“LA PERSONA CHE AMMIRO DI PIÚ È MIA MOGLIE”. PAROLA DI ANDRE AGASSI

Intervista secca che l’ex tennista rilascia a Rosanna Greenstreet del Guardian. Parole dolci quelle che il kid di Las Vegas ha per la moglie, Steffi Graf e per i propri figli e che evidenziano un Agassi sempre più uomo di sani principi e sempre meno personaggio.
lunedì, 11 Maggio 2015

Tennis – Una carriera durata 20 anni. Otto titoli del Grande Slam in bacheca e il Career Grand Slam al completo, Andre Agassi è impegnato a tempo pieno nella direzione della fondazione di beneficienza che lui stesso ha fondato e che ha lo scopo di aiutare i bambini meno fortunati di Las Vegas, città in cui l’ex tennista è nato e in cui con la moglie, Steffi Graf e i due figli, Jarden Gil e Jaz Elle.

Si potrebbe dire che Andre, che ha da poco compiuto 45 anni, sia definitivamente diventato adulto. Lo si evince da un’intervista rilasciata recentemente al Guardian, in cui lo statunitense esprime concetti semplici ma allo stesso tempo molto profondi sulla sua vita, sulla sua famiglia e sui suoi valori. Come quando, in maniera quasi compassata, parla dei momenti che lo rendono felice: “Ogni volta che vedo uno dei miei figli spingere al massimo per ottenere un buon risultato nello sport o un buon voto a scuola”. Già, la scuola. Il posto più desiderabile per Agassi: “Vorrei sempre essere davanti alla scuola e aspettare che i miei figli escano”.

I figli, dunque, come motivo di grande soddisfazione per un uomo che venti anni fa, davanti alla stessa questione, avrebbe risposto che probabilmente avere figli non era nei suoi progetti. Perché i suoi punti di riferimento erano altri, ma poi sono spariti. E infine è arrivata Steffi Graf ad aiutare Agassi a ritrovare se stesso sui campi e nella vita. E la gratitudine del kid di Las Vegas non è mai abbastanza: “La persona che ammiro di più è la mia bella sposa, perché vive i suoi valori su base oraria. È una persona instancabile e senza paura. I suoi obiettivi sono sempre chiari. Steffi è un gioiello”.

Un punto di vista chiaro, una posizione solida che esprime tutta l’umanità di uno che di umano sembrava aver poco quando ha iniziato a calcare i campi di tutto il mondo. Un personaggio, Agassi, che ora sembra aver compreso il senso della propria vita e che apprezza ogni cosa per il valore ideale che ne sta dietro. Come quando dice che il bene più prezioso che ha non sono i soldi, non è la popolarità, ma “la collana che mio figlio mi ha regalato quando aveva 4 anni. È fatta di corda e riporta la scritta Daddy rocks”.

E quando confessa che se potesse riportare sulla terra una cosa ormai estinta dice: “Lo spirito di Nelson Mandela. Sembra essere una cosa estinta”.

Poi torna ironico quando gli viene chiesto quale sia la sua parola preferita: “Pletora. Per una pletora di motivi”. Libro preferito: “Il bar delle grandi speranza, di JR Moeringer. Mi ha fatto pensare all’impatto che la storia di una persona può avere sulla vita degli altri ed è stato li che ho pensato di scrivere la mia storia proprio con JR”.

Ai bambini viene sempre chiesto cosa vogliano fare da grandi. Ad Andre viene chiesto cosa avrebbe voluto fare. La risposta è decisa: “Io non sognavo di essere qualcosa. Il tennis era il mio destino. Ho capito sin da bambino che sarei diventato un professionista. Mio padre amava il tennis e lo praticava quando era bambino in Iran. Lo vedeva come la strada più veloce per vivere il sogno americano”.

I vizi di Andre Agassi? “Fare viaggi lunghi per trovare la neve perfetta e andare sul mio snowboard”. Il lavoro peggiore che l’ex tennista ha mai fatto è comunque legato al tennis: “Preparare i miei piedi per la guerra (partita di tennis). Curare i calli e le vesciche”.

Poi torna serio quando gli si pone davanti una domanda relativa alla sua più grande delusione: “Nello sport si spende un terzo della vita, ma non ci si prepara per i restanti due terzi. La mia delusione è legata al fisico. Da quando ho smesso di giocare a tennis il mio corpo non è tornato a stare bene”. E questa affermazione è legata anche al passato e al presente. Dove vorrebbe andare Agassi se potesse tornare indietro? “Non vorrei tornare indietro. Ho ottenuto il meglio dalla vita”.

Ma le confessioni di Agassi non finiscono qui. La medaglia d’oro olimpica ad Atlanta 1996 afferma che gli piace cucinare e che lo aiuta a rilassarsi. Ma dichiara anche che la sua vita sarebbe migliore se ritrovasse flessibilità e se non avesse acciacchi. Il suo più grande successo, tuttavia, non ha a che fare con il tennis: “La mia più grande conquista è stato il sì di Steffi”.

Andre Agassi è stato un tennista tra i più importanti della storia, il suo nome è iscritto nell’Albo d’oro di tutti i tornei del Grande Slam, ma a lui la cosa sembra non interessare: “Mi paicerebbe essere ricordato come qualcuno che ha lasciato il mondo migliore di come lo aveva trovato”. Una riflessione, infine, denota il suo grande realismo. Ed è relativa all’insegnamento che la vita gli ha dato: “Controllare ciò che è possibile controllare e non spendere energia preoccupandosi di cose che sono fuori dal tuo controllo”.

Foto: Andre Agassi (www.zimbio.com)


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