UN AUSTRIACO ASSICURA: LA SABR NON E’ IDEA DI FEDERER

In un video, un certo Stefan Hirn ne rivendica la paternità
lunedì, 21 Settembre 2015

Tennis – Al pari di una scoperta rivoluzionaria in campo genetico o del successo dell’estate che ti sembra di avere già sentito, anche la risposta in controbalzo sulla seconda di servizio di Roger Federer ha aperto contese di paternità.

Dall’Austria è spuntato, infatti, da qualche giorno un certo Stefan Hirn che si è arrogato il singolare “brevetto” della demivolée in risposta, utilizzata addirittura 2 anni fa – quindi al di fuori di ogni sospetto – addirittura… nella finale del torneo di Neudorfl.

Un passo indietro. Lo svizzero, autore della geniale mezza volata d’attacco, dal suo clan subito battezzata con l’acronimo di Sabr (sneaky  attack by Roger, ossia attacco furtivo del campione elvetico), aveva mostrato al mondo il disarmante colpo durante la finale di Cincinnati vinta contro il numero 1 al mondo, Novak Djokovic e l’aveva poi ripescata dal personale arsenale all’occorrenza durante gli Us Open e con una certa frequenza e in modo quasi imbarazzante contro il povero Leo Mayer, costretto a farne le spese in mondovisione sul centrale di Flushing Meadows.

Tutti a pensare: “Qui c’è lo zampino di quel genio di Stefan Edberg”. E invece no. Ora si scopre che a un altro Stefan si deve attribuire il merito.

Ora infatti ecco che Stefan Hirn, 35enne austriaco meno noto di Carneade e mai in grado ahilui di salire oltre la 1461esima posizione nel ranking e conosciuto quasi esclusivamente nel circuito nazionale, forte di un video che ne testimonia l’impresa, ha affermato a tennisnet.com: “Sono stato io il primo a usare quel colpo. Si trattava della finale del torneo a Neudorfl, nella primavera del 2013”. Poi riesce ad aggiungere qualcosa che sfiora l’epica: “Era la terza partita del giorno. Io e il mio avversario, Patrick Ofner, eravamo un po’ stanchi e così ho pensato a qualcosa per risparmiare qualche energia e forza”. Ecco dunque come è nata la Sabr.

Se si ha il tempo di dare un’occhiata al video, consultabile su Youtube, ci si accorgerà che è al minuto 4.45 che accade l’imprevisto. Attenzione al contesto, un campo in rosso del circolo di Neudorfl  con una rete sul fondo perché non si perdano palline nella boscaglia che fa da contorno, non più di 5 persone che assistono ai bordi al match, dietro forse passa l’autostrada. Poi il miracolo che si sa avviene sempre nelle sperdute zone del mondo e, di solito, senza una televisione che lo filmi. Ma qui, per quanto amatoriale, qualcuno che filma c’è per la fortuna postuma dell’austriaco e ci sono anche un tennista che aspetta la risposta sulla linea del servizio (è inconfutabilmente Hirn) e un affaticato avversario pronto all’ennesima battuta e remata da fondo. Le cose però stavolta vanno diversamente perché l’inventore della Sabr si porta qualche metro avanti per rispondere al solito parabolone in kick e, quando infine giunge la palla, prima retrocede mezzo metro (forse spaventato dalla sua stessa baldanza) e poi avanza, colpisce in controbalzo e chiude con un vincente a rete.

Poi escono i titoli di coda della testimonianza destinata a passare alla storia e sono titoli amari per Hirn che si scopre aver perso la finale con un doppio 6-3 senza diritto di replica. Ma la storia l’avrebbe compensato dell’ingiustizia…


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