LA VOCE DEL TENNIS È DONNA: 47 ANNI PER RAFFAELLA REGGI

La sua voce, oggi, ci racconta il tennis. Raffaella Reggi commentatrice Sky, mamma attenta e premurosa, una delle più talentuose ex tenniste che il panorama italiano abbia mai offerto. Una carriera terminata in modo doloroso, con il prosieguo degli sgarbi ricevuti da Lea Pericoli e i dissapori con la Federazione Italiana Tennis

Tennis. Dietro la voce che su Sky, partita dopo partita, ci accompagna con grande competenza non c’è solo una giornalista appassionata di tennis. Quando parliamo di Raffaella Reggi c’è molto di più.

Nata a Faenza,  si distingue fin da bambina e non dietro un microfono, ma sui campi da tennis. Lascia il nido dei genitori a soli 11 anni per inseguire il suo sogno, un chiodo fisso chiamato tennis. Raffaella Reggi rimane per tre anni sotto la cura della Federazione Italiana Tennis, poi si trasferisce in Florida, seguita dalla prestigiosa scuola di Nick Bollettieri in un progetto sperimentale per giovani tenniste (lo farà anche Sara Errani, molti anni dopo, proprio su consiglio di Raffaella).

I risultati non tardano ad arrivare: arriva nel professionismo nel 1981 vincendo l’Orange Bowl Under 16 e già dall’anno dopo arriva in pianta stabile nel gruppo italiano che lotta per la Fed Cup. Gran rovescio bimane, grinta e forza: dal 1998 al 2002 Raffaella è stata considerata l’italiana più forte nel circuito WTA, raggiungendo il numero 13 del ranking e rimanendovi dal 25 Aprile al 22 Maggio dell’88.

Per rivivere la prima importante esperienza di Raffaella Reggi dobbiamo tornare a Los Angeles nel 1984, l’anno in cui il tennis torna alle Olimpiadi (mancava infatti dal 1924). Si distinse, la faentina, arrivando in semifinale dove fu battuta da Steffi Graf, conquistando comunque il bronzo ad ex-aequo.

L’anno seguente vince gli Internazionali d’Italia a Taranto ma una delle parecchie cose che distinguono sta nel fatto che è la prima del Bel Paese ad aver vinto uno slam, nel misto doppio agli US Open del 1986 al fianco dello spagnolo Sergio Casal. Le gioie a cinque cerchi tornano presto per la Reggi, infatti disputa un torneo fantastico a Seoul nell’88 facendosi ricordare soprattutto grazie alla sconfitta inferta alla grande Chris Evert. Match che ricorda non solo per le emozioni sul campo: quel giorno, dopo il match, fu prelevata per un controllo antidoping umiliante, durato più di tre ore.

L’inizio della fine fu in terra spagnola. Nel 1992 la faentina, a soli 25 anni, decise di ritirarsi dall’attività agonistica. I dolori alle anche la torturavano da quasi otti mesi e uno sperone calcaneare la costringeva, già da qualche tempo, a giocare con un buco in una scarpa. Questi problemi fisici la stavano pian piano debilitando ed era diventato quasi impossibile per lei seguire un programma professionistico. Non rinunciò alle Olimpiadi di Barcellona, dove partecipò imbottendosi di farmaci antidolorifici. Nulla da fare però, annunciò il suo ritiro in una conferenza stampa proprio durante i giochi.

Il suo distacco dal tennis fu doloroso, tanto che chiese alla WTA di essere tolta dalle classifiche mondiali nell’immediato per non dover assistere alla lenta discesa del suo ranking, senza poter fare nulla. Un taglio netto, definitivo.

Otto anni dopo le Olimpiadi di Barcellona diviene capitano di Fed Cup e accompagna le azzurre a Sydney insieme ad Adriano Panatta, capitano di Davis. Ma la sua vita tennistica dietro le quinte dura poco. Raffaella ancora oggi non esita a ricordare, di tanto in tanto, che prende le distanze dal tennis moderno, da quell’ambiente che, soprattutto in Italia, rimane ancorato al provincialismo, a partire dai suoi colleghi giornalisti per finire con le famiglie e le scuole che inculcano ai ragazzi una mentalità sbagliata.

Ma c’è molto di più. Raffaella Reggi è delusa e amareggiata, come ha più volte raccontato durante le sue telecronache e durante varie interviste. Invitata dalla grande amica Monica Seles ad accompagnarla a ricevere il premio ‘Racchetta d’Oro’ viene subito estromessa dalla manifestazione da Lea Pericoli in quanto ‘persona non gradita’. Ma non è solo un risentimento personale. Quando alla celebrazione dei 100 anni della Federazione Italiana Tennis vengono ignorati nomi come quelli di Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Paolo Canè e Andrea Gaudenzi esplode in Rafafella qualcosa che la tiene lontana da ogni possibile coinvolgimento nel tennis giocato, che sia un ruolo di allenatrice o preparatrice.

Commentatrice Sky da 10 anni, pubblicista affermata e competente. Sposata con l’ex tennista e tecnico federale del settore femminile Maurizio Concato, ha una figlia di 18 anni alla quale si dedica con tutta se stessa, Raffaella Reggi ha segnato la storia on court per l’Italia e continua a regalarci la sua sapienza e trasmetterci i suoi valori dietro un microfono. Auguri Raffaella!


2 Commenti per “LA VOCE DEL TENNIS È DONNA: 47 ANNI PER RAFFAELLA REGGI”


  1. bruno boldrini ha detto:

    bravissima, ma un timbro di voce che personalmente non gradisco ciao bruno boldrini 44047 mirabello

  2. Giancarlo ha detto:

    Dopo avere letto la sua storia ho un’ opinione ancora piu grande di Lei


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