LARRY STEFANKI: “RAFA NON PUOI GIOCARE COME UN 13ENNE”

È uno degli interrogativi più pressanti di questo 2015. Rafa Nadal tornerà al top dopo una stagione di sofferenza e di magro bottino? Dopo McEnroe, Albert Costa, tifosi e detrattori, anche Larry Stefanki ha provato a dare una risposta convincente.
mercoledì, 12 Agosto 2015

Tennis – Prima l’eliminazione ai quarti di finale degli Australian Open per mano di Tomas Berdych. Poi la netta sconfitta subita da Novak Djokovic al Roland Garros. Infine, l’uscita al secondo turno di Wimbledon contro l’esuberante Dustin Brown. Rafa, ma cosa ti succede?

È la domanda dell’anno. La più scontata forse, ma anche quella a cui sembra più difficile rispondere. Ci hanno provato in tanti, ma ognuno in cuor suo ha sperato che la questione si potesse risolvere in corrispondenza dei tornei del Grande Slam, eventi in cui Rafael Nadal ha sempre dato il meglio con il fisico, con il gioco e con il cuore. Ma in questa stagione una risposta è stato lo stesso maiorchino a non riuscire a darla.

È vero, c’è ancora tempo, c’è ancora un altro Slam. Rafa è uno che parla poco e ha sempre fatto parlare i propri risultati. Ma visto che in questa stagione, ad eccezione della recente vittoria ad Amburgo (e di quelle non certo di altissimo prestigio a Stoccarda e Buenos Aires), i risultati non stanno venendo è lecito che la pressione su di lui e sul suo staff stia aumentando inesorabilmente. E se Nadal non vincerà a Flushing Meadows il 2015 sarà ricordato come il primo anno dal 2004 in cui il maiorchino non ha vinto un major.

Ma, tornando alla domanda dell’anno, sono stati in tanti a provare a dare una risposta o a sentenziare sul futuro del maiorchino nel circus. Il primo è stato l’ex numero 1 del mondo Andy Roddick in un’intervista rilasciata alla Bbc: “Rafa non metterà fine al suo momento difficile a Flushing Meadows”. E probabilmente non vincerà altri Slam nella sua carriera”.

Più diplomatica sembra la posizione di due tra i più vincenti allenatori nella storia recente del tennis, Larry Stefanki e Nick Bollettieri, convinti sì che il maiorchino abbia ancora la capacità di vincere e di tornare ad alti livelli, ma d’accordo anche su una cosa di non poca importanza: Rafa dovrebbe cambiare allenatore. A John McEnroe fischieranno le orecchie. Il sette volte vincitore di Slam era stato altrettanto chiaro ma molto meno delicato: “Deve assumere un nuovo allenatore, accidenti” aveva detto ai giornalisti il giorno dopo l’eliminazione subita da Rafa a Wimbledon.

Dal canto suo, l’attuale numero 10 del mondo ha deciso di farsi affiancare, oltre che dall’onnipresente zio Toni, anche da Francisco Roig. “Penso solo che abbia bisogno di ottenere un altro punto di vista sul proprio gioco” dichiara Larry Stefanki alla Cnn quando gli viene chiesto perché Nadal abbia un record di 2 vittorie e 6 sconfitte contro i top ten in questa stagione. Ma il punto di vista dell’ex allenatore di Andy Roddick è più morbido rispetto a quello di McEnroe: “Non è necessario che si liberi di suo zio. Non credo sia una buona cosa. Anzi, lui dovrebbe restare nello staff”.

E visto anche quanto siano stati importanti ex campioni come Boris Becker, Stefan Edberg e Michael Chang per le carriere di Novak Djokovic, Roger Federer e Kei Nishikori, il buon Larry tira fuori dal cilindro un nome che potrebbe rappresentare una nuova svolta nella carriera di Rafael Nadal: “Andre Agassi. È uno dei tennisti più intelligenti che io conosca. E nella sua carriera ha vinto cinque slam dopo aver compiuto 29 anni”.

E se l’ex kid di Las Vegas non si pronuncia sull’eventualità di fare da coach al nove volte vincitore del Roland Garros, una lancia in suo favore la spezza il suo ex mentore Nick Bollettieri: “Ci vorrebbe qualcuno che capisse quale tipo di gioco deve fare Nadal per tornare ad alti livelli”.

Larri Stefanki ricorda quanto sia stato bravo Rafa a modificare il proprio gioco per riuscire a vincere anche sui campi veloci. E la sua ricetta per farlo tornare in forma è un must della cura Stefanki: “Forse qualcuno dovrebbe intimargli di guardare la finale di Wimbedon vinta contro Federer del 2008. Il ragazzo può sicuramente vincere ancora se rivede le sue stesse vittorie”. Un’idea che l’allenatore originario dell’Illinois mise in pratica ai tempi in cui allenava McEnroe: “Rafa deve stabilire in che modo vuole che vada la parte finale della sua carriera”.

Poi torna sulla sconfitta maturata contro Dustin Brown a Wimbledon: “Sono rimasto scioccato perché non è riuscito a cambiare tattica quando era necessario. E non è stato preciso con il diritto”. Una chiave tattica che, invece, l’ex numero 1 del mondo era riuscito a trovare in quel fatidico 2008: “Quando vinse contro Federer notai che stava migliorando notevolmente il suo gioco. Entrava bene con il rovescio, realizzava vincenti e stava con i piedi sulla line di fondo campo. C’erano attimi in cui sembrava Agassi”.

Poi, però, arriva una stoccata clamorosa: “Lui può fare ciò che vuole in campo, ma se continua a pensare di giocare come un 13enne, se continua basare il suo gioco sulla corsa e sulla difesa non vincerà mai più niente di importante. Ha un grande cuore” – conclude Stefanki – “e mi irrita davvero vederlo così indietro. Ma alla sua età dovrebbe giocare con più intelligenza”.

Nick Bollettieri, invece, si è spesso soffermato sul linguaggio del mancino di Manacor: “Un atteggiamento negativo che non mette più paura agli avversari. Qualche tempo fa la più grande differenza era che se c’era un torneo Rafa era inevitabilmente favorito. Ora non succede più. La stagione americana può dire tanto sul futuro di Nadal. Io spero che possa tornare perché tutto il tennis ne risentirebbe positivamente“.

Ma Rafa la sua idea rispetto all’eventualità di cambiare allenatore l’aveva già enunciata: “Se cambio qualcuno nella mia squadra non è perché sto vincendo o perdendo. Il mio allenatore è prima di tutto mio zio. La famiglia è molto più importante del tennis” aveva detto dopo l’eliminazione agli Internazionali d’Italia. E Albert Costa, ex capitano di Davis della Spagna, aveva imputato la carenza di risultati del maiorchino al difficile recupero dopo gli infortuni di fine 2014: “Ha uno staff molto competitivo. Ha solo bisogno di tempo per recuperare e per tornare a giocare al suo miglior livello”.

Gli Us Open si avvicinano e, se Rafa non dovesse far bene, si avvicina anche il prossimo appuntamento con la domanda dell’anno: Rafa ma cosa ti succede? A meno che tutto il dibattito sulle sue condizioni fisiche, mentali, sul suo gioco e sulle sue tattiche non venga ancora una volta offuscato da una nuova vittoria.

Foto: Rafa Nadal ha vinto tre tornei in questa stagione: Amburgo, Stoccarda e Buenos Aires (www.zimbio.com)


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