IL PUGNO DI JELENA

La Dokic conquista la semifinale sette anni dopo l'ultima volta. Battuta 7-6, 6-2 la giovane Jovanovski. Ora avrà la Krajicek. Safarova-Groth l'altro match
venerdì, 4 Marzo 2011

KUALA LUMPUR – Dopo la prematura dipartita dal torneo di Francesca Schiavone, che era testa di serie numero 1 in Malaysia, i favori del pronostico erano naturalmente ricaduti sulla francese Marion Bartoli, seconda preferenza del seeding. Anche in virtù della brillante semifinale raggiunta la scorsa settimana a Doha (poi conclusa amaramente con il doppio 1-6 rifilatole dalla Wozniacki), la quadrumane pareva in grado di arrivare in fondo nel 220 mila dollari asiatico. Invece la transalpina ha dovuto fare i conti con una di quelle giocatrici, la ceca Lucie Safarova, che quando è in giornata nessuno vorrebbe trovarsela dall’altra parte della rete.

Lucie ha comandato gli scambi fin dall’inizio dell’incontro e ha tenuto buonissime percentuali al servizio, chiudendo con l’81% di punti con la prima e un solo break subito, nel secondo set: 6-1, 6-4 lo score e primo successo della Safarova, che aveva perso i tre precedenti con Marion.

Non sarà una grossa consolazione per la Schiavone, ma Jelena Dokic sta dando continuità alla sua buona settimana e la semifinale conquistata a spese della giovane serba Bojana Jovanovski (7-6, 6-2) rappresenta un traguardo importante per il suo tentativo ri rinascita tennistica. Già numero 4 mondiale e passata attraverso diverse vicissitudini, Jelena ha cambiato allenatore proprio qualche giorno prima degli Australian Open e qualche risultato si era già visto all’Open GDF di Parigi, dove aveva raggiunto i quarti a spese di Safarova e Petrova. “Mi sento bene sia fisicamente che mentalmente. Riesco ad essere aggressiva e queste vittorie non sono una sorpresa per me” ha detto Jelena alla fine della partita.

La Jovanovski ha servito due volte per il primo set sul 5-4 e 6-5 ma si è fatta riprendere e trascinare al tie-break dalla Dokic, che poi ha controllato il gioco decisivo prendendo un margine all’inizio (4-2) e chiudendo 7-4. Nella seconda frazione l’australiana ha rotto l’equilibrio al quinto game (3-2) per non concedere più nulla alla sua avversaria: 7-6, 6-2 e Bojana che non ha nascosto la sua amarezza: “Ho avuto le mie occasioni e non le ho sfruttate, perdendo due volte il servizio con facilità. Giocando così non potevo vincere”.

In semifinale la Dokic affronterà un’altra “reaparecida”, vale a dire Michaella Krajicek, che non ha avuto alcuna difficoltà a battere in due set (6-2, 6-3) la qualificata lussemburghese Anne Kremer. La sorella di Richard sembra aver superato i diversi guai fisici che ne hanno condizionato la carriera e affronterà Jelena per la prima volta in quello che sarà una specie di scontro generazionale.

Un’altra australiana naturalizzata è la quarta semifinalista in Malaysia: si tratta di Jarmila Groth, a cui gli organizzatori avevano concesso una wild-card. Al termine di una battaglia durata più di due ore, la Groth si è imposta per 7-5, 3-6, 7-5 alla nipponica Ayumi Morita e domani sfiderà la Safarova, contro la quale è in vantaggio 2-1 negli head-to-head.


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