LENDL CHIAMA MURRAY

Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa inglese, l'ex stella del tennis si sarebbe proposto come coach full time per lo scozzese. Ma l'ultima parola spetta ad Andy, noto per la sua avversione agli allenatori
lunedì, 28 Marzo 2011

Miami (Stati Uniti) – Il “caso Murray” sta scuotendo l’opinione pubblica inglese, preoccupata che il suo giovane campione non riesca ad uscire dalla serie negativa iniziata dopo la finale degli Australian Open. C’è chi vede in questo periodo nero segnali negativi che potrebbero realmente intaccare la carriera dello scozzese, mentre altri sono più positivi rispetto ai possibili sviluppi.

Già lo scorso anno abbiamo assistito a difficoltà simili, emerse a seguito della medesima sconfitta in Australia (in quel caso per mano di Roger Federer), ma quest’anno la preoccupazione sembra leggermente più alta, vista anche la mancanza di attenuanti o di motivazioni concrete nelle parole del giocatore.

Qualcosa però potrebbe cambiare a breve giro. Nelle ultime ore infatti, sta dilagando sulla stampa britannica la notizia che Ivan Lendl si sarebbe offerto come coach per Murray, per aiutarlo ad uscire da questo momento di stasi.

Secondo le prima indiscrezioni, Lendl avrebbe già contattato – in maniera informale – il team del numero 5 del ranking mondiale, manifestando l’intenzione di assistere il giocatore in un percorso di recupero. Per l’ex stella del tennis, questo sarebbe il primo incarico da allenatore ad alti livelli, ma l’ultima risposta tocca comunque allo scozzese, poco avvezzo ai metodi di coaching tradizionali (attualmente lavora part time con Alex Corretja e viaggia con Dani Vallverdu come sparring partner).

Lendl da parte sua ha sottolineato ancora una volta che le potenzialità di Andy sono altissime. Il ceco crede poi che tra i due si potrebbe sviluppare sin da subito una buona empatia: in comune i due hanno il fatto di aver perso la loro prima finale Slam, ma mentre Lendl è riuscito poi a trovare la sua strada e i suoi trofei, Murray non è stato capace ancora d’intraprendere lo stesso cammino.

Di sicuro lo scozzese sta vivendo in questo momento il periodo più delicato della sua carriera. Le due sconfitte al primo turno a Indian Wells e Miami hanno messo in allarme soprattutto perché sono giunte per mano di giocatori al di fuori della top 100 e questo, al di là della disfatta, potrebbe avere forti ripercussioni sullo stato d’animo del giocatore.

L’ex tennista ceco in questo ambito potrebbe essere la persona adatta a risollevare le sorti di Murray: in campo riesce ancora ad essere travolgente, con una carisma che potrebbe avere effetti positivi sullo scozzese, dall’altro – lontano dalla rete – è una persona stimata e intelligente che sa come fare il suo lavoro.

L’idea di un binomio tra i due è senza dubbio affascinante. Entrambi hanno un’intelligenza analitica, ma allo stesso tempo anche una forte dose di “sense of humor”, maggiore di quello che magari possono esprimere sotto i riflettori.

Dopo anni di esilio volontario, tra famiglia e impegni lontani dalla racchetta, Lendl si è riavvicinato piano piano al suo sport disputando i tornei legati al Senior Tour ed alcune esibizioni. Ora però potrebbe fare il salto di qualità con questa sfida, la quale potrebbe regalare agli appassionati nuove ed importanti pagine di storia.

Se le intenzioni dovessero poi concretizzarsi, la stella ceca sarebbe il primo allenatore “famoso” a sedersi nel box di un top player dai tempi di Andy Roddick con Jimmy Connors. L’ostacolo più grande a questo progetto è però proprio la propensione di Murray a fare “tutto da solo”. La situazione però richiede un occhio critico e proprio per la sua delicatezza, unita all’altezza della proposta ricevuta, si spera possa per una volta far accettare allo scozzese un aiuto che gli permetterebbe di mettere a frutto tutte le sue potenzialità.


1 Commento per “LENDL CHIAMA MURRAY”


  1. Mariarosa ha detto:

    Speriamo che Andy accolga con entusiasmo e con voglia di ricominciare questo grande onore che Ivan Lendl è pronto a dargli. Deve darsi una scossa e non può certo ancora pensare di sottostare alla iperprtettività della madre…Immagino quanto può essere stata dura per la madre anche solo pensre di perdere i sue figli ma adesso deve solamente pensare al bene del figlio che con il grande talento sopraffino che ha è sicuramente un gran peccato che si lasci andare così all’autocommiserazione. Giorni fa ne parlavo con mio marito della crisi di Murray e le mie testuali parole sono state quelle di “pensarlo” allenato dal grande Ivan; ieri quando ho letto l’articolo non mi sembrava vero! :-)) Novak ha fatto il grande salto ed ora tocca a Andy, li vedo come i prossimi Federer e Nadal…NOvak più somigliante a Nadal mentre Murray più sopraffino nel gioco come Roger, di cui io sono grande ammiratrice sia come tennista che come persona a mio parere schiva e minimalista. Coraggio a Andy, solo dai suoi momenti di crisi può imparare lezioni di vita e se ne saprà fare tesoro sono certa che diventerà un grande tennista come Lendl, Federer, Agassi Sampras, Edberg etc…tutti tennisti che ho amato nel corso del tempo.


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