LA GRANDE STORIA DEGLI ATP MONTE-CARLO MASTERS

Si avvicina l'inizio della stagione sul "rosso", con i più grandi campioni pronti a darsi battaglia sui campi di uno dei tornei più storici del circuito. Mesdames et messieurs, la storia dei Monte-Carlo Masters giunti alla loro edizione numero 108.

Tennis. Con ormai alle spalle i “mille” americani, dopo la sosta-Davis e qualche piccolo step di preparazione (Houston e Casablanca), può considerarsi ufficialmente aperta la stagione “sul rosso” che, dopo i verdetti di quasi tre mesi di cemento, fungerà da banco di prova per molti “velocisti” e che darà la possibilità a molti esperti della terra di tornare a competere sulla superficie a loro più congeniale. Per dare il benvenuto ad uno dei momenti più attesi della stagione, non poteva esserci scenario migliore di quello offerto dal Monte Carlo Country Club, nel Comune di Roquebrune-Cap-Martin, che ospiterà l’edizione N.108 di uno dei tornei più storici con, all’anagrafe, solo 20 anni in meno rispetto a Wimbledon, il torneo più “anziano” del circuito.

Sono passati ben 118 anni, infatti, dalla prima edizione del torneo del Principato, che vide vincitore il britannico Reggie Doherty (poi campione per altre 5 volte), interrotto nel corso della storia moderna soltanto dalle due Guerre Mondiali e da alcuni problemi organizzativi che, nel 1925, portarono ad uno stop di un anno. Nel 1968, con l’avvento dell’Era Open, il torneo assunse una rilevanza ancora maggiore visto il grande impatto mediatico dato dalla presenza delle grandi star del tennis a cui prima i tornei maggiori erano interdetti.

L’albo d’oro dei Monte-Carlo Masters può vantare la presenza di nomi illustri: dalle tre vittorie di Henri Cochet, fino ai tre successi di Nicola Pietrangeli che, oltre ad alzare il trofeo nel 1961, nel 1967 e nel 1968, conquistò l’approdo alla finale anche nel 1966, perdendo però dallo spagnolo Manuel Santana. A dominare le statistiche nella storia recente ci hanno pensato tre grandi interpreti del red clay, quali Ilie Nastase, Bjorn Borg e Thomas Muster, tutti campioni per 3 volte; in questo gruppo sarebbe potuto essere presente anche l’argentino Guillermo Vilas che, dopo aver vinto due edizioni, dovette spartire prize money, punti e gloria con Jimmy Connors nel 1981 a causa della pioggia che non permise ai due giocatori di concludere neanche il primo set della finale. Con gli anni ’90 è iniziato quello che possiamo definire un “dominio spagnolo”, con Bruguera, Costa, Corretja, Moya e Ferrero a passarsi la staffetta, da una finale ad un’altra, con un intermezzo di soli tre anni, dal 1999 al 2001, durante il quale per due volte ha alzato il trofeo il carioca Guga Kuerten e per una volta, che è stata l’ultima per un tennista di casa, Cedric Pioline. Dal 2005 non si parla più di Spagna, ma semplicemente di Rafael Nadal, le cui 8 vittorie consecutive, abbinate al totale dominio sui campi del Roland Garros, lo hanno consegnato alla storia come uno dei più grandi di sempre su questa superficie, forse il più grande, numeri alla mano.

Altro giro altra corsa, dunque, con Nadal che, dopo il brutto terzo turno di Indian Wells e la finale persa da Djokovic a Miami, deve confermarsi come “l’uomo da battere” e, visto che ci ha pensato lo stesso Djokovic esattamente un anno fa ad interrompere la sua striscia di vittorie a Montecarlo, questa potrebbe essere l’occasione giusta, per conquistare il primo “mille” dell’anno e per allungare in classifica sul serbo che lo insegue sempre più da vicino. L’evento di quest’anno può considerarsi sicuramente il ritorno di Roger Federer che, dopo essere stato assente nelle ultime edizioni, accetta una wild card e torna per dare continuità ad uno splendido inizio di 2014, andandosi a misurare sulla quella terra che lo ha visto per ben 3 volte finalista sconfitto, sempre da Nadal nel triennio 2006/2008. Dopo la grande prova in Davis, un altro atleta chiamato a confermare quanto di buono fatto lo scorso anno proprio a Montecarlo è Fabio Fognini, ormai quasi un’istituzione sulla terra rossa, che cercherà di confermare la splendida semifinale raggiunta nella scorsa edizione, quando riuscì a battere in serie Tomas Berdych e Richard Gasquet, prima di arrendersi al futuro vincitore Novak Djokovic.

Gli elementi per poter apprezzare al meglio il torneo monegasco ci sono tutti, dai grandi campioni ad una splendida cornice naturale e strutturale, il tutto condito dalle famose e divertenti feste pre-torneo durante le quali i giocatori protagonisti possono sbizzarrirsi con imitazioni ed altre forme di intrattenimento. Qualche giorno e si parte. Tenetevi pronti.

 

 


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