FEDERER: LE ESIBIZIONI DELLA DISCORDIA

Polemiche tra l’ATP ed i tennisti. Sotto accusa le discutibili scelte dei top players di giocare esibizioni che influiscono negativamente sul tour stagionale e, a detta di molti, sulla carriera stessa degli atleti. Secondo Federer “Si tratta solo di gestire il proprio programma correttamente."
domenica, 18 Novembre 2012

La stagione tennistica è finita. Ma non per tutti. C’è chi sta giocando la Coppa Davis proprio in questo momento e c’è chi ha ancora impegni vari in varie parti del mondo. Impegni che stanno scatenando la polemica tra i vertici dell’ ATP e tennisti che, a ragione o meno, si sentono tirati in ballo.

La Davis Cup dovrebbe, in teoria essere l’ultimo evento dell’anno. Si gioca a distanza di nemmeno una settimana dalle Atp Finals. Pochi giorni per riprendersi dal fresco frizzante di Londra e passare, nel caso di quest’anno, al freddo pungente di Praga. Poco influisce questo però, in quanto degli otto finalisti del Master soltanto David Ferrer e Tomas Berdych sono impegnati con le loro rispettive nazionali per portare a casa la tanto ambita coppa. Per gli altri sei le vacanze sono già cominciate una settimana fa e per il resto dei tennisti nel circuito il riposo è cominciato già da un bel po’.

Il punto sta al ‘top’. I tennisti di fama più elevata, come Novak Djokovic, Roger Federer e Andy Murray saranno tutti impegnati in esibizioni, match amichevoli che li porteranno in giro per il mondo allungando di fatto la loro stagione, accumulando jet lag, tensione e stanchezza quando dovrebbero invece recuperare energie per poi iniziare a preparare una nuova stagione. Ma non è facile per questi atleti rinunciare a questi appuntamenti. Quando è stato chiesto il perché ai diretti interessati uno stizzito Federer ha risposto:  “Questo è il bello dell’ off-season, puoi fare quello che diavolo vuoi,” ha dichiarato lo svizzero. ” Al contrario di avere il tempo congestionato, durante il quale ci si può a malapena riposarsi. Se i giocatori vogliono giocare alcune partite, ovunque esse siano, è una loro scelta. Se ci si vuole riposare per sei settimane, basta non fare nulla, si può fare anche quello, cosa che non era possibile fare in passato. Penso che sia decisamente una cosa buona. Certo, ovviamente, è responsabilità dei giocatori non fare errori che possano influire sulla stagione a venire. Ma, anche sbagliare, almeno sarebbe una loro scelta.”

E’ difficile mettersi nei panni di chi, per tutto l’anno, non ha fatto altro che chiedere una riorganizzazione del programma dei tornei ATP,  un argomento che è stato oggetto di varie discussioni abbastanza accese nei mesi scorsi. Come possiamo non pensare che i migliori giocatori siano vittime del loro stesso successo? Danno il meglio in quasi tutti i tornei, ed è ovvio che si ritrovino ad avere più partite degli altri sulle gambe, raggiungendo quasi sempre la fine della settimana giocando almeno una semifinale in ogni torneo. E’ comprensibile, sotto questo punto di vista, chiedere un calendario più ‘leggero’. Ma gli altri, quelli che non arrivano alla semifinale ogni settimana, hanno anche diritto e bisogno di giocare più tornei per ottenere punti di classifica e premi in denaro. Nel circuito infatti non esistono solo i top player, ma anche i giocatori normali, che hanno bisogno di più tornei per conquistare punti. Roger Federer ha più di una volta preso le distanze da coloro che si lamentano del calendario fitto, dando anche materialmente un esempio di come bisogna gestire, con giusto criterio, il proprio.

Dobbiamo anche dire che è difficile criticare quegli atleti che giocano la maggior parte delle esibizioni in favore dei loro rispettivi enti di beneficenza, un contributo importante che possono dare solo a stagione finita. Murray, per esempio, prenderà parte alla serata di beneficenza organizzata da Andy Roddick, a metà Dicembre,  e questo ha anche un  senso, dal momento che Murray si sta allenando in Florida, quindi farà del bene senza effetti negativi sulla mente e sul fisico che potrebbero influire sul suo 2013.

Ma gli intenti non sono in tutti i casi così nobili. Non sono tanto le esibizioni nel mese di Dicembre ad influire sui tennisti e la loro stagione a venire, ma sicuramente quelle piazzate a stagione in corso, in un calendario già abbastanza congestionato. Il BNP Paribas Showdown al Madison Square Garden, per esempio, al quale ogni anno partecipano quattro giocatori, ognuno dei quali è stato numero uno del mondo o  abbia vinto uno Slam,  è troppo allettante da rifiutare. E non stiamo parlando assolutamente di beneficienza, signore e signori. Rafa Nadal stesso ha ‘confessato’ che verrà ricompensato con 1 Milione e mezzo di Dollari per prendervi parte nel 2013.

Facendo il punto della situazione, se l’ATP non può impedire ai tennisti di “esibirsi”, forse dovrebbe iniziare a sensibilizzarli ed educarli a riguardo. La chiave è sempre e comunque il dialogo, che, onestamente manca per una volontà chiara e manifesta che arriva da entrambe le parti. Bisognerebbe iniziare insieme a pianificare i programmi degli atleti di punta, collaborare e venirsi incontro. Ne gioverebbe lo spettacolo del tennis oltre che la salute e la longevità della carriera dei top players. Un eventuale diradamento del programma, in termini di eventi obbligatori, permetterebbe loro di prendersi più pause durante l’anno, ma rimanere più a lungo in tour. In questo modo avrebbero sicuramente modo di giocare anche le esibizioni, senza lamentarsi di quanto devono giocare e quanto poca flessibilità abbiano.

Federer ha continuato a parlare sull’argomento: “Lo so che sto giocando esibizioni, ma la mia situazione è abbastanza unica nel suo genere. Non sono mai stato in Sud America (Roger sarà impegnato in Brasile) come tennista professionista. Non potrei essere più eccitato per questo viaggio. Ma mi sono preso una vacanza di due settimane prima. Quindi per me è anche l’inizio della preparazione e degli allenamenti. Fondamentalmente mi sono dato abbastanza spazio. Si tratta solo di gestire il proprio programma correttamente.”


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