LA RAFA NADAL ACADEMY COSTERA’ 56 MILA EURO L’ANNO

L'anno prossimo aprirà l'accademia di Rafa Nadal a Manacor, un progetto di tennis e istruzione per ragazzi di tutto il mondo tra i 10 e i 18 anni. Un'iniziativa tutt'altro che economica.
sabato, 8 Agosto 2015

TENNIS – Un progetto di tennis e istruzione. Un segno di gratitudine per Manacor. Qui l’anno prossimo Rafa Nadal aprirà l’accademia che porterà il suo nome, come spiegano gli spagnoli di Punto de Break. L’impianto prevede 26 campi da tennis in terra e greenset, un palestra, due piscine, un campo di calcio a 7, 10 campi di paddle, bar, ristorante, un centro di medicina sportiva, specialisti in fisioterapia e nutrizionisti. Ma il progetto, riservato a ragazzi dai 10 ai 18 anni, non si limita allo sport. Prevista, infatti, anche la Rafa Nadal International School, con lezioni in inglese tenute da professori madrelingua. Certo, non è esattamente un’esperienza per tutti. Un anno all’accademia, infatti, costerà 56 mila euro:
– 26.500 euro per il programma sportivo
– 19.000 euro per vitto e alloggio
– 10.500 euro per frequentare la scuola.

L’accademia sorge sulla strada che collega Manacor a Cales de Mallorca, non lontano dal Polisportiu Miquel Angel Nadal, il centro sportivo comunale che porta il nome dello zio di Rafa, “la Bestia”, icona del Mallorca e dello spettacolare Barcellona griffato Crijff.

Nello staff dell’accademia di Nadal sarà coinvolto il suo grande amico Tomeu Salvá. Con lui, Rafa ha iniziato, con lui e Granollers ha vinto il titolo di campione europeo under 14 e giocato un paio di finali ATP in doppio. Anche il progetto dell’accademia si mantiene dentro i suoi orizzonti, che guardano al mondo ma restano ancorati a Porto Cristo, nell’antico porto di pescatori celebre per le grotte del Drach, che secondo la leggenda si chiama così perché dei pescatori italiani ringraziarono con un’immagine di Gesù il destino per essere scampati a un naufragio, insieme alla barca e al ristorante di famiglia, e a Manacor. Qui si allena ogni volta che può, nella palestra al terzo piano del palazzo di famiglia, e quando vuole giocare a golf non si allontana più di 20 chilometri.

Il suo mondo non è cambiato, è una storia di legami che lo tengono unito a papà Sebastian e a mamma Ana Maria, alla sorella Isabel e a zio Toni, al fisioterapista Rafael “Tintin” Maymo, che lo segue ovunque, e a Francisco Roig, vice-allenatore e compagno di golf. È una storia di amici che non sono mai cambiati, la storia di un campione che non ha tradito il bambino per l’uomo. “ Rafa è rimasto quello che era, un ragazzo normalissimo con un talento straordinario per il tennis – diceva Joan Suasi, amico di infanzia di Rafa, a Stefano Semeraro per un reportage pubblicato sulla Stampa – Impossibile sentirsi a disagio accanto a lui”. A scuola, diceva la sua maestra Margarita Vinces, “usciva prima e poi correva ad allenarsi mangiando un sandwich in macchina. Ma in classe non si vantava mai dei suoi trionfi. Come studente cercava di rendere al massimo. Il vero problema era l’ora di ricreazione: tutti lo volevano nella loro squadra di calcio”.

Eccola, la sua seconda grande passione. Anche oggi Rafa continua ad appassionarsi alle “merengues”, al Real Madrid. E l’amico Juan Monaco ha raccontato che, dopo aver perso da Nadal la finale di Buenos Aires, ha discusso e non poco con il suo grande amico per riuscire a spuntarla almeno in spogliatoio e vedere la partita della sua squadra del cuore, l’Estudiantes, mentre era in campo anche il Real Madrid.

“Sono anni che sognavo di realizzare questo progetto –affermava l’allora numero 1 del mondo durante la conferenza stampa di presentazione del progetto– e sono davvero felice di vederlo ora compiuto. E’ una giornata davvero importante, perché presentare questo centro – che avrà una valenza internazionale – è per me un motivo di orgoglio”.

L’investimento costituisce naturalmente una grande occasione di sviluppo per Manacor e per tutte le Baleari. È un’iniziativa destinata ad avere un ritorno positivo per l’intera isola di Mallorca, ancor di più nel pieno di una congiuntura economica tutt’altro che favorevole per tutta la Spagna e per buona parte dell’Europa meridionale.

È un’idea che potrebbe trasformare le Baleari nel nuovo centro del tennis iberico, con la garanzia di un nome, di uno spirito, di un’identità come quella di Rafa Nadal a fare da valore aggiunto, da polo di attrazione per giovani di tutto il mondo.

Il nuovo ombelico del mondo del tennis spagnolo, dunque, sarà sempre più a Mallorca e a Manacor.


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