KRAJICEK E L’ESTATE DEL 1996: AUGURI GIGANTE BUONO

Tennis. Festeggia 43 Richard Krajicek: unico olandese in grado di imporsi a Wimbledon e unico in grado di battere Pete Sampras sul prato dell'All England Club tra il 1993 e il 2000. Tanti auguri gigante buono.
sabato, 6 Dicembre 2014

Tennis. Non si vince il torneo di Wimbledon per caso, e ancora meno per caso si diventa numero 4 del mondo vincendo 17 titoli in singolare e 3 in doppio. Richard Krajicek  è stato questo per il mondo del tennis, una variante di gioco e professionalità negli anni dei vari Sampras, Agassi, Rafter o Ivanisevic soltanto per citarne alcuni.

Nato il 6 dicembre del 1971 in Olanda da genitori cechi, Richard scopre da subito l’amore per la racchetta e i primi titoli a livello giovanile (torneo nazionale olandese under 12) non si fanno attendere, il salto avviene nel 1989 quando diventa professionista all’età di 18 anni. Il primo titolo arriva a 21, due anni più tardi, quando si impone sul cemento di Hong Kong contro l’australiano Wally Masur. Il campioncino, alto la bellezza di 1 metro 96 centimetri, gioca con la potenza di un grande servitore e con un dritto al fulmicotone. Fuori dal campo il ragazzone si mette in mostra per un animo puro e una grandissima professionalità.

L’olandese, che oggi compie 43 anni, è a tutti gli effetti un gigante buono del mondo della racchetta, un gigante che però in campo ha portato a casa 20 titoli, tra cui uno che conta più di tutti, vinto in un anno, il 1996, in cui a tutti gli effetti si è guadagnato un posto nella storia dello sport. Ma da dove nasce il successo di Richard sui prati inglesi del 1996?  Nasce dalle delusioni negli altri slam, nasce dalla finale di Roma dello stesso anno persa al quarto set in finale contro Thomas Muster. Nasce dalle due semifinali giocate all’Australian Open e al Roland Garros, giocate nel 1992 e 1993, perse rispettivamente contro il destino amaro mascherato da infortunio alla spalla e contro Jim Courier, intento a vincere il suo penultimo titolo dello slam. Il 1996, in più sembrava un altro anno segnato dalla ricerca fallita della consacrazione: per il torneo di Wimbledon (al quale non aveva mai superato il quarto turno e addirittura due primi turni nel ’94 e nel ’95) Richard non è addirittura inserito, nonostante fosse numero 16 del mondo, nell’elenco delle teste di serie. Soltanto l’infortunio di Muster, che gli aveva tolto la gioia romana, gli consentì di diventarlo. 

Nonostante questo nessuno dava Richard Krajicek come favorito, tanto più che il cammino nei quarti di finale l’avrebbe visto giocare contro l’effettivo padrone di casa, Pete Sampras. L’americano nel 1996 veniva dalla tripletta, ’93-’94-’95, sull’erba di Wimbledon, sui prati inglesi è praticamente imbattibile, e la storia poi ci ha parlato di lui come uno capace di vincere  7 volte all’All England Club e in grado di perdere tra il 1993 e il 2000 una sola partita: quella dei quarti di finale del 1996 contro Richard Krajicek. Dopo una prima settimana tranquilla l’olandese batte Michael Stich negli ottavi, prima di stupire il mondo con un secco e perentorio 7-5 7-6 6-4. Battuto il numero uno assoluto la strada verso l’affermazione e l’agognato successo diventa un obbligo per Krajicek, il quale prima batte Jason Stoltenberg e poi sconfigge MaliVai Washington con il punteggio di  6-3 6-4 6-3. Il successo sull’americano gli consente di diventare il primo e unico olandese capace di vincere Wimbledon. La sua impresa resterà per sempre negli annali del tennis, battere Sampras a Wimbledon nel pieno della sua grandezza, interrompere il cammino dell’americano verso la gloria, e restare tra l’altro uno dei pochi con un bilancio attivo contro l’americano, ha ripagato in tutto e per tutto quell’attesa e quei rimpianti accumulati prima di quella magica estate.

Tanti auguri gigante buono!

 


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