KARIN KNAPP ED IL TENNIS: “UNA QUESTIONE DI CUORE”

Faccia a faccia con un campione dentro e fuori il campo. Karin Knapp, protagonista di una interessante manifestazione di giovani e sport svoltasi ad Anzio, ci racconta le emozioni e le difficoltà di una carriera vissuta già “due volte”. In esclusiva per tennis.it

Tennis – L’incontro con un campione regala sempre forti emozioni soprattutto ai più giovani. Le speranze, i sogni e le aspettative di chi muove i primi passi nel mondo tennis per un giorno si concretizzano  perché in campo, dall’altra parte della rete pronta ad iniziare uno scambio che resterà impresso per sempre nella mente, c’è una giocatrice vera, una di quelle che solitamente si vede in tv e per la quale vale la pena spendere un po’ di sano tifo sportivo.

Karin Knapp, attualmente numero 74  al mondo, è la protagonista assoluta del “KK Tennis Show”. Una manifestazione ideata per i giovani tennisti, ed andata in scena al Circolo Sportivo di Anzio tra la soddisfazione di organizzatori e partecipanti.

Un palleggio e la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con  una campionessa vera. È questo il “sogno di mezza estate” che alcuni giovani tennisti hanno realizzato, trovando nella Knapp un esempio da seguire, sia per i risultati ottenuti in campo sia per quelli nella vita.

Timida ma allo stesso tempo molto comunicativa, Karin ci ha concesso in esclusiva un’intervista in cui abbiamo parlato di presente e futuro, partendo naturalmente da quel passato che, nella tennista altoatesina ha evidentemente lasciato il segno.

Una carriera che ha rischiato di interrompersi bruscamente una prima volta nel 2008 e che, nonostante le difficoltà, continua ancora oggi, grazie ad una passione che non conosce ostacoli. Due operazioni per correggere un problema cardiaco rallentano ma non frenano la voglia di tornare in campo da parte di una tennista innamorata di questo sport.

 “Ho superato momenti veramente difficili. Non era semplice ma sono riuscita ad andare avanti grazie al sostegno di tutto il mio staff (che ancora è con me). Penso che la vera forza sia arrivata dalla mia grande voglia di tornare in campo, di ricominciare a lottare confrontandomi con un mondo meraviglioso come quello del tennis. Tutto questo è stato più grande rispetto a quello che mi era capitato”

Hai dovuto praticamente azzerare tutto, ricominciando da capo una carriera dopo aver toccato un cielo con un dito

Non è stato semplice. Posso dire che praticamente io ho già fatto due carriere. Da 35 al mondo mi sono ritrova al 700esimo posto, ripartendo dai tornei minori. Guardandomi indietro però sono molto orgogliosa di quello che ho fatto, non tutti possono capire cosa ho provato ma io sono fiera di me. Adesso ho ritrovato la mia condizione, spero duri il più al lungo possibile”

Dopo aver superato i momenti bui si cambia sempre un po’. Raccontaci com’è oggi Karin Knapp e come il bagaglio d’esperienza umana fatto finora sarà utile al proseguo della tua carriera

“Sono cambia molto. Sicuramente ci sono tanti lati positivi dopo queste esperienze. Ovviamente inizi a vedere le cose sotto un altro aspetto. Dopo che hai subito due interventi al cuore ti rendi conto che sbagliare un dritto non è poi così importante.  Mentalmente sono molto diversa e questo può essere un vantaggio per la mia carriera

Una serie di cambiamenti che riguardano anche la tua vita privata. Anche qui possiamo parlare di una questioni di cuore?

“Beh direi di si” e qui Karin ci regala un sorriso che vale più di mille parole “Quando sono venuta ad Anzio , Francesco (Piccari ndr) ancora giocava a tennis, e quindi mi seguiva  suo fratello Alessandro. All’epoca non posso neanche dire che mi allenava, per lo più mi stava vicino e mi accompagnava nei vari centri di fisioterapia per la riabilitazione. Poi le cose sono cambiate ed ora mi alleno con entrambi dividendo le sessioni settimanali con l’uno e poi con l’altro. Qui ad Anzio sto molto bene, ho trovato lo stile di vita che più mi si addice, non sono abituata a vivere le grandi città, preferisco la tranquillità e poi mi piace molto il mare”

Ti trovi molto bene ma, come spesso accade nei tennisti professionisti hai sempre le valige pronte. A breve si aprirà la stagione sul cemento, quali sono le tue aspettative da qui alla chiusura del 2014?

Il cemento americano mi piace molto, quindi cercherò di giocare il maggior numero di partite possibili. Sono sempre alle ricerca della perfezione ed insieme al mio staff stiamo lavorando su un paio di cose soprattutto al livello fisico per trovare la migliore condizione. Quando uno sta bene ed entra in campo con la mente libera può fare grandi cose.”

La superfice in cemento ti attrae, ero convinto ti piacesse di più giocare sull’erba…

Vero, mi trovo molto bene a giocare sull’erba e l’ottavo di finale a Wimbledon nel 2013, rimane per ora uno dei momenti più belli della mia carriera. L’emozione più grande provata sul campo da gioco con il miglior risultato ottenuto finora in uno Slam. Quest’anno a causa di un piccolo infortunio al polso non ho potuto giocare molto sull’erba e la cosa  mi è dispiaciuta tantissimo”

Wimbledon il tuo ricordo più bello, alla pari della Fed Cup?

Penso proprio di si. Vivere una finale con loro tre è stato bellissimo non me lo aspettavo ed ero molto contenta”

Non ti rubo più altro tempo, un gruppo di scalmanati ragazzini con la racchetta in mano ti aspetta in campo per passare con te una giornata da raccontare. Cosa si prova ad essere un esempio per chi muove i primi passi nel mondo del tennis?

Anche io ho iniziato così quindi rivivo le emozioni provate anni fa quando vidi per la prima volta Francesca Schiavone. Riesco perfettamente a capire cosa provano loro in situazioni del genere e quindi cerco di farli divertire il più possibile”

“Io penso che vedere tutti questi ragazzini contenti che entrano in campo cercando di fare il massimo per palleggiare con una professionista sia la gioia più bella. Giornate come questa sono meravigliose, difficili da organizzar, ma per i bambini penso sia una grandissima cosa”

Noi siamo da esempio fuori e dentro il campo ed abbiamo il compito di trasmettere principalmente la passione e l’amore verso lo sport

Dopo queste parole, non aggiungo altro, ringrazio Karin e gli organizzatori del KK Tennis Show e poi mi godo una bella giornata di sole e tennis sotto il cielo di Anzio, plaudendo un’iniziativa alla quale bisognerebbe dare seguito, qui ed in altri posti.


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