KYRGIOS, DALLA DAVIS ALL’NBA NEL GIRO DI CINQUE ANNI?

Il talentuoso australiano Nick Kyrgios, impegnato in Coppa Davis contro la Slovacchia, tra cinque anni potrebbe abbandonare il tennis a favore del basket
sabato, 17 Settembre 2016

TENNIS – Che Nick Kyrgios fosse un atleta tanto di prospettiva quanto fuori dalle righe si era già capito, ma il suo futuro potrebbe assumere una piega ancor più clamorosa. Il tennista australiano, impegnato nel playoff di Coppa Davis con la “sua” Australia al fianco di Bernard Tomic, ha confermato ancora una volta la sua intenzione di abbandonare il tennis nell’arco dei prossimi 4-5 anni, cambiando sport e votandosi al basket. Ed è lo stesso compagno di nazionale Tomic a confermare la propensione di Kyrgios verso la palla a spicchi: «Nick è molto bravo a giocare a basket. Credo che giocherà l’All Star Game il prossimo anno negli Stati Uniti. Speriamo riesca a segnare alcuni punti».

Le dichiarazioni di Tomic trovano conferma anche nelle parole dello stesso Nick, che potrebbe regalare all’Australia un futuro roseo in Coppa Davis, ma che preferisce spostare altrove le proprie ambizioni: «Giocherò solo per altri quattro o cinque anni», confermando al termine del match contro Andrej Martin, demolito con il punteggio di 6-3 6-2 6-4, la sua intenzione di cambiare disciplina. Il numero 15 al mondo, che contro la Slovacchia ha dato saggio delle sue potenzialità uscendo dal campo quasi senza sudare, potrebbe infatti rinunciare al tennis, dopo aver più volte sostenuto di non provare tante emozioni con racchette e palline, preferendo addirittura Pokemon Go agli allenamenti. Il futuro tra tennis e basket ha causato anche un simpatico siparietto in conferenza stampa tra Tomic e il capitano degli “aussie”, l’ex tennista Lleyton Hewitt, che ha interrotto il suo giocatore affermando che non avesse le stesse qualità cestistiche di Kyrgios e “difendendosi” dalle battute arrivate dopo la sconfitta per 40-28 in un match tra il team Tomic e il team Hewitt.

Nonostante Kyrgios con i suoi 21 anni pensi poco al tennis e più a tutto quello che gli capita attorno, ha regalato buone prospettive all’Australia e al suo capitano, partendo alla grande e concludendo la pratica slovacca in 99 minuti: «Ho provato grandi sensazioni. So quanto fosse importante per noi cominciare con il piede giusto. Oggi ho giocato davvero bene, e Rusty (soprannome di Hewitt ndr) mi teneva impegnato tutto il tempo. La presenza di Hewitt non rappresenta per me uno stimolo ad accelerare, ma più che altro un aiuto a non lasciare che la mia mente divaghi troppo. Devo tenere testa al compito, mantenere l’obiettivo a portata di mano, ed è quello che è accaduto contro la Slovacchia».


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