JUNIOR, EL SHAAFEI: “RAGAZZI, PIU’ DURO VI ALLENATE, PIU’ LONTANO ARRIVERETE”

Ismail El Shafei è a Budapest per assistere alle finali di Junior Fed Cup e Coppa Davis. Intanto le squadre si preparano alle semifinali di sabato.
venerdì, 30 Settembre 2016

Tennis –

“Allenatevi al massimo, ascoltate i vostri coach, migliorate i vostri colpi e lavorate duro. Più duro vi allenerete, migliori saranno i vostri risultati”. È questo l’invito di Ismail El Shafei, scelto dall’estate del 2015 come capo del comitato ITF che si occupa del tennis junior. “E’ uno dei comitati più importanti” ha detto El Shaafei, che per la prima volta si è recato di persona ad assistere alle finali di Junior Fed Cup e Davis Cup. “Stiamo lavorando per tarovare un percorso più fruttuoso in grado di guidare la transizione dai tornei junior ai primi step del professionismo, e sento che un passo alla volta stiamo andando nella giusta direzione. Stiamo cercando di far crescere il tennis nelle nazioni in via di sviluppo” ha aggiunto El Shaafei, particolarmente sensibile alla questione già da presidente della federazione egiziana, quando si augurava proprio la creazione di un sistema di tornei Futures per far crescere i talenti della nazione un tempo di riferimento per il tennis africano. “Stiamo anche cercando di abbassare i costi per l’organizzazione, magari permettendo ai giocatori di trovare alloggi privati ma sotto le linee guida e la responsabilità della federazione nazionale”.

Mezzo secolo fa, El Shafei ha conosciuto un circuito junior certamente diverso rispetto a quello attuale. Il titolo a Wimbledon junior nel 1964 e all’Orange Bowl del 1965 lanciò la sua carriera. E proprio ai Championships scriverà uno dei pezzi più importanti della sua storia: nell’estate del 1974 è diventato uno dei quattro giocatori capaci di battere Bjorn Borg sui prati più prestigiosi del tennis mondiale, dopo Arthur Ashe, John McEnroe e Roger Taylor. “Giocammo sul campo numero 1” ricordava a Sport360 El Shafei, che vinse 63 62 61 al secondo turno nel 1974. “Era uno dei campi più veloci di Wimbledon allora, e il mio gioco lì si esaltava. Borg aveva appena vinto Roma e il Roland Garros ma Borg all’epoca faticava a passare dalla terra all’erba, mentre io quell’anno arrivai ai quarti di finale. Poi il campo 1 fu abbattuto e ricostruito”.

La vigilia delle semifinali delle due competizioni trascorre a Budapest con un interessante fuori programma per i giocatori che giovedì sera sono stati accompagnati per un tour riservato del Parlamento ungherese, un maestoso edificio neogotico che affaccia sul Danubio. “Queste esperienze non dovrebbero limitarsi al tennis” ha detto il direttore del torneo Attila Richter, “voglio che i ragazzi tornino a casa dicendo che hanno visto un po’ della nostra cultura”. Il più grande edificio del paese con i suoi 697 locali, ospita dal 2000 la reliquia storica più importante dell’Ungheria: la Corona usata per incoronare i re d’Ungheria dal XIII secolo in avanti, protetta durante la Seconda Guerra Mondiale e fino al 1978 nei depositi delle riserve auree di Fort Knox, le insegne reali, lo Scettro, il Globo, e la Spada.

Sabato, poi, si tornerà a fare sul serio. Nella Junior Davis Cup, sono rimaste in gara tre delle prime quattro teste di serie: si giocano un posto in finale il Canada (n.1), la Russia (2), gli Usa (4) e l’Argentina (7). In Fed Cup hanno invece passato il girone tutte le prime quattro, nell’ordine Russia, Usa, Giappone e Polonia, guidata dal capitano Mikolaj Weymann, che ha invitato alla calma dopo il successo di ieri sul Canada. “Oggi ci siamo allenati solo per un’ora, abbiamo fatto un po’ di stretching. Siamo pronti per la semifinale”.

Allenamento leggero anche per i due giocatori rimasti nella nazionale Usa, dopo l’infortunio al legamento della caviglia destra che da mercoledì ha costretto Keenan Mayo fuori dai giochi. Decisamente più intenso, per contrasto, il doppio che ha avuto per protagonisti i tre argentini e Sebastian Gutierrez.

Domani si rivedranno in campo il più atteso a Budapest, Felix Auger-Aliassime, e le grandi protagoniste del circuito femminile: la No. 2 Anastasia Potapova, la No. 3 Olesya Pervushina (per la Russia), la No. 4 Amanda Anisimova e la No. 10 Claire Liu (per gli Usa). Fra loro potrebbero uscire i nuovi campioni che, come Nadal, Hewitt o Radwanska, hanno iniziato il loro volo dalla Davis o dalla Fed Cup junior.


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