KVITOVA: “AVREI DOVUTO VINCERE”

TENNIS - La 23enne ceca, testa di serie numero 6, non cerca scuse per la sconfitta rimediata nel primo turno degli Australian Open contro la thailandese Luksika Kumkhum. Errani e Vinci deluse per i rispettivi KO. Soddisfatta Serena Williams
lunedì, 13 Gennaio 2014

Tennis. Gli Australian Open regalano subito sorprese. Nel day 1 sono uscite di scena, infatti, ben 4 teste di serie, tra le quali figurano – ahinoi – anche Sara Errani (7), eliminata in due rapidi set da Julia Goerges, e Roberta Vinci, sconfitta da Jie Zheng, autentica bestia nera della tarantina (negli head-to-head siamo sul 5-0 per la cinese). La sconfitta che fa più rumore però è sicuramente quella di Petra Kvitova (6), caduta sotto i colpi della thailandese Luksika Kumkhum, 20enne numero 88 del mondo.

La 23enne ceca in conferenza stampa esterna tutta la sua delusione: Purtroppo oggi non ho giocato bene. Non ho giocato come so e non ho messo in pratica il lavoro svolto durante l’off season. Ero davvero entusiasta di essere qui, mi sentivo bene”. Cosa non ha funzionato? Kvitova non cerca scuse: “Non ero stanca. Voglio dire, ho sempre giocato il torneo prima [Sydney], quindi non credo c’entri questo. Quello che so è che oggi avrei dovuto vincere e non l’ho fatto. Lei ovviamente ha giocato bene, ma io non mi sono aiutata”. Affrontare un’avversaria praticamente misconosciuta talvolta può rappresentare un’insidia: “Di lei sapevo poco, David [Kotzya] mi ha raccontato qualcosa di quello che ha visto su YouTube. Insomma, sapevo qualcosina, ma era sostanzialmente un’avversaria nuova per me, e in questi casi non è mai facile”. Il lavoro svolto in off season, per il momento, non ha dato i frutti sperati. L’ex regina di Wimbledon ha spiegato quali sono gli obiettivi per l’immediato futuro: “La priorità ovviamente è migliorare i miei movimenti in campo. Poi sto cercando anche di migliorare il servizio, sia sotto l’aspetto della potenza che della precisione”. Di tutt’altro tenore le dichiarazioni della thailandese, emozionata per l’inaspettata vittoria: “Sono davvero felice ed emozionata. Ho giocato al meglio”. Il suo dritto bimane non è passato inosservato: “Sì, lo gioco con due mani. Ho iniziato a giocarlo con mio padre, non so spiegare perché lo gioco così”.

Soddisfatta – e non potrebbe essere altrimenti – Serena Williams, che ha esordito con una comoda scampagnata di 57 minuti. 6-2, 6-1 il punteggio con cui la numero 1 del mondo ha piegato la 17enne Ashleigh Barty: “È divertente giocare contro giocatrici così giovani”, ha detto Serena. “Devi essere pronta. Lei è australiana, quindi c’era un’atmosfera particolare, e inoltre non aveva niente da perdere. Era un’avversaria potenzialmente pericolosa, quindi sono contenta sia finita così”. L’americana è andata a rete 11 volte, ricavandone 10 punti. Le chiedono se in futuro la vedremo andare a rete più spesso: “Sì, ci sono andata più del solito, ma la prossima partita potrei giocare da fondo tutto il tempo. Non sto lavorando per renderla una costante del mio gioco”.

È andata male, malissimo per il tennis azzurro. Sara Errani analizza così il match disputato e perso contro la Goerges: “Avrei potuto sicuramente giocare molto meglio, provare a cambiare il mio gioco. Su questi campi non è facile, la mia palla non rimbalza e non fa tanto male. Ci ho provato fino all’ultimo ma è andata male. L’anno è appena iniziato, qui è andata male ma ci può stare. Bisogna continuare ad allenarsi e fare il meglio possibile”.

Appare visibilmente amareggiata Roberta Vinci, estromessa da Jie Zheng: “La partita era difficile, si sapeva già dall’inizio. Il mio tipo di gioco non le dà molto fastidio. Nonostante tutto ho avuto diverse occasioni ma non sono riuscita a sfruttarle, mentre lei ha sbagliato poco. L’unica cosa che mi rimprovero è che forse avrei dovuto provare a giocare di più , senza limitarmi a rigiocarla sperando in un suo errore. Dovevo essere più aggressiva. Fisicamente non sono al 100%, è vero. Ho iniziato la preparazione tardi per via di problemi al collo e all’anca e questo sicuramente ha inciso”.


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