LE VOCI DAGLI US OPEN, PENG: RELAX, POI BATTAGLIA CON LA VINCI

Radwanska sconfitta a sorpresa dalla cinese, che gela tutti: "Roberta? La conosco bene, ma per ora non voglio pensarci". Senza problemi la Halep: "Credo di avere delle chance qui". Altro tenore la Wozniacki, che pensa alla maratona...
mercoledì, 27 Agosto 2014

Tennis. Sembra il “kiss & cry” del pattinaggio artistico, quel luogo in cui conosci le tue sorti al termine della performance. Quel luogo, appunto, dove si oscilla tra i baci, gli abbracci e le lacrime di gioia, da una parte; lo sconforto più nero, dall’altra. Ma è la sala stampa di Flushing Meadows, US Open, e Agnieszka Radwanska (in foto) e Sloane Stephens non sono certo il ritratto della gioia. Anzi. Tutto il contrario della cinese Shuai Peng, che cammina a due metri da terra. Ma anche della numero 2 del mondo Simona Halep, a dir poco radiosa. Ah, c’è anche Caroline Wozniacki, che non parla soltanto di tennis…

Si parte dalla sorpresa. “Beh, la delusione c’è sempre. Soprattutto se l’eliminazione arriva nella prima settimana di uno slam. Ma non è la prima volta che mi capita, purtroppo”, ammette la polacca numero 5 del mondo Radwanska commentando la colata lavica (6-3, 6-4) regalatale proprio dalla Peng, numero 39. Un'”avversaria molto solida e consistente”, che segna il colpaccio nella terza giornata dello slam stelle-e-strisce. “Ho trovato ogni gioco duro, con molti scambi. Il servizio non era arma letale per entrambe, dunque regnava l’equilibrio. Penso che nei momenti più importanti della gara lei abbia semplicemente giocato un pochino meglio”. Rimanendo sulla stessa lunghezza d’onda: “Non ho giocato male oggi. Credo sia stato il suo giorno. Certo, avrei potuto fare o provare qualcosa di diverso ma ho cercato di offrire del mio meglio e ho combattuto fino alla fine”. “Troverò il modo di giocare meglio qui, una strada diversa per raggiungere la seconda settimana”.

Benedetti/maledetti slam. Semifinali agli Australian Open a inizio stagione, ma poi eliminazione al terzo turno al Roland Garros e agli ottavi a Wimbledon. Per la 25enne di Cracovia, comunque sia, nessuna relazione tra questi magri risultati e l’eliminazione di stasera. Soltanto la voglia di rimboccarsi le maniche. E ora “me ne tornerò a casa. Poi farò la trasferta in Asia: Seul, Wuhan e Pechino”.

Dall’altra parte della barricata, una raggiante (e ci mancherebbe altro) Shuai Peng: “Sono davvero molto felice. Prima del match ho ricevuto moltissime e-mail dai fan. Ho giocato quattro volte contro Agnieszka ma prima di oggi avevo vinto una volta sola, agli US Open di quattro anni fa. E in questa partita ho avuto a disposizione un po’ di fortuna. Ricordo quando agli Australian Open ebbi due match point ma poi persi il match. Per questa ragione, sapevo che lei sarebbe stata davvero dura, del resto non si arrende mai e corre davvero veloce”. Non solo: “Non ho voluto prendermi troppi rischi, volevo vincere e basta. All’inizio del match ero molto nervosa, ma sono entrata in partita dopo due buoni game. Quando sono arrivata al match point temevo che quanto accaduto a Melbourne si ripetesse e allora mi sono imposta di pensare esclusivamente a colpire la palla”.

Al prossimo turno, la cinese affronterà la nostra Roberta Vinci. “Una giocatrice che ben conosco. L’ho affrontata diverse volte in doppio”. A proposito, “tra doppio e singolare c’è una bella differenza. Ora ho un po’ di tempo prima di pensare al prossimo turno, per prepararlo bene mentalmente. Ora ho bisogno di stemperare un po’, prendermi una pausa. Tornerò a pensarci domani sera e allora combatterò ancora. Sì”.

Ora, però, Shuai si sente un po’ come la “vice Na Li“: “Quando ha annunciato che non avrebbe giocato a Montreal, Cincinnati e qui a New York, in Cina se n’è parlato molto. E tutti hanno cominciato a parlare di chi avrebbe potuto sostituirla. Eppure siamo riuscite ad arrivare in sei al tabellone principale. Avrei preferito ci fosse anche Na Li. Per quanto mi riguarda, voglio continuare a lavorare duro, concentrarmi e curare il mio tennis”.

Soddisfazione tutt’altro che contenuta quella di Simona Halep, reduce dal netto 6-2, 6-1 sulla slovacca Jana Cepelova: “Mi sento alla grande perché ho finito velocemente (56 minuti, ndr). Ho giocato come so. Sono stata aggressiva nonostante fossi partita un po’ lentamente, ma poi ho soltanto cercato il passo in avanti in campo, di colpire la palla e di essere veloce. Le ho risposto molto bene, infine il servizio mi ha aiutato nel momento opportuno. Ho fatto un ottimo lavoro, oggi. E sono davvero contenta”. Dunque, sulle ali dell’entusiasmo: “Credo di avere delle chance qui, ma ogni partita è difficile. Tutte combattono per avere una possibilità, non è facile vincere, ma io credo nelle mie possibilità e voglio affrontare match dopo match per dare tutto il possibile in campo”.

La romena ha una responsabilità in più. Anche se… “Sì, sono la numero 2. Ma è tutto come sempre. Come prima. Dunque devo soltanto curare la mia partita, il mio gioco ed essere felice. Sono qui e penso di meritarmi tutto questo perché ho vinto tanti incontri, buoni incontri con top player e ottenuto alcuni importanti risultati. Dunque guardo avanti per mantenere questa strada e sentirmi sempre più a mio agio, giorno dopo giorno”. E da qui in poi viene il bello: “Sono molto più fiduciosa ora che prima del Roland Garros. Dopo Parigi, ho acquisito la consapevolezza di poter fare bene anche nei tornei dello slam. E questa è una gran cosa. Anche a Wimbledon ho fatto un gran lavoro. Qui mi sono preparata per stare molto tempo in campo durante i match. Mi piace combattere e mi piace affrontare partita dopo partita per poi pensare al turno successivo”.

Pensiero finale per la ragazzina terribile Cici Bellis: “Sono davvero felice per lei e le auguro tutta la felicità possibile. Non è facile gestire questa situazione perché lei è molto giovane, ma ciò la aiuterà nel prosieguo della carriera. Consigli per lei? Rilassarsi, godersi il suo tennis e giocare senza pressione. Perché se subentra la pressione non è semplice condurre la partita”. E le frasi che seguono sembrano uscire proprio dalla bocca della Bellis, perché Simona in conferenza stampa si lascia andare: “Ora sto vivendo il mio sogno. Il mio sogno è diventato reale, dunque mi sento alla grande”.

Bel sorriso anche per la numero 10 del tabellone Caroline Wozniacki. Felice per il 6-3, 6-4 consegnato alla ventenne bielorussa Aliaksandra Sasnovich ed entusiasta di parlare anche di extra-tennis. “Non ho nessuna paura che i miei allenamenti per affrontare la Maratona di New York possano influire su quelli di tennis. Anzi, credo che possano aiutarli. Ad ogni modo, guardo quella sfida con entusiasmo poiché sarà bella e divertente. La preparazione per la maratona mi aiuta a mantenermi in forma e mi predispone mentalmente al lavoro duro”. Comunque sia, “non mi sto fissando obiettivi per questa corsa.  Lo faccio per beneficenza, voglio essere un buon modello per i ragazzi in favore dei quali correrò poiché raccoglieremo fondi per offrire loro accesso allo sport”.

Altro fattore: i capelli. “Talvolta, se prima non li intreccio, vanno ad incastrarsi tra il braccio e la racchetta. Quando i capelli arrivano a una certa lunghezza può succedere. Mi è capitato anche in questo match, ho provato comunque a tirare e per poco non ho colpito la testa. Se ho rivisto il replay in tv? Certo, e ho riso molto”. Non c’è niente da ridere, invece, quando arriva la solita domanda sul suo ex, il golfista Rory McIlroy: “Credo che l’argomento sia irrilevante, possiamo passare alla prossima domanda”.

Che riguarda i passi avanti compiuti dalla Wozniacki rispetto al passato, rispetto agli US Open passati: “Sono una giocatrice più esperta, più matura anche perché ho giocato molte volte questo torneo. Sono contenta di essere tornata e di giocare bene e spero di migliorare ancora”.

Eliminata la testa di serie numero 21, la statunitense Sloane Stephens, battuta 5-7, 6-4, 6-2 dalla svedese Johanna Larsson. Sloane va oltre la sconfitta: “Ho bisogno di giocare. Non ho avuto una grande stagione ma non voglio fermarmi a pensare. C’è sempre spazio per migliorare. Ognuno ha i suoi alti e bassi e passa attraverso momenti come questo. Io non sono la prima né sarò l’ultima. Non vedo l’ora che arrivi il prossimo torneo. E questo è tutto quello che posso fare, voglio e devo guardare avanti”.

Lavorare e migliorare. Nel “kiss & cry” c’è spazio anche per i buoni propositi.


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