LE PAGELLE DEGLI INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

Tennis - Gli Internazionali BNL d'Italia 2013 si sono appena conclusi ed ecco pronte le pagelle dei protagonisti del torneo maschile.
lunedì, 20 Maggio 2013

Quella di quest’anno è stata una edizione degli Internazionali BNL d’Italia all’insegna di molte sorprese, nel bene e nel male. Oltre ai big che conosciamo bene, abbiamo avuto l’opportunità di apprezzare alcuni giovani interessanti che potrebbero essere i protagonisti futuri di questo sport. Andiamo ad analizzare le prestazioni dei giocatori più importanti del “nostro” torneo.

Rafael Nadal, 9: Otto tornei, otto finali, tre Masters 1000 vinti. Il ruolino di marcia di Rafael Nadal è impressionante, soprattutto tenuto conto della sua assenza dai campi per l’infortunio al ginocchio (sulla cui gravità a questo punto diventa lecito scatenarsi con le più fantasiose ipotesi). A Roma ha avuto qualche momento di difficoltà, contro Gulbis e Ferrer, ma non ha mai perso il controllo neanche per un istante. In finale si è limitato ad amministrare una partita in cui il suo avversario da illustre si è misteriosamente trasformato in comprimario. E’ l’indiscusso re della terra battuta. L’unica incognita su di lui è capire se riuscirà a proseguire su questi livelli anche quando la stagione sulla sua superficie preferita sarà finita.

Roger Federer, 6: Avrebbe meritato un 8 per il suo torneo fino alla semifinale ma il suo punteggio è fortemente ribassato (con generosità) alla sufficienza per l’inspiegabile prestazione in finale. Ferma restando l’incredibile solidità dello spagnolo, Rafa in finale si è limitato a buttare dall’altra parte la palla che Roger ha fatto fatica a restituirgli: rovesci sbagliati, servizio assente, stecche continue. Una sequenza solo sporadicamente interrotta di errori gratuiti, uno più inspiegabile dell’altro. La prestazione di Roger ha sfiorato l’abisso dell’imbarazzo (dopo il primo game ne ha persi ben otto consecutivi) soprattutto quando lo abbiamo visto sbagliare colpi che per lui sono facili come bere un bicchiere d’acqua. All’inizio del torneo sembrava essere tornato quello di sempre, quello che mancava dall’inizio dell’anno, con Paire abbiamo visto le prime difficoltà che si sono drammaticamente palesate in finale. No, quella che abbiamo visto in finale era la controfigura del Re in una stagione che, almeno finora, lo vede solo sesto nella race per Londra (fino a ieri era undicesimo). Forse potrebbe essere giunto il momento di interrogarsi sul fatto che per lui si possa trattare dell’inevitabile ingresso nella parabola discendente della sua carriera. Prima o poi sarebbe dovuto accadere. La speranza è che sia meno doloroso di così.

Novak Djokovic, 4: Che Nole non sarebbe mai più stato il fenomeno del 2011 lo si era intuito da tempo. Ma questa alternanza di buone prestazioni ad altre decisamente sotto tono mostrata dall’inizio dell’anno è piuttosto singolare, soprattutto sulla terra. Dopo aver detronizzato Nadal a Montecarlo, esce malamente contro un Dimitrov crampeggiante a Madrid per poi fare una delle peggiori figure della sua carriera a Roma: a partita praticamente vinta contro Berdych ai quarti, dopo aver vinto agevolmente il primo set 6-2 si fa recuperare nel secondo da 5-2 per poi perderlo 5-7 e lasciar chiudere la partita a Berdych con un 6-4 al terzo. Il ceco non è certo nuovo a simili upset, ma l’improvviso crollo di Djokovic ha qualcosa di inquietante, soprattutto se il numero uno del mondo punta davvero al Roland Garros come dice di voler fare.

Benoit Paire, 8: La sorpresa più piacevole del torneo, elimina nell’ordine Monaco, Benneteau, Del Potro e Granollers. Tranne quest’ultimo, che attualmente gli è sotto di una sola posizione, toglie dai giochi tutti giocatori a lui superiori in classifica, mostrando un tennis assai concreto. Anzi, contro Roger Federer rischia seriamente di portare a casa un set grazie al suo potente servizio e al suo efficace rovescio lungolinea che ha spesso messo in difficoltà il Re. Un risultato importante che lo farà balzare in alto in classifica.

Andy Murray, s.v.: Non è possibile esprimere un giudizio sullo scozzese per il poco visto a Roma. Al primo match, perde subito il primo set contro Granollers e si ritira dopo aver vinto il secondo al tie-break. Tornano i suoi storici problemi alla schiena ed in questi giorni si sta parlando addirittura della sua assenza a Parigi. Speriamo non sia grave, il Roland Garros perderebbe un protagonista di rilievo.

Juan Martin Del Potro, 5: Ennesimo treno perso da Palito, il cui 2013 è finora decisamente altalenante. Ferma restando la prestazione maiuscola di Benoit Paire per tutto il torneo, Juan Martin conferma le sue difficoltà sulla terra battuta e i limiti del suo tennis troppo lento e prevedibile, contribendo a lasciare campo un po’ più libero al quarto di tabellone di Federer.

Jerzy Janowicz, 7: Il giovane polacco si conferma come uno dei migliori giocatori in prospettiva. E’ ancora acerbo, insiste troppo con i drop shot che spesso sono telefonati e mal eseguiti, fatica troppo nel fare punti e va certamente seguito per limare i suoi innumerevoli difetti di gioventù. Ma è bravo, non ha paura di nessuno (nemmeno di Roger Federer) e sta dimostrando che quella finale di Bercy se l’era meritata tutta.

Tomas Berdych, 7,5: Mezzo punto in più solo per aver eliminato il numero uno del mondo. Tomas non ha dimostrato particolari miglioramenti nel suo (limitatissimo) tennis. Eppure è un giocatore che da tre anni galleggia tra il sesto e il settimo posto della classifica con molta costanza, ed è sempre in grado di spaventare i grandi se è in una buona giornata. A Roma si è comportato bene fermandosi, come lo scorso anno, davanti a un Nadal che dai quarti in poi ha deciso di fare sul serio e contro il quale davvero può molto poco.

David Ferrer, 6,5: David, lo sappiamo, è un grande lavoratore, silenziosamente sta dimostrando da anni che sotto i Fab Four il migliore è lui. Quando trova Nadal però viene colto da improvvisi impeti di generosità e fa regali impressionanti. Gioca meglio del suo connazionale nel quarto di finale eppure non riesce ad essere preciso come servirebbe per portare a casa il risultato. Il punto con cui ha chiuso il secondo set contro Nadal è un esempio da manuale di grande difesa ed intelligenza, oltre che uno dei più belli del torneo.

Jo-Wilfried Tsonga, 4: Esclusi i Fab Four, è difficile pensare ad un altro giocatore che tempo fa sembrava evidentemente destinato a diventare grandissimo. Eppure Jo non ce la fa, è costantemente vittima della sua poca presenza mentale in campo. Anche lui, come Del Potro, si è trovato contro uno degli outsider del torneo (Janowicz) ma questo non giustifica il suo rendimento davvero sottotono, soprattutto nell’ultimo anno. Anche qui, i treni continuano a passare.

Gli italiani: Un sorteggio maledetto mette contro al primo turno Seppi e Fognini. Male Andreas, battuto dal solito Fognini che prima mostra la sua ottima prestazione e poi si accontenta contro Nadal. Per carità, aveva di fronte il re della terra, ma l’atteggiamento è come spesso accade quello sbagliato. Fuori subito le wild card Lorenzi e Volandri, rispettivamente contro Nishikori e Simon. Volandri riesce anche a strappare un set al francese. Meglio di tutti senz’altro Potito Starace che, dopo un ottimo esordio con l’eliminazione di Radek Stepanek al terzo set, si infrange inevitabilmente contro Sua Maestà Roger.


6 Commenti per “LE PAGELLE DEGLI INTERNAZIONALI BNL D'ITALIA”


  1. Emiliano Severoni ha detto:

    Sono d’accordo con te.
    E, a rifletterci, anche sul tweet di Roddick. 🙂

  2. simon ha detto:

    Ma infatti io avevo concluso dicendo che ognuno è libero di scrivere ciò che vuole! Quando un giocatore ha raggiunto vette sublimi come quelle di Federer deve (e sono sicura che lui lo faccia) fare i conti anche con severe critiche. Il tweet di Roddick non era per nulla diplomatico (quando mai lui lo è stato???!!!) ma piuttosto sarcastico!

  3. Emiliano Severoni ha detto:

    Come ti ho detto, io non parlo di “fine inesorabile”. Confronto le sue prestazioni di quest’anno con quelle di questo e mi limito a segnalare l’evidente differenza e a dire che se Roger è davvero entrato in una fase discendente della sua carriera, può tranquillamente starci. Dirlo non è un “necrologio” ma una constatazione.
    L’imbarazzo io l’ho provato da tifoso. Che Roger abbia sempre sofferto Rafa è ben noto. Ma se l’è sempre giocata. Ieri ho davvero fatto fatica a vederla la partita. Non ci vedo nulla di male nell’usare la parola “imbarazzante”, credo che tutti noi ieri abbiamo avuto questa sensazione. Perché dovremmo utilizzare questo termine con chiunque altro e non con Federer quando gioca in questo modo? Forse siccome è il più grande dobbiamo coniare aggettivi diversi anche quando gioca da “comune mortale”? Ho un account su teitter, quello del mio blog, e ho letto Andy Roddick che tiene una posizione giustamente diplomatica. Ma ho letto anche altri autorevoli personaggi dire che siccome Federer ieri ha giocato in modo imbarazzante, allora non deve più essere considerato “GOAT”. Il problema è che, come per tutte le cose, molta gente apre bocca e gli dà fiato.

  4. simon ha detto:

    Emiliano hai ragione Roger non è eterno! Ci mancherebbe altro, però è dal 2008 che i giornali ne sentenziano la fine inesorabile e finora sono sempre stati smentiti! Fossi un giornalista ci andrei un pochino più cauto nei miei giudizi. Immagino che avrai un account su twitter, e proprio ieri Mardy Fish (e subito dopo anche Andy Roddick) si sono indignati perché un commentatore di Tennis Channel aveva usato nella stessa frase le parole ‘federer’ e ‘imbarazzante’……….Poi ognuno è libero di scrivere, dire e pensare ciò che vuole.

  5. Emiliano Severoni ha detto:

    Simon, no, non do certo Roger per spacciato. Del resto la sua pagella la concludo con molti condizionali e “forse”. L’articolo l’ho scritto ieri, quando ancora la nuova classifica non era uscita, quindi il riferimento alla Race verrà cambiato senz’altro. Mi limito solo all’analisi di questi primi cinque mesi ed è innegabile che questa sia una stagione finora davvero negativa per lui. Lo scorso anno a questo punto dell’anno aveva già vinto quattro tornei, due dei quali 1000 (Rotterdam, Dubai, Indian Wells e Madrid). Quest’anno non ha vinto finora nulla e spesso è uscito malamente dai tornei. In più la prestazione di ieri non mi fa affatto essere ottimista. Più che vincerla Rafa la finale, l’ha persa Roger. Nadal sarà pure la sua “kryptonite”, come dici tu, ma si è limitato praticamente a ributtare di là la palla e a fare qualche colpo da campione, il resto l’ha buttato via Roger. Al primo set aveva fatto 15 gratuiti, poi ho smesso di contarli. Poi, se Roger migliorerà in quanto tifoso sono il primo ad essere contento. Però non possiamo pensare che sia eterno, significherebbe fargli un torto. Come hai potuto vedere, inizia ad avere difficoltà con giocatori estremamente più giovani di lui. Può starci, è nella natura delle cose.

  6. simon ha detto:

    Roger Federer è 6° nella Race e ha giocato solo 6 tornei dall’inizio dell’anno. E forse è un pochino presto darlo già per spacciato, considerando che è arrivato in finale in un Master 1000 (sulla terra rossa) e ha giocato contro la sua kryptonite Rafa Nadal. Credo sia l’unico giocatore della storia del tennis, che pur perdendo in una finale, riceve dai giornalisti una sequela incredibile di necrologi tennistici. Per me è sempre molto divertente leggerli. Mi ricordano quelli dell’anno scorso, quando poi Federer ha vinto Wimbledon ed è tornato numero 1 del mondo!


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