L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI DUSTIN BROWN

Con l'avvento dell'erba, Dustin Brown ritorna sugli scudi. Il mezzo tedesco e mezzo giamaicano, mattatore assoluto del circuito, ha da poco vinto il Challenger di Manchester: "So di essere pericoloso su queste superfici"
mercoledì, 8 Giugno 2016

TENNIS – Il poeta maledetto, quello bello e impossibile, quello inscalfibile e fragile. Il seduttore per eccellenza, lo spettacolo fatto persona, l’enigma senza soluzione, il ragazzo con i rasta che ha eliminato Rafael Nadal a Wimbledon nel 2015. Il tutto, il niente. Dustin Brown è considerato, dalla maggior parte degli addetti ai lavori e da sempre, uno dei giocatori più spettacolari dell’intero circuito e questo titolo lo ha guadagnato grazie ad incredibili doti da intrattenitore e ad un tennis personalissimo.

Mamma tedesca, papà giamaicano, sangue internazionale – Nasce e cresce in Germania, ma rimane legato alle sue origini e anche a causa dei pochi risultati nei circuito maggiore è costretto ad affidarsi a veri e propri viaggi della speranza in giro per il mondo per raccattare qualche soldo e qualche punto. All’età di 12 anni ritorna in Giamaica, perché è proprio lì che raffina il suo tennis e cresce come persona e atleta, ma il sogno di entrare nei primi 100 lo stampa anche sul camper che per anni lo porta attraverso difficoltà, vittorie, sconfitte e sofferenze. Il tatuaggio sul fianco sinistro raffigurante il volto del padre fa il giro del mondo in un attimo, lo fa quando sconfigge sul Centrale di Wimbledon Rafael Nadal. Un Rafael Nadal incapace di controbattere alle bordate di un giocatore totalmente folle, totalmente sconsdierato.

Tra passato e futuro – Brown, che è balzato agli onori delle cronache per gli “Hot Shots” che settimanalmente regala in giro per il mondo, non ha smesso di inseguire il suo sogno e non ha smesso di giocare alla sua maniera. Settimana scorsa ha vinto il Challenger di Manchester superando Rajeev Ram in finale e ancora una volta non si è limitato a vincere, ma a pregiarsi di veri e propri giochi di prestigio nelle fasi più calde dell’incontro per distrarre l’avversario, divertire e divertirsi. Con l’inizio della stagione dell’erba, la preferita del tedesco, le carte in tavola potrebbero rimescolarsi e allo stesso tempo rimanere al loro posto Perchè bisogna accettare Dustin per quello che è (malgrado le incredibili doti sulle superfici così veloci): un giocatore in grado di mettere in difficoltà tutti e allo stesso tempo di perdere in maniera netta da avversari con meno talento e meno tennis. Il primo consapevole, però, è proprio lui: “Mi piace divertire le persone, intrattenerle, alla fine lo sport è fatto anche di queste cose e sono contento di essere amato dal pubblico.”

Il tedesco, che proprio sull’erba raggiunge i suoi risultati migliori, ha confessato apertamente dell’amore nei confronti del pubblico britannico: “Amo il pubblico inglese, amo i tornei nel Regno Unito e sono contento di esprimere il mio miglior tennis su queste superfici” – aggiungendo – “In questi anni ho capito di essere un giocatore molto pericoloso, questo significa tanto.”


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