LA GIOIA DI RAFA

Rafael Nadal è felicissimo, oggi sul ''rosso'' ha raggiunto un altro record... e la stagione sulla terra è ancora all'inizio. Ecco che cosa ne pensa lui
lunedì, 3 maggio 2010

2 maggio 2010 – Rafael Nadal conquista il quinto titolo a Roma in sei anni, dopo la vittoria a Montecarlo. Il re della terra è tornato, e le ginocchia, per ora, sembrano stare benissimo. Dopo la premiazione Rafa è arrivato in conferenza stampa molto felice. Sorridendo ha risposto alle domande dei giornalisti, finalmente soddisfatto di aver ritrovato la strada della vittoria. Ecco cosa ha detto.

Rafael, congratulazioni. Oggi il clima era caldo e umido e il campo scivoloso. Ti sei preoccupato per le tue ginocchia?
No, per fortuna non ho avuto problemi alle ginocchia per tutta la settimana e ne sono felicissimo. Ma ora non è il momento di parlare delle mie ginocchia. Ho vinto un torneo molto importante, forse non ho giocato bene come a Montecarlo, ma sono molto felice.

Perché non sei riuscito a giocare bene come a Montecarlo?
Sei negativo! (ride – ndr). Vincere un torneo come Montecarlo perdendo 14 games totali non succede spesso. Qui ho perso un set ieri in una partita molto dura contro Gulbis, il giorno prima ho dovuto lottare con Wawrinka. Era impossibile ripetere l’impresa di Montecarlo. Quella è stata un’eccezione. E probabilmente sono più felice di aver vinto senza giocare al meglio.

Era probabilmente molto tempo che non ti capitava di giocare un match con così tante interruzioni. Quanto è stato difficile oggi?
Bè, è successo a Montecarlo.

Sì, intendevo in una finale.
Non fa molta differenza se accade in finale o no. Ma sono abituato alle interruzioni, è successo a Wimbledon. Cerco solo di stare calmo negli spogliatoi, di non perdere la concentrazione.

Quanto è dura mantenere il record di 6 o 5 titoli vinti sulla terra negli scorsi anni? Non hai mai delle brutte giornate?
Certo che ho delle brutte giornate. Ne ho avute tante negli ultimi 5-6 anni. L’importante è mantenere alta la motivazione, la voglia di fare bene, di migliorare. Per più di otto mesi non ho vinto tornei e ora ho ripreso a vincere. Ogni volta che vado in campo cerco di fare il meglio possibile.

Nessuno ha dominato la terra come te dai tempi di Borg. Lui ha vinto il Roland Garros 6 volte ma ha smesso di giocare a 26 anni perché non aveva più voglia di allenarsi. Tu come ti vedi? Non pensi che potresti stufarti anche tu molto presto?
Cosa intendi per presto?

Come Borg a 26 anni.
Ma a quanti anni ha iniziato a giocare?

14 o 15.
E quanti anni è stato sui campi?

10 circa.
Non è presto. Se un giocatore inizia a 21 anni e smette a 31 è uguale a uno che ha iniziato molto presto e smette a 26. Io ne ho 23, quasi 24, e non sto pensando al ritiro. Non ora. Amo giocare a tennis, amo la competizione e quindi proverò a smettere il più tardi possibile.

C’è qualcosa che vorresti cambiare, migliorare prima del prossimo torneo?
No, non penso. Sto servendo bene, sto giocando bene di dritto, che è un colpo importante per me, e anche di rovescio.

Sappiamo quando hai lavorato duro per arrivare dove sei ora e quanto ti alleni. Non sei un po’ stupito di quanto facilmente riesci a ottenere le tue vittorie sulla terra? Hai vinto Montecarlo con facilità, hai battuto Gulbis e altri grandi campioni pur non giocando al massimo. Non sei un po’ stupito di Rafael Nadal?
Bè, sì sono stupito. 5 volte campione qui, 6 volte a Montecarlo, 5 volte a Barcellona, per me è tantissimo. Quando ci penso mi dico “non è possibile”. Ogni volta che parte la stagione su terra penso che sarà impossibile ripetere i successi dell’anno prima. Ne ho vinti due adesso, vediamo cosa succederà al prossimo.

Quanto ti è dispiaciuto non trovarti in finale contro Federer?
Per me Roger è un campione ed è sempre un piacere giocare contro di lui. Però sono felice di aver giocato con un caro amico come David, come con Verdasco a Montecarlo.

Hai raggiunto il record di Agassi di 17 titoli Masters 1000. Ma lui aveva 34 anni. Pensi di avere la possibilità di superarlo?
Certo, lo spero. Non si può mai sapere cosa succede, nello sport non puoi sapere quando smetterai di giocare. E’ anche questo il bello. Io ho 23 anni e sicuramente 17 titoli è un numero molto importante per me. Ci sono ancora dei tornei importanti adesso, come Madrid, dove spero di fare bene. Ma questi tornei sono molto difficili, ci sono i migliori giocatori del mondo, niente è sicuro.

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