LA SVIZZERA E LA CARICA DEI SEDICIMILA

TENNIS - Severin Lüthi, selezionatore rossocrociato, schiera l'artiglieria pesante: Federer e Wawrinka giocheranno il doppio contro il Kazakistan. L'imponente Palexpo di Ginevra è vicino al "sold out"
giovedì, 3 Aprile 2014

Tennis – Ginevra (Svizzera). Si è svolta fra le mura del lussuoso Hotel Intercontinental di Ginevra il sorteggio per definire l’ordine dei match del quarto di finale di Coppa Davis fra Svizzera e Kazakistan. Questo il verdetto: il primo match singolare vedrà opposti Stanislas Wawrinka (numero 3 mondiale) ad Andrey Golubev (64), a cui seguirà il secondo fra Roger Federer (4) e Mikhail Kukushkin (56). Di stretta conseguenza, nel caso in cui entro sabato, giornata di doppio, nessuna delle due squadre dovesse prevalere con un secco “tre a zero”, gli stessi singolaristi scenderebbero in campo domenica con accoppiamento invertito.

E proprio nel doppio vi è la sostanziale novità, rappresentata dalla decisione di Severin Lüthi di schierare i suoi due cavalli di razza anche nel match di specialità. Ricordiamo infatti che nell’ultimo turno di Coppa Davis, in Serbia, a portare a casa il decisivo punto del “tre a zero” nella giornata di sabato non furono i paladini Federer e Wawrinka, ma gli scudieri Michael Lammer e Marco Chiudinelli.
Proprio quest’ultimo, che alla vigilia sembrava l’unico giocatore sicuro del suo posto in squadra oltre a Roger e Stanislas, è stato escluso dalla selezione che scenderà in campo questo weekend. Ciò rappresenta senza dubbio una seconda grande novità, poiché Chiudinelli, presenza fissa nella squadra svizzera di Coppa Davis, nel corso della presente stagione ha dato un concreto contributo all’avanzamento elvetico non soltanto con la già citata vittoria in doppio, ma anche con un preziosissimo punto in singolare in occasione dello spareggio di settembre 2013 contro l’Uzbekistan (in quell’occasione Roger non faceva parte della squadra).
Il suo posto verrà preso da Henri Laaksonen, il quale, proprio lo scorso settembre, mandò su tutte le furie ‘Stan’ per l’atteggiamento stizzito e da scansafatiche manifestato in sessione di allenamento. Ne sortì un caso mediatico piuttosto clamoroso – riportato in questa nostra news – che finì con l’esclusione di Laaksonen dalla squadra elvetica e con Wawrinka che dichiarò alla stampa internazionale la sua speranza che Swiss Tennis bloccasse i finanziamenti al giovane Henri, poiché non meritati.

Ma, come ha detto quest’oggi lo stesso Federer, “ciò che è passato è passato; adesso non conta nulla. Guardiamo solo al futuro”. Così ha risposto il fuoriclasse elvetico a chi gli chiedeva se la Svizzera, assente da dieci anni a questi livelli di Coppa Davis, fosse davvero così stra-favorita contro un Kazakistan che negli ultimi tre anni è comunque sempre arrivato a un passo dalle semifinali. “Sapremo gestire la pressione”, ha dichiarato l’ex numero 1 al mondo, “siamo i favoriti e giocheremo in casa, sulla nostra superficie, davanti a un pubblico di sedicimila persone a match. È molto emozionante, ma anche piuttosto raro qui in Svizzera, avere un tale richiamo”. Alla domanda “hai mai sognato di trovarti nella situazione attuale, ovvero di giocare per una Svizzera con due giocatori nella Top 4 mondiale?”, Roger ha risposto che in realtà “quando giochi non pensi mai a questo. Certo, quando avviene è incredibile: il fatto di essere stati in due a giocare le semifinali delle ATP Finals di Londra, o il fatto che ‘Stan’ abbia trionfato agli Australian Open, è davvero fantastico. Siamo fra i primi quattro al mondo e ci godiamo il momento, sperando che duri”.

Stanislas Wawrinka fa eco al compagno Roger, ricordando come il pubblico svizzero – e romando in particolare – “sappia fare un bel baccano”, e che la ‘carica dei sedicimila’ della città di Calvino non mancherà di dare il suo contributo allo svolgimento della manifestazione. Stan si dice “fresco e riposato, contrariamente alla maratona d’inizio febbraio contro la Serbia. Ma se la situazione è questa, è anche perché il percorso a Miami non è stato dei più lunghi…”.

La palla torna velocemente sul campo di Federer – probabilmente anche per il fatto che quest’ultimo era assente in occasione della prima conferenza stampa, svoltasi l’altro ieri – a cui viene chiesto come faccia ad adattarsi così velocemente (di fatto in meno di quarantott’ore) a una nuova superficie di gioco. “Avendo il vantaggio di giocare in casa, abbiamo potuto scegliere la superficie. Abbiamo optato per il duro, ovvero la superficie che io e Stan abbiamo trovato un po’ dappertutto negli ultimi mesi così come a Indian Wells e Miami. Personalmente è dal torneo di Gstaad che non gioco se non su superfici dure. L’ho provata e mi sono trovato bene”. Il pluricampione di Slam conclude dicendo che questo turno ginevrino di Coppa Davis vale molto di più di una semplice competizione. “Qualcuno pensa forse che i biglietti si vendano in modo automatico, che in ogni caso gli spalti saranno sempre pieni. Le cose non vanno sempre così. Decidendo di giocare in un certo posto, con una certa capienza, occorre vedere quale sia poi l’effettivo richiamo. E qui sta andando alla grande. Questo successo (in termini di popolarità, ndr) rispecchia il bel momento del tennis svizzero”.

La parola passa quindi ai kazaki, che, prima di concedersi nella loro lingua ai numerosi giornalisti venuti dall’Est appositamente per loro, rispondono ad un paio di domande in inglese. “A partire da domani, giocherete in una bolgia di colori rossocrociati di fronte a sedicimila persone fermamente convinte della vittoria della propria squadra. Qual è l’approccio a questo tipo di situazione?” A rispondere a questa domanda ci pensa il capitano, Dias Doskarayev, il quale afferma che la posta in gioco è eccitante, poiché “si tratterà di prendere al volo l’occasione, di non mancare l’appuntamento con la storia. La squadra svizzera di Davis è oramai lanciata. Il capitano Severin Lüthi e i suoi giocatori hanno già manifestato negli scorsi mesi il desiderio di vincere la Coppa, le ambizioni sono giustificate”. Doskarayev ha poi aggiunto che bisognerà “focalizzarsi sul fatto di giocare un buon tennis” senza pensare troppo al “dream team” della Svizzera, ma “provando a vincere gl’incontri”.

Andrey Golubev ha poi aggiunto che la prospettiva di giocare con due campioni di Slam del calibro di Roger Federer e Stanislas Wawwrinka è “molto eccitante, poiché di solito non abbiamo molte possibilità, in tour, di arrivare ad incrociarli nei tabelloni dei tornei. In più qui si gioca per la Davis, quindi non per se stessi ma per la propria nazione. Il che rende tutto più speciale”. A titolo d’informazione, segnaliamo che era dal 2002 che una squadra di Coppa Davis non schierava due campioni di Slam allo stadio dei quarti di finale. Dodici anni fa si trattò della Russia, con Marat Safin e Yevgeny Kafelnikov, poi vincitrice della famosa ‘insalatiera’. Che sia un segno premonitore per il Paese delle Alpi?


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