L’EQUILIBRIO SOPRA LA FOLLIA DI PATTY SCHNYDER

L’ex tennista svizzera compie 34 anni. Una vita la sua, caratterizzata da una miriade di scelte sentimentali sbagliate, che ne hanno limitato di molto la carriera in campo
venerdì, 14 Dicembre 2012

Tennis. Lo sport spesso ci racconta delle storie che vanno oltre il campo di gara, storie di uomini e di donne, baciati dal destino in maniera talmente passionale, che riescono a vivere facendo quello che per le persone normali è solo un passatempo o uno spettacolo. In molti casi però, a questa “fortuna” non si accompagna quella serenità che una professione da sogno dovrebbe comportare, ma anzi dietro le quinte dei successi sul campo, si nascondono delle vicende umane tragiche e tutto fuorché serene. Il tennis si presta più di altri sport a mostrare il lato umano degli atleti, perché in campo si va da soli e da soli si vince e si perde. Per questo, quelle che sono le vicissitudini della vita privata del singolo giocatore possono influenzare in maniera decisiva il rendimento sul campo. La storia del nostro sport è piena di biografie tormentate di atleti importanti. Una delle più curiose e “tragiche” è quella della svizzera Patty Schnyder, ex numero sette del ranking Wta e vincitrice di 11 titoli in singolare, che oggi compie 34 anni.

Il suo talento cristallino e la sua intelligenza in campo, facevano di Patty una delle giocatrici più piacevoli della sua epoca. Quei colpi mancini così ben assestati (fu ribattezzata “piccola Mcenroe” da un giornalista svizzero), quel tocco così raffinato erano già rari in un tennis femminile, che cominciava la metamorfosi verso lo “sparapallismo” attuale. Lei e Martina Hingis avrebbero dovuto fare la fortuna della Svizzera tennistica, invece per ragioni diverse il loro “regno” durò poco (nel caso della Hingis) o non si instaurò mai (nel caso di Patty). Se infatti in campo, la Schnyder vinceva innanzitutto facendo la cosa giusta nel momento giusto, e grazie a questa sua qualità appena ventenne poteva vantare una semifinale a Roma nel 1998 e due quarti a Parigi e New York nel 1997, lontano dal rettangolo di gioco Patty non ha mai fatto le scelte opportune e si è sempre distinta negativamente nella scelta di amicizie e, soprattutto, amori sbagliati.

Nel 1998, la vita di Patty per la prima volta prende una prima svolta decisamente sbagliata. Dopo un anno straordinario, caratterizzato da cinque titoli e dall’ingresso trionfale in top ten, la svizzera viene avvicinata e sedotta da Rainer Harnecker, un 42enne santone devoto a Scientology. In breve tempo Harnecker diventa coach ed amante di Patty, nonché sua unica guida spirituale. Alla base delle teorie “scientifiche” del suo nuovo allenatore, ci sono le presunte proprietà taumaturgiche del succo di arancia, che secondo Harnecker sarebbe in grado di curare qualsiasi tipo di malattia, anche Aids e cancro. Patty inizia così una dieta a base di smodate quantità di succo d’arancia. L’amore, o presunto tale, per il suo nuovo mentore, spinge la Schnyder a seguire pedissequamente i consigli di Harnecker, mandando in breve tempo in frantumi quella che sembrava essere la carriera di una neo top ten lanciata verso la vetta. In breve tempo torna nel limbo e scivola oltre la quarantesima posizione mondiale, complice soprattutto un calo fisico inevitabile, visto il regime alimentare a cui Patty veniva sottoposta dal nuovo amore.

Preoccupati dalla piega che stava prendendo la vita e la carriera di Patty, i suoi familiari decidono di assumere un investigatore privato, ex tecnico di computer e giocatore di biliardo, allo scopo di salvare la figlia: anche lui si chiama Rainer, ma Hoffman. In un primo tempo, i genitori della Schnyder riescono a centrare l’obbiettivo e a sfilare loro figlia dalle grinfie di Harnecker, ma in breve tempo è proprio il salvatore, Hoffman, a conquistare il cuore e soprattutto la mente della fragile Patty. Inizia così un’altra storia d’amore tormentata, ancora con un uomo molto più vecchio, che costa alla Schnyder il legame con la famiglia, con la quale i rapporti si incrinano in maniera definitiva e si spostano definitivamente nelle aule di tribunale. In poco tempo, come era successo con l’amante precedente, Patty concede ad Hoffman tutta se stessa, permettendogli di diventare suo allenatore e sposandolo nel 2003. Nel frattempo cominciano i guai giudiziari di Hoffman, che nel 2002, viene condannato per truffa e falsificazione di titoli. Mentre la carriera di Patty va avanti tra qualche alto, su tutti la semifinale all’Australian Open del 2004 e la finale di Roma del 2005, e molti bassi , il suo neo marito la trascina nel vortice degli investimenti finanziari sbagliati.

Il resto è storia recente, con il ritiro nel maggio del 2011 e la “scomparsa” del maggio di quest’anno, per sfuggire agli ufficiali giudiziari. A dispetto dei guadagni milionari conseguiti in carriera infatti, Patty Schnyder e suo marito Rainer Hoffman sono “inseguiti”, dato della scorsa primavera, da quasi 400.000 euro di precetti esecutivi e gli ufficiali giudiziari svizzeri hanno già iniziato il pignoramento e la consequenziale vendita forzata di molti cimeli della carriera della tennista svizzera. Le ultime notizie di cronaca segnalavano la coppia in Austria o in Germania in fuga dai debiti, ma non hanno ricevuto conferme ufficiali. L’ennesimo capitolo di una vita al limite della follia. In occasione del 34esimo compleanno, auguriamo a Patty di trovare, finalmente, un minimo di serenità.


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