LA FORZATURA DELL’ERRORE NON FORZATO

Tennis - L'errore non forzato è probabilmente la statistica del tennis più aperta alle interpretazioni soggettive. Analizziamo le problematiche e i punti di vista dei giocatori sull'argomento.
giovedì, 14 Marzo 2013

Viviamo in un mondo dove le statistiche sportive coprono davvero qualsiasi evento possa accadere su un campo di gioco. Spesso si ha la sensazione che molti di questi dati siano superflui, persino esagerati. Oggi è infatti usuale, durante una partita, veder apparire sullo schermo televisivo una sovraimpressione in cui ci viene detto quanti chilometri ha percorso il tale giocatore, il numero di palle toccate, percentuali di possesso in determinate zone del campo. Sono solo esempi di come l’eccesso di informazioni porti spesso le stesse ad essere superflue.

Per quanto riguarda il tennis si è arrivati a tutto questo già da un po’ di tempo, tuttavia la statistica che dopo trent’anni dal suo primo utilizzo agita ancora gli animi dei tennisti è quella dell’errore non forzato e soprattutto la difficoltà che spesso si ha nel distinguerlo da quello forzato. Tale statistica fu introdotta nel 1982 da Leo Levin, un responsabile della Information and Display Systems che si occupava all’epoca delle prime statistiche tennistiche computerizzate. Il termine fu coniato e da quel momento ogni colpo ha una classificazione netta: vincente, errore forzato o errore non forzato.

Il vincente è facilmente definibile: si tratta di una palla che tocca il campo e che l’avversario non riesce a prendere. Decidere se un colpo è un errore forzato o non forzato è invece qualcosa di soggettivo e spesso difficile da identificare. Quando ad occuparsi delle statistiche di un match sono più di una entità, spesso ci si ritrova con dati enormemente diversi. La Information and Display Systems ha una definizione: un giocatore commette un errore non forzato se non riesce a tenere la palla in campo nonostante egli non sia “sotto pressione fisica come risultato del piazzamento, della velocità, della potenza o della rotazione data alla palla del proprio avversario”. La Information and Display Systems tiene dei corsi specifici per raggiungere il più possibile l’unanimità nel valutare simili casi, ma il risultato spesso non si ottiene: non si tratta di una scienza esatta.

“Se hai due o tre persone differenti che si occupano della registrazione degli errori non forzati, avrai come risultato altrettante valutazioni diverse – dice Kevin Fischer, il Senior Communication Manager della WTA – I giocatori cercano entrambi di costruire un punto, c’è uno scambio lungo e uno dei due mette la palla in rete: è un errore forzato o non forzato?” Leo Levin, d’altra parte, sostiene che l’errore non forzato è un sistema per comprendere meglio il comportamento due giocatori: “Prendiamo ad esempio Serena Williams: quando una giocatrice come lei perde spesso non è perché viene surclassata. Lei normalmente aggredisce, ma nella foga può commettere errori. Quindi gli errori non forzati diventano un elemento chiave nell’analizzare le sue partite perse. Ma quando vince non lo fa perché le sue avversarie fanno errori, lo fa perché costringe le avversarie all’errore e fa molti vincenti”.

Le statistiche di vincenti ed errori non forzati sono comunemente riportati mentre non lo sono gli errori forzati nonostante possano rappresentare un aiuto per ampliare la visione di un match. Nella partita persa al terzo turno dell’ultimo Australian Open, Laura Robson ha fatto 6 vincenti e 29 errori non forzati, un dato che renderebbe la sua prestazione piuttosto incostante. In quel match, tuttavia, la Robson ha costretto la sua avversaria, Sloane Stephens, a 19 errori (forzati, quindi) con pochi vincenti. “Errori non forzati e vincenti sono più facili da notare – prosegue Levin – e raccontano molto di più la storia di una partita”.

Molti giocatori, tuttavia, non condividono questo sistema di statistiche. Andy Murray è uno di questi. Roger Federer ha espresso le sue perplessità: “Il conteggio forzati/non forzati è sempre qualcosa di complicato. Sia io che il mio allenatore sappiamo cosa accade durante un match quindi non ho necessariamente bisogno di statistiche per comprendere come sono andate le cose”. Anche Sam Sumyk, l’allenatore di Victoria Azarenka, si dimostra scettico: “Non sono interessato alle statistiche perché non sono sicuro della loro accuratezza. Preferisco vedere quindi le cose con i miei stessi occhi e farmi da solo un’opinione o esprimere un giudizio”.

In conclusione, è evidente come la statistica dell’errore non forzato sia ormai diventato un elemento identificativo del tennis che tuttavia non è spesso condiviso da giocatori ed allenatori. “La cosa più importante – ha detto Andy Murray – è se dopo il tuo nome c’è una W. Il resto lo puoi anche buttare via”.


Nessun Commento per “LA FORZATURA DELL'ERRORE NON FORZATO”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • ATP, LE STATISTICHE DEL 2013 I numeri di fine anno consolidano il primato di Nadal e della Spagna. In aumento l'età media, in calo il numero delle promesse
  • UFFICIALE: TSONGA SALTA GLI AUSTRALIAN OPEN E' ufficiale: Jo-Wilfried Tsonga salta gli Australian Open, che inizieranno il 19 gennaio. Il gigante di Le Mans, che soffre ancora di una forte infiammazione all'avambraccio destro, ha […]
  • IL SERVIZIO CHE “SERVE” PIU CHE MAI Tennis – Nel tennis moderno è il colpo più importante in assoluto ed avere buone percentuali risulta decisivo per vincere le partite. Scopriamo quali sono i numeri dei protagonisti del circuito.
  • LE MILLE PALLE BREAK DI ROGER Tennis. Lo svizzero sta vivendo un momento difficile della sua carriera nel quale sembra avere minori energie mentali e fisiche rispetto al glorioso passato. Ma il suo declino si può […]
  • MARIN CILIC DICE ADDIO AGLI AUSTRALIAN OPEN Marin Cilic ha annunciato sulla sua pagina Facebook che non prenderà parte ai prossimi Australian Open a causa di un fastidiosissimo infortunio alla spalla destra. Il suo forfait si […]
  • GAEL MONFILS E JOHN ISNER RINUNCIANO AL TORNEO DI AUCKLAND Gael Monfils e John Isner si ritirano dal torneo di Auckland. Per il transalpino ci sono motivi personali, per il detentore della manifestazione invece, è previsto un recupero dopo le […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.