LA LUNGA STRADA DI CAMILA, TRA NEW HAVEN E FLUSHING MEADOWS

A New Haven arriva la seconda semifinale dell’anno per la Giorgi. Che intanto pensa agli US Open e a un derby tutto speciale.
venerdì, 22 Agosto 2014

Tennis. Ieri, sul cemento americano del Connecticut Open, Camila Giorgi ha raggiunto la sua seconda semifinale in carriera nel circuito WTA: battuta in tre set la spagnola Garbine Muguruza, ora ad attenderla ci sarà Magdalena Rybarikova. Un risultato questo a New Haven, per la 22enne di Macerata, che tira di nuovo su il morale dopo quei due primi turni a Montreal e Cincinnati; un’iniezione di fiducia in vista degli US Open. Proprio ieri sono stati sorteggiati i tabelloni: Camila affronterà subito una giocatrice proveniente dalle qualificazioni, mentre al secondo potrebbe trovare la sua connazionale Sara Errani. Scontro italiano già sfiorato quest’anno: sulla terra rossa di Bad Gastein in semifinale, ma la Giorgi perse prima ai quarti. Un unico precedente tra le due italiane: a Pechino nel 2012, dove però Sara si ritirò al primo set per un problema alla gamba sinistra. Insomma, comunque vada la semifinale di New Haven, comunque vada il primo turno a Flushing Meadows, questo sarà un agosto da ricordare per la più attesa promessa azzurra attualmente in circolazione.

Ancora nessun titolo per l’italo-argentina, che prende la doppia nazionalità da papà Sergio suo allenatore: “Io mi sento italiana al 100%!”, risponde decisa ad ogni intervista. Tornata in Italia solo nel 2013, si è diplomata in Francia, dove ha attualmente la residenza, e si è allenata per molto tempo a Miami. Una figura molto importante quella di coach Sergio: più volte la stessa Giorgi ha dichiarato di affidarsi completamente alle sue scelte.

Due anni fa è partita dalle qualificazioni e ha raggiunto per la prima volta in carriera gli ottavi di finale a Wimbledon. Finora ha battuto quattro giocatrici top10, tra cui Maria Sharapova e Victoria Azarenka; è arrivata agli ottavi anche nella scorsa edizione degli US Open, prima di arrendersi a Roberta Vinci; mentre quest’anno i tornei dello slam non l’hanno vista oltre il secondo turno.

La continuità nei risultati non è il punto forte dell’italiana: spesso protagonista nei match contro le migliori 10, ma prestazioni deludenti poi contro giocatrici di minor livello. A tal proposito, in un’intervista coach Sergio giustifica così la figlia: “E’ così ma ho una grandissima fiducia in Camila e credo sia solo questione di esperienza, di partite ancora da giocare e di una ricerca maggiore della rilassatezza. Lei vorrebbe giocare sempre, allenarsi tutti i giorni e a tutte le ore. Non riesce a dosare le energie fisiche e nervose nella giusta maniera”.

Servizio vincente o record di doppi falli: un gioco che è bianco o nero, si vince nettamente o si perde malamente. Anche queste le caratteristiche della giovane di Macerata, dotata di buona tecnica e alla costante ricerca della giusta concentrazione. Più volte è stata paragonata ad André Agassi che è, insieme al papà, uno dei personaggi che ha influenzato di più il suo tennis. Così rispose in un’intervista dove le era stato chiesto chi fossero i suoi idoli:Ma sicuramente papà, che si è ispirato però allo stile di Agassi e ci ha messo qualcosa in più. Voleva che fossi brava anche a rete e non solamente da fondo”.

Fidanzati? Alto, magro, senza tatuaggi e simpatico: il tipo ideale descritto da Camila Giorgi, ancora single. In poco tempo ha conquistato i cuori di molti fan italiani che ogni giorno la difendono a spada tratta da qualsiasi critica letta sui social network e sul suo sito web ufficiale.

E il rapporto in squadra? Non un amante del doppio Camila che, dopo l’eliminazione in singolare al Foro Italico, ha puntato i dito proprio sulla fatica di quel match in coppia con Karin Knapp: “Credo non giocherò mai più in doppio. E’ un altro sport e non fa per me”. E invece tornerà a giocarlo. Poprio agli US Open, al fianco di un’altra bellissima come Mandy Minella.

Effettivamente il suo gioco e la sua personalità si rispecchiano maggiormente nella specialità di singolare, ma abbiamo visto come in Fed Cup, durante il secondo turno contro la Repubblica Ceca sempre con Karin, non sia andata proprio così male: match perso di poco al super tie-break. Quella fu la seconda convocazione di Camila: la prima contro le americane, in assenza delle veterane Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci e… Sara Errani.


Nessun Commento per “LA LUNGA STRADA DI CAMILA, TRA NEW HAVEN E FLUSHING MEADOWS”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.