LENDL, IL GRAN MAESTRO DEGLI ANNI ’80

Nel palmares del grande Ivan Lendl, spiccano i cinque titoli alle Finals, tutti concentrati negli anni '80. Durante quella decade, il fenomeno ceco centrò anche altre tre finali, nelle nove partecipazioni complessive
sabato, 8 Novembre 2014

Tennis – Tra i grandi protagonisti delle finali ATP non può essere dimenticato il grande Ivan Lendl, nato ad Ostrava nell’ex Cecoslovacchia e successivamente naturalizzato americano.

Ivan arrivò alla sua prima finale poco più che ventenne nel 1980, da numero 6 del ranking ATP. A quel tempo il torneo era noto con il nome di “Volvo Master Grand Prix”. I due gironi all’italiana erano fortissimi: il primo annoverava il numero 1 delle classifiche mondiali Bjorn Borg, John McEnroe, Josè Luis Clerc e Gene Mayer. Nel secondo gruppo si giocavano la semifinale Jimmy Connors, Guillermo Vilas, Harols Solomon ed Ivan Lendl. Il ceco non si presentava certamente da favorito, ruolo spettante di diritto a Bjorn Borg ed in seconda battuta a Jimmy Connors. In questa occasione avvenne uno degli episodi più controversi della carriera di Lendl, che lo portò a subire diverse critiche tra cui quella diretta del collega e rivale Jimmy Connors, il quale lo insultò pesantemente perfino in campo. Ivan dopo le agevoli vittorie contro Guillermo Vilas (75, 64) e Harold Solomon (63. 61), affrontò Connors giocando, a detta dell’americano volontariamente, al di sotto delle proprie possibilità e secondo Connors perse di proposito, per poter evitare di affrontare in semifinale il temuto campione svedese Borg, considerato il più forte giocatore del mondo del momento. In effetti Connors affrontò un Ivan Lendl che tenne il gioco fino al tiebreak del primo parziale, perdendolo e che giocò poi il secondo set in modo inopinato, concedendolo al rivale per 61. Le semifinali incrociate: nella prima Connors, fu sconfitto da Borg in tre set: 64 67 63, mentre nella seconda Lendl battè facilmente Gene Mayer 63, 64. Lendl si gioca la finale contro lo svedese, ma non ebbe scampo : 64, 62, 62.

Nella stagione successiva Lendl si presentò al torneo da numero 2 del ranking mondiale, dopo aver disputato 21 tornei, raggiungendo 15 finali, di cui 10 vinte, con il rivale Borg, a soli 25 anni, all’epilogo della sua luminosissima carriera, Le ATP Finals del 1981, disputate a New York, indicarono la strada: Ivan Lendl sarebbe divenuto a breve il dominatore della classifica ATP. Alle finali del “Volvo Gran Prix”, ormai orfano di Borg, vinse tutti i match del suo girone contro il povero Vitas Gerulaitis, un Guillermo Vilas ormai vicino al tramonto e con l’altro argentino Josè Luis Clerc. Nella semifinale incontrò John McEnroe, al quale concesse appena 4 game: 62, 62 il punteggio. Vinse quindi la sua prima finale, dopo un grande incontro contro Vitas Gerulaitis, battuto in 5 set: (5)67, 26,76(6),62,64.

Nel 1982 alla terza partecipazione arrivò il secondo successo consecutivo nelle finali del “Volvo Gran Prix” di New York. Lendl arrivò all’epilogo della stagione ancora da numero 2, dietro al solito Jimmy Connors. In quel 1982 il tabellone del singolare maschile era però strutturato diversamente, niente suddivisione in gironi, ma un prologo con 8 giocatori (Johan Krier, Steve Denton, Vitas Gerulaitis, Yannik Noah, Mats Wilander, J. L.Clerc, Josè Higueras,ed Andrès Gomez) a contendersi l’accesso ai quarti dove attendevano Connors, Lendl, McEnroe e Vilas.  Il torneo si svolse tutto ad eliminazione diretta: Kriek arrivò nella parte alta per incontrare Connors, dal quale fu battuto 76, 62; Yannik Noah si ritrovò tra le grinfie di Ivan Lendl che lo liquidò in 2 set per 64, 75; a Clerc toccò John McEnroe, che ovviamente non gli concesse possibilità e vinse 63, 64. Gomez infine, non ebbe scampo contro Vilas che lo liquidò per 75, 64. Da quello strano tabellone uscirono le semifinali più logiche: McEnroe-Vilas e Connors-Lendl. Il ceco giunse alla finale battendo Connors 63, 61, mentre  McEnroe ebbe la meglio su Vilas 63, 63. Nella finale Lendl liquidò John McEnroe in tre facili set 64,64,62 e si confermò campione.

Poco tempo dopo, il ceco, nel febbraio 1983, divenne per la prima volta no. 1 del ranking, rimanendo in vetta per 11 settimane. Lendl disputò anche le finali dei Masters 1983 e 1984, sempre a New York City. Perdendole entrambe in 3 set da John McEnroe. Il terzo titolo, arrivò, sempre a New York, quando il torneo prese il nome di “Nabisco Master 1985”. Nuovamente un cambio di formula: l’organizzazione propose un vero e proprio torneo ad eliminazione diretta al quale parteciparono 16 giocatori fin dal primo match. Il cammino di Lendl fu molto tranquillo: 61,60 a Tomas Smid; 63,63 a Tim Mayotte; 64,75 a Gomez in semifinale per arrivare al 62,76(4),63 inflitto a Boris Becker nella prima delle finali disputate dal tedesco.

Il “Nabisco Masters 1986” si disputò ancora al Madison Square Garden di New York ed anche nel 1986 fu Ivan Lendl a primeggiare per la quarta volta. La novità fu ancora il cambio di formula: ritorno ai gironi. Lendl dominò il suo  con 3 vittorie senza lasciare nemmeno un set a Noah 64,64 – Gomez 63,75 e Stefan Edberg 63, 64. Il ceco si liberò poi in semifinale di Wilander battendolo 64,62, prima di ritrovare in finale Boris Becker, sconfitto una seconda volta in 3 set con con un periodico 6-4.

Sempre a New York per il “Nabisco Masters 1987″ e sempre con Ivan Lendl come favorito  della competizione. Ivan anche questa volta rispettò il pronostico: nel suo girone superò Brad Gilbert con un secco 62,62,  Connors per ritiro, ed ingaggiò una durissima lotta nel match con Boris Becker, che terminò 4–6, 7–6, 3–6 in favore del campione teutonico, dopo tre set molto tirati. La formula del Nabisco Masters 1987 cambiò una volta ancora: le semifinali non furono incrociate tra i gruppi, ma il primo giocatore di ogni gruppo andò ad incontrare in semifinale il secondo classificato dello stesso girone. Per Ivan questo non costituì un problema, visto che ritrovò Brad Gilbert, passando alla finale senza affanni (62, 64); finale che lo vide opposto allo svedese Mats Wilander, al quale non concesse praticamente nulla imponendosi con un facile 62,62,63.

Ivan Lendl era ormai un giocatore maturo e veniva fuori da queste 5 vittorie su 9 partecipazioni alle ATP Finals da numero 1 forgiato: occupò il primo posto della classifica mondiale in due momenti differenti, per un totale di 270 settimane (terzo di sempre dietro Sampras e Federer).

Dopo l’ultima vittoria alle ATP Finals del 1987,  Lendl partecipò ancora ad un paio di edizioni senza grande fortuna. I suoi sforzi della stagione furono da quel momento in poi concentrati sulla vittoria a Wimbledon, impresa che non gli riuscì mai, nonostante le 2 finali e 5 semifinali tra il 1983 ed il 1990. Perderà poi la prima posizione del ranking ATP, che riconquisterà dopo la vittoria agli Australian Open del 1989. Nello stesso anno si qualificò ancora una volta per le ATP Finals, perdendo in semifinale da Sampras. Poi, tra il 1991 ed il 1992, arrivò il rapido declino e, successivamente il ritiro dall’attività agonistica del giocatore che più di tutti ha fatto la storia delle Finals negli anni ’80.

 

 

 


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