare il modo di comunicare con loro”

Un fattore determinante per Judy che, pur riconoscendo tra gli uomini grandi allenatori, crede lavorare con una donna possa completare in qualche modo l’uomo e l’atleta.

“Ci sono un sacco di allenatori di grande livello, ma si sono anche molti che non sono minimamente interessati ad ascoltare quello che il giocatore ha da dire. Spesso si ha a che fare con coach che dicono o fai come dico io o vai per la tua strada”

Quella di Andy è stata una decisione audace, ma penso che sia una mossa giusta. Non vedo alcuna ragione per cui non si possa avere una donna coach, anche se al momento soprattutto ad alti livelli, la situazione è in pesante minoranza”

Un mondo che Judy conosce molto bene essendo stata proprio lei la prima allenatrice del figlio

“A livello di base il rapporto tra allenatori maschi e femmine è di 4:1. Più vai avanti, maggiore è la differenza che culmina con 12:1 nel circuito professionistico”

“Ovviamente ci sono molti fattori che entrano in gioco. Non tutti i tennisti possono permettersi il lusso di avere un team formato da allenatore, fisioterapista e preparatore atletico. Spesso si ha l’esigenza di unire questi ruoli per contenere le spese ed in molti casi un ragazzo riesce a coprire da solo queste mansioni”

“Inoltre per una donna è difficile gestire la famiglia e viaggiare per 30 settimane all’anno. Questi sono ostacoli reali ma in termini pratici una donna può offrire, come allenatore, tutte le garanzie necessarie attraverso la competenza, le conoscenze e l’esperienza maturata”

Più che una benedizione dunque da parte di Judy che, vedendo Andy in grande forma, spera che con l’aiuto di Amelie possa riuscire a difendere il suo titolo sull’erba londinese.

“Tra non molto Andy tornerà a Wimbledon come campione in carica e penso che lui stia ritrovando la sua forma migliore. La partita contro Rafa Nadal a Roma e la vittoria su Verdasco a Parigi sono stati momenti favolosi. Naturalmente non posso prevedere cosa accadrà a Wimbledon, ma lui ama l’erba ed ha un supporto enorme dal pubblico di casa. Inoltre ora sarà incentivato maggiormente dal cambio di allenatore”

Infine Judy chiude la sua “auto-intervista” con un aneddoto vissuto dopo l’eliminazione subita da Murray al Roland Garros.

“Andy ha perso in semifinale a Parigi contro Rafa su un campo di terra battuta veloce. Giocare contro di lui su quella superficie credo si la prova più dura nel tennis e sicuramente una delle prove più difficili nello sport. Dopo la partita ho incontrato Toni, zio ed allenatore di Nadal, che mi ha detto – Mi dispiace! – No! non è vero, gli ho detto. Rafa oggi era troppo in forma. Ma lui ridendo mi ha risposto che era veramente dispiaciuto”.


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