JUDY MURRAY: “NON BISOGNA ESAGERARE CON LE ASPETTATIVE”

TENNIS - Judy Murray, capitano di Fed Cup della Gran Bretagna, lancia un monito al milieu tennistico britannico, ansioso di vedere i propri talenti affermarsi definitivamente: "Non esageriamo con le aspettative, non è facile stare ad alti livelli. Ci vuole pazienza"
venerdì, 26 Aprile 2013

Tennis. Probabilmente non gode di grande simpatia, Judy Murray. Invadente, esibizionista, sopra le righe; sul suo conto se ne sono dette di tutti i colori. È anche vero che quando la vedi in tribuna, durante le partite del figlio Andy, con quel suo volto spigoloso e l’espressione severa, agitare i pugni e lasciarsi andare al tifo da ultrà, urlare frasi d’incoraggiamento con tutto il trasporto di una mamma, la voglia di cambiare canale un po’ ti viene. Poi però pensi che ‘in fondo, che male c’è’? È pur sempre sua madre, e forse Andy ne ha bisogno, della sua presenza. Del resto il numero 3 al mondo è costantemente sotto pressione, bisogna capirlo; sempre lì, col peso e le aspettative di una nazione sulle spalle, soprattutto quando Wimbledon s’appropinqua. Magari, in qualche modo, Judy è di supporto, con la sua grinta e la sua esperienza.

Quel che è certo è che quando mamma Murray affronta il tema della pressione sa decisamente di cosa parla, lo fa con cognizione di causa. È per questo che oggi lancia un monito al milieu tennistico britannico: stiamo attenti a non esagerare con le aspettative, soprattutto se abbiamo a che fare con giovani talenti. Heather Watson e Laura Robson, rispettivamente classe 1992 e 1994, sono considerate le nuove speranze del tennis britannico; da loro ci si aspetta moltissimo e Judy, che oltre a essere mamma-ultrà è anche capitano di Fed Cup della Gran Bretagna, sa bene che l’eccessiva pressione sulle sue ragazze potrebbe essere più che deleteria. “Ho sempre pensato che questa stagione sarebbe stata difficile per loro. Una cosa è scalare la classifica e arrivare in top 50 quando non hai così tanta pressione addosso, un’altra è quando poi lì ci arrivi”, dice Judy al Daily Mail. “Si tratta di imparare il mestiere di un tennista professionista. La differenza tra una top 50 e una top 30 sta nella costanza di rendimento. Più vai avanti e più sacrifici ci sono da fare, serve più disciplina. Si tratta di lavorare sodo, apportare piccoli accorgimenti al tuo gioco e avere una condizione fisica ottimale; sono queste le cose che ti consentono di fare il salto di qualità”, aggiunge.

Le sue ragazze, recentemente battute 3-1 dall’Argentina, non sono riuscite a riportare la Gran Bretagna in serie B, ma Judy non vuole farne un dramma: “Un giorno ci arriveremo”. La delusione è stata tanta, però. “Bisogna imparare a convivere con le aspettative, fa parte del processo di maturazione, ma non dobbiamo aspettarci così tanto in così poco tempo, ci vuole pazienza.” Contro le argentine non è scesa in campo Heather Watson, fermata dalla mononucleosi. Il capitano spera di recuperarla al più presto: “Nessuno sa con precisione quando tornerà a giocare”, ha detto. “Potrebbe essere tra tre settimane o tra tre mesi. Noi speriamo solo che torni il prima possibile.”


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