LI NA: “NESSUNO MI CREDEVA QUANDO LO DICEVO”

TENNIS – La cinese Li Na, ai microfoni della conferenza stampa post finale, racconta il suo torneo, la sua preparazione e tutto il duro lavoro che l’ha portata a vincere il secondo titolo della sua carriera in un Grande Slam, ieri agli Australian Open.
sabato, 25 Gennaio 2014

Tennis, Melbourne (Australia) – Bella ed esilarante, la cinese Li Na ha incontrato la stampa dopo aver vinto il secondo titolo di un Grande Slam della sua carriera agli Australian Open, battendo la slovacca Dominika Cibulkova nella serata australiana di sabato. Il match è sembrato iniziare in maniera nervosa, con il primo set che si è concluso al tie-break con il punteggio di 7-6(3). Dopo il primo parziale, l’asiatica è sembrata totalmente in controllo del match, ostentando sicurezza nei colpi e nei movimenti, facendo prevalere la sua grande esperienza fisica, tecnica e mentale.

“All’inizio della partita credo che entrambe eravamo tese, nervose” ha detto la 31enne. “In ogni caso non credo di aver avuto un’ottima prima di servizio. Ho cercato di fare del mio meglio in a cercare di andare avanti per vedere cosa avrei potuto fare, e infatti dopo aver vinto il primo set è andata molto meglio. Ho solo tenuto il servizio cercando di tenere la palla in campo. Prima di scendere in campo mi sono detto di non pensarci e giocare, ma in questa situazione non si può pensare che sia una partita normale. Una finale è una finale. All’inizio è stata dura, ma credo di aver iniziato a giocare bene quando è iniziato il tie-break.”

La cinese, testa di serie n°4, era già stata finalista a Melbourne nel 2011 e nel 2013, e quest’anno cercava un riscatto con se stessa dopo essere andata così vicina a conquistare l’Happy Slam e non esserci mai riuscita. Stavolta ha portato a casa l’ambito trofeo ma la sua esultanza è stata pacata.

“Quando lei stava servendo sul 15-40, ho pensato a quello che avrei dovuto fare dopo aver vinto la partita. Incredibile, stavo già pensando a quello”, ha confessato. “Ma dopo aver perso quel punto, ho solo cercato di non pensare. Ho solo cercato di concentrarmi su quel punto e quando ho vinto la partita, ero davvero, davvero entusiasta di tutto. Sarei voluta andare ad abbracciare il mio team, ma era troppo in alto, non riuscivo a raggiungerlo!”

Dopo la vittoria al Roland Garros nel 2011, a quasi 32 anni Li Na è diventata, con questo trionfo, la donna più anziana a vincere gli Australian Open nell’era Open. Un bel record sul quale scherza con il suo solito humor: “Io non sono vecchia! Ma sì, all’inizio del torneo tutti parlavano dell’età, ma vorrei dire che l’età non è nulla. È ancora possibile vincere un Grande Slam. Sono abbastanza contenta della mia età, ho esperienza” dice. E aggiunge:Mi sono preparata per questo slam molto di più rispetto al Roland Garros e ogni giorno pensavo a cosa avrei dovuto fare ogni partita. Mi sono preparata per la semifinale e, ancora una volta per la finale. A Parigi sono solo andata avanti senza pensare di vincere o perdere. Qui, ho pensato che avrei potuto fare bene. La gente forse non sa quanto sia difficile lavorare mentalmente per fare questo.”

Fiducia nei propri mezzi, questa è la chiave. Crederci sempre e andare avanti, superare le difficoltà e raggiungere grandi obiettivi. E’ questo quello in cui crede Li Na: “L’anno scorso quando ho detto che volevo essere nella Top 3 del mondo, nessuno mi credeva. Ed all’inizio di quest’anno ho detto che volevo vincere un altro titolo del Grande Slam, e nessuno mi ha creduto. La cosa più importante è credere. Carlos crede e il mio team crede. Ecco tutto. “Questa settimana è stata difficile. Alla fine, ho vinto il titolo, ma la gente non vede il duro lavoro che ho fatto per arrivare fin qui. Inoltre, è stato molto difficile giocare contro la Safarova, con 43 gradi centigradi, tre ore sul campo”.

Prossimo appuntamento con un major il 25 Maggio a Parigi per il Roland Garros 2014. Tanta esperienza e il vantaggio di aver già vinto sul campo francese già una volta: E’ facile dire che voglio vincere un altro slam, ma so quanto lavoro ci vuole per vincerne uno. Quindi se voglio vincerne altri, devo tornare in campo e lavorare molto duramente. In caso contrario, non avrò nessuna possibilità.”


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