LA WTA DI SIMON: “MATCH PIÙ BREVI E MENO CATEGORIE”

Il CEO della WTA Steve Simon ha ipotizzato a Wuhan una mini-rivoluzione tra le donne per aumentare la spettacolarità dei match
domenica, 2 Ottobre 2016

TENNIS – Nel corso degli anni, il tennis ha subito diversi cambiamenti, tutti a vantaggio degli spettatori e dello spettacolo da poter “gustare” anche in tv, ma alle porte potrebbe esserci l’ennesima rivoluzione. A proporre i nuovi cambiamenti è il CEO della WTA, Steve Simon, che ad un anno esatto dalla sua elezione ha proposto alcune interessanti novità durante il torneo di Wuhan. Sotto la lente d’ingrandimento del numero 1 del tennis femminile ci sarebbe infatti sia la durata dei match che un miglioramento generale del calendario. Simon vorrebbe mutuare il sistema già utilizzato nel doppio, introducendo il match tie-break al posto del terzo set e quella del punto secco sul 40 pari: «Il format utilizzato per il doppio consente di ipotizzare la durata delle partite, e generalmente non si superano mai i 90 minuti di gioco. Questo dato è ottimo se si pensa alla copertura televisiva e alle esigenze del pubblico».  Le novità, però, come spesso accade, suscitano diversi malumori, soprattutto tra i puristi della disciplina, ma è lo stesso CEO della WTA a spiegare il grande pregio del nuovo sistema: «L’introduzione del no-advantage anche nel singolare creerebbe situazioni ricche di tensione e pathos anche nel bel mezzo del set. Anche quando fu introdotta tale variazione nel doppio ci furono alcune critiche, ma pi è diventato la normalità».

Secondo quanto dichiarato da Simon, a breve potrebbe anche essere riorganizzato il calendario, attualmente diviso in troppe categorie: Slam, Premier Mandatory (Indian Wells, Miami, Madrid e Pechino), Premier Five (Doha-Dubai, Roma, Cincinnati, Wuhan, Canadian Open), WTA Premier, con cui sono etichettati 12 appuntamenti, e i restanti tornei del WTA International. «Vorrei dare una ripulita e trovare una migliore definizione per i nostri tornei – conferma Simon – perché noto molta confusione in merito al livello del torneo e alla sua importanza all’interno del tour». Il modello di riferimento per migliorare alcuni aspetti nel tennis femminile sono i Masters 1000 dell’ATP: «Dobbiamo pensare ad un sistema in grado di raccontare storie in modo migliore, per creare nuovi personaggi e nuove rivalità. Stiamo pensando ad una categoria di tornei che sia facilmente riconoscibile come la nostra punta di diamante». A breve le proposte di Steve Simon potrebbero essere applicate, ma resta un punto di domanda sull’effettivo gradimento dei principali protagonisti del tennis: i giocatori.


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