LE GRANDI DELUSIONI DEI “BLEUS” TSONGA, GASQUET E MONFILS

Ennesima delusione per i "bleus" che incassano anche una strigliata dalla stampa nazionale. Avranno un'altra chance per trionfare?
lunedì, 24 Novembre 2014

Tennis. La storia del tennis ha appena accolto tra le sue braccia la Svizzera come vincitrice della sua prima Coppa Davis, al termine di un weekend denso di sorprese ed emozioni. Sulla presigiosa “Insalatiera” appariranno i nomi di Michael Lammer e Marco Chiudinelli al pari di quelli degli effettivi artefici della vittoria nella finale di Lille, ovvero Stan Wawrinka e Roger Federer, con i vinti che avranno sicuramente fatto fatica a prendere sonno ed a farsi passare l’ennesimo mal di testa. Se i due protagonisti svizzeri erano decisamente superiori ai primi due francesi in classifica Jo-Wilfried Tsonga e Gael Monfils, ciò che ha fatto e farà discutere sono state le scelte del capitano dei galletti Arnaud Clement, protagonista insieme a Michael Llodra nella seconda giornata dell’altra finale persa nel 2010 contro la Serbia, il quale è stato molto criticato per l’impiego di Richard Gasquet, giocatore in grande difficoltà nel corso di questo 2014, e per la mancata convocazione di due atleti decisamente in altra condizione come Gilles Simon e Edouard Roger-Vasselin (vincitore degli ultimi Roland Garros in coppia con l’altro doppista però convocato Julien Benneteau).

Una rosa davvero eccellente quella dei “Bleus”, i quali sono però incappati nell’ennesima delusione cocente che, unita alle disavventure individuare, fa restare saldi nella mente tutti i rimpianti di un team che sarebbe potuto essere tranquillamente in grado di recitare un ruolo da protagonista per anni e anni.

I francesi, si sa, sono sempre stati inclini a coccolare i propri beniamini, passando anche sopra a grossolani errori e tendendo molto spesso a riservare loro trattamenti ben più clementi rispetto ad una ordinaria cronaca, sia in caso di vittoria che di sconfitta. Stavolta il movimento dei “delusi” parte proprio da un importante quotidiano come “l’Equipe” che, a margine della sconfitta dei “Moschettieri”, definisce quella dei tennisti di casa come una “generazione frustrata”, ripercorrendo oltretutto le prime cinque sconfitte, in singolo o come squadra, subite dai sopracitati tennisti, ordinate secondo un criterio ben preciso: quanto sono state deludenti tali debacle.

 

In classifica sono presenti, ai primi due posti, rispettivamente le sconfitte in finale di Davis datate 2010 e 2014, con la prima che primeggia visto anche il 2-1 per i francesi dopo la seconda giornata. A seguire sono citate le sconfitte di due dei big francesi in occasione di importanti tornei nel corso della loro carriera: terzo posto per la sconfitta di Gael Monfils contro Robin Soderling nella finale del Masters1000 di casa a Parigi-Bercy, seguita dalla eliminazione in semifinale di Jo-Wilfried Tsonga nel torneo Slam parigino subita dal solito Novak Djokovic e ancora la recente chance persa nuovamente da Monfils in occasione degli U.S.Open quando uscì ai quarti di finale dopo aver avuto due match point contro Roger Federer.

Il movimento francese, da sempre considerato come uno dei migliori di tutto l’intero panorama mondiale soprattutto vista la capacità indubbia di coltivare e portare avanti sempre nuovi talenti, probabilmente avrebbe meritato un riconoscimento come la Coppa Davis a coronamento del grande lavoro di tutti gli addetti ai lavori ed anche per l’effettiva mole di tennisti di livello tra le loro fila, con tutta la differenza del mondo tra loro ed il binomio svizzero assolutamente privo di seconde linee adeguate. Tuttavia nello sport, e soprattutto in finali così raccolte e decisive, non c’è spazio per molti errori e spesso a decidere una Davis basta un grandissimo giocatore capace di prendersi due punti ed un doppio anche borderline ma efficace quanto basta; figurarsi poi se dall’altra parte della rete ci sono Federer e Wawrinka.

 

Critiche e delusione a parte, nulla è comunque perduto per i colori francesi: con un organico così forte, confidando magari in una nuova esplosione di personaggi come Gasquet, Tsonga e Monfils, resta tutto il tempo necessario per mirare nuovamente al trofeo sfuggito loro già troppe volte dalle mani. Se è vero che delusioni così cocenti possono segnare ulteriormente una carriera non leggendaria, è anche giusto confidare nelle infinite possibilità date da una rosa così ampia e di eccellente livello, con un po’ di fortuna in più che non guasterebbe di certo.


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