LA RESA DEI CONTI: DJOKOVIC-FEDERER

Il serbo ha giocato una grandissima stagione, è stato molto regolare, ma non vince un 'grande torneo' dall'Australian Open di inizio anno. Lo svizzero è stato meno costante, ma nei grandi eventi ha trovato in più occasioni la zampata vincente
lunedì, 12 Novembre 2012

Foto di Roberto Zanettin

Londra (Regno Unito) – Forse la finale più attesa, o più prevedibile, era quella tra Novak Djokovic e Andy Murray, nell’ultimo torneo del 2012, le Atp World Tour Finals di Londra. Il serbo e lo scozzese avevano dominato l’ultima parte di stagione, dalle Olimpiadi in avanti, mentre Roger Federer dopo l’argento olimpico aveva praticamente steccato in tutti i tornei più importanti. Con Rafael Nadal assente, e gli altri almeno un gradino sotto come livello di gioco, sembrava quindi potesse essere il loro torneo. Ed invece solo il serbo ha rispettato le attese, mentre il britannico è stato beffato proprio da Roger in semifinale.

Saranno per questo motivo i primi due giocatori della classifica mondiale, appunto Djokovic e Federer, a giocarsi la finale dell’evento di fine anno. Non è in discussione la prima posizione nel ranking, che comunque vada questo match vedrà Novak restare davanti al rivale. C’è però una prima posizione “virtuale” in questo 2012 che secondo molti è ancora da decidere.

Proprio così, perché se è vero che Djokovic ha avuto una grande regolarità per tutta la stagione, perdendo solo in due occasioni (ai Masters 1000 di Madrid e Parigi) prima delle semifinale, è anche vero che il serbo non vince un ‘grande’ evento da inizio anno, quando si impose all’Australian Open. Da quel momento in avanti sono arrivate quattro delusioni, seppur relative, con la finale persa al Roland Garros, la semifinale a Wimbledon, il quarto posto alle Olimpiadi, e l’altra finale persa agli US Open. Tutti grandi risultati, ma non abbastanza per un giocatore che vuole essere il numero 1, per la classifica ma anche per gli avversari.

Federer, invece, ha sicuramente avuto una costanza di risultati meno importante rispetto al rivale, ma alla fine ha portato a casa un fantastico sigillo ai Championships (il suo settimo in carriera) e una medaglia d’argento alle Olimpiadi. Senza dimenticare la vittoria su Novak nella finale di Cincinnati, con uno schiacciante 6-0 inflitto al suo avversario nel primo parziale. Se la classifica lo vede molto indietro rispetto a Djokovic in questo momento, con circa 2000 punti in meno del serbo, in campo Roger ha dimostrato di poter ancora essere il numero 1.

Questa finale avrà quindi un significato molto importante. Djokovic vincendo potrebbe davvero mettere un importante divario tra lui e gli altri, dimostrando di essere anche vincente, oltre che regolare. Federer, dall’altra parte, ha la possibilità di conquistare un altro grande successo, e con la doppietta Wimbledon-Finals sarebbe davvero difficile dire che abbia fatto meno di Novak in questo 2012.

Per lo svizzero sarà importantissimo il servizio. Prendere in mano il gioco nei propri turni di battuta, e conquistare game facili, potrebbe permettergli di conservare le energie fisiche e mentali per tentare di contrastare il rivale nei turni di risposta. Djokovic dovrà invece tentare di allungare gli scambi, e di far muovere l’elvetico, che in quel caso potrebbe andare in difficoltà.

La superficie dovrebbe in ogni caso favorire Re Roger, che è avanti 16-12 negli scontri diretti, e che ha anche vinto gli ultimi due. Federer, che è all’inseguimento del suo settimo trionfo nell’evento di fine anno. Con i sei conquistati fino ad adesso è già record, ma una vittoria oggi gli permetterebbe di centrare il tris consecutivo (dopo i trionfi 2010-2011), impresa riuscita in precedenza solo a Ilie Nastase e Ivan Lendl. Djokovic, invece, questo torneo lo ha vinto solo nel 2008, ed insegue quindi la sua seconda affermazione. La parola, ora, passa al campo…


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