LA RIVALITÀ AUSTRALIANA TRA LENDL E EDBERG

Tennis – I due campioni del passato, dopo antiche ed esaltanti sfide, rincrociano le loro vie a Melbourne per assistere in veste di coach al quarto di finale tra Murray e Federer. Riviviamo insieme i loro indimenticabili match.
martedì, 21 Gennaio 2014

Tennis. La ventata “vintage” del pre-season con l’annuncio della collaborazione tra Boris Becker e Novak Djokovic  prima, e quella tra Roger Federer e Stefan Edberg poi, aveva fin da subito acceso gli animi degli appassionati. Due binomi suggestivi e affascinanti che, aggiungendosi alla già consolidata coppia Lendl-Murray, mettono ancora più pepe sul circuito. E prima o poi, era chiaro che il destino avrebbe messo uno di fronte all’altro i campioni di ieri, per assistere dalla panchina i campioni di oggi. I primi ad avere un flashback a ritroso nel tempo saranno Stefan Edberg e Ivan Lendl, chiamati a dare consigli preziosi rispettivamente agli angoli di Federer e Murray. Quella tra lo svedese e il ceco è stata una delle rivalità che ha infiammato il circuito maschile a cavallo tra gli anni ’80 e quelli ’90. Per giunta è stata una delle poche a essere in perfetto equilibrio, facendo registrare 13 vittorie di Lendl e 14 per Edberg. E nello specifico è proprio agli Australian Open che i due se ne sono sempre date di santa ragione. Il fato, infatti, li ha messi uno di fronte all’altro per ben quattro volte, in occasione di due finali, una semifinale e un quarto di finale.

Uno dei match più belli in assoluto è stato il loro primo incontro importante, avvenuto nel 1985 sull’erba del Kyoong Park, vecchia sede degli Australian Open. Era la semifinale, e il numero uno del mondo Lendl affronta il 23enne Edberg, numero 20 in classifica che in quel momento vanta in bacheca un solo titolo, alzato al torneo di Milano l’anno precedente. Il ceco naturalizzato americano ne ha invece già collezionati la bellezza di 42, ma fra questi soltanto una prova dello Slam. Dati alla mano, il pronostico è letteralmente sbilanciato dalla parte di Ivan “il Terribile”, anche se quel giovane scandinavo viene da due settimane di torneo nelle quali ha messo in mostra una naturalezza nei pressi della rete fuori dal comune. Edberg ha nelle volee il suo marchio di fabbrica e con un rovescio che accende le fantasie del pubblico potrebbe anche fare l’impresa.

La maggior parte dei commentatori sportivi si rivela scettica e lo dà spacciato difronte alla cattiveria agonistica e alla maggior esperienza di Lendl. Ma il giovane Stefan sorprenderà tutti, sconfiggendo il più quotato rivale in una lotta equilibrata, una vera battaglia al cardio palma conclusa con il punteggio di 9 game a 7 nel quinto set.  Vistosamente emozionato per una kermesse così importante, lo svedese spreca ben quattro match point ma, riuscendo a rimanere lucido, continua a mettere sotto pressione Lendl conquistando alla fine una vittoria insperata.

Ma quella vittoria di Kyoong del 1985 fu solo l’inizio di una rivalità tutta australiana che i due giocatori misero in scena negli anni a venire. Le loro strade nella cornice di Melbourne erano infatti destinate a incrociarsi più volte a distanza di anni, in altri tre incontri. L’appuntamento con il destino arrivò cinque anni più tardi, quando Lendl si prese la rivincita sullo svedese, ma solo a metà. In svantaggio di due set, infatti, Edberg accusò un problema fisico e fu costretto a stringere la mano a Ivan. Il ceco conquistò così lo slam australiano, ma non poté però godersi in pieno il successo per via del ritiro del rivale. Ma il suo ego fu soddisfatto in pieno l’anno successivo, quando i due incrociarono nuovamente le racchette in semifinale. Lendl si trovò sotto due set a uno vedendosela brutta, ma riuscì ad aggiudicarsi il tie-break del quarto set rigirando la partita. A quel punto il ceco prese il comando del gioco, rallentò il ritmo come solo lui sapeva fare e conquistò per 6-3 l’ultimo e decisivo set. Finalmente si era preso la vera rivincita della finale persa del 1985.

Ma Edberg era un tipo imprevedibile, capace sempre di giocare brutti scherzi quando uno meno se lo aspetta. Nel 1992 i due sono ai vertici del tennis mondiale. Stefan è il numero due del mondo e rincorre il primato di Becker a pochi punti, Ivan è subito dietro in terza posizione, pronto come uno squalo a rifarsi sotto alla prima distrazione dello svedese. Ma ancora una volta il regolarista ceco dimostrerà di soffrire le continue discese a rete di Edberg. Lendl è uno che imbriglia il gioco, e come un ragno tesse la tela per farti rimanere intrappolato. Ma Stefan lo anticipa in velocità, non permettendogli mai di trovare continuità di colpi grazie alle suo martellante tennis di attacco. Così, per la terza volta a Melbourne, quel match di quarti di finale finisce al quinto set, mettendo in palcoscenico un’altra lotta caratterizzata da due diversi stili di gioco a confronto. Ma anche due diversi caratteri, due dissimili modi di stare in campo, nelle movenze e nei gesti.

Così, ad anni di distanza dalle loro sfide, oggi Stefan e Ivan fanno i coach in panchina. E chissà se al momento del primo quindici dei loro assistiti Federer e Murray, le ex stelle degli anni 80-90 incroceranno i loro sguardi, ricordandosi di quella bellissima rivalità che visse i suoi momenti più caldi proprio in quel di Melbourne.


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