L’INESORABILE SCOMPARSA DEL ROVESCIO A UNA MANO

Il rovescio a una mano sembra destinato a scomparire dal tennis. Una sorte peggiore attende la volée, praticamente inesistente nel circuito femminile. Cosa ci attende in futuro?
martedì, 18 Dicembre 2012

Il tennis è cambiato in modo estremamente rapido negli ultimi anni. Il passaggio ad un gioco più fisico, fatto più di difensivisti picchiatori da fondocampo che di eleganti esecutori d’attacco ha trasformato il nostro sport in modo così profondo da lasciar cadere in disuso alcuni fondamentali. E’ interessante anche capire quanto l’emulazione, soprattutto relativamente ai ragazzi che si avvicinano alla racchetta, conti in questo processo di cambiamento del tennis: tempo fa, in un circolo, chiesi ad un ragazzino di dieci anni per quale motivo gridasse ad ogni colpo e lui, molto candidamente, mi rispose che “serve a respirare” ed è così che gli insegnano.

Confesso, per quanto mi riguarda, che in questo discorso entra a far parte un’evidente componente nostalgica dovuta all’età che passa e all’essere cresciuto appassionandomi ad uno sport sensibilmente diverso. L’articolo quindi soffrirà di una certa parzialità dovuta a questo e ad altri fattori. A quindici anni amavo profondamente il serve-and-volley di Edberg e di tutti coloro che facevano di quel modo di giocare una precisa tattica di attacco e non una sporadica esigenza come accade oggi. Nonostante questo, anche da parte mia esisteva il fattore emulazione di qualcuno di cui non amavo propriamente il gioco, che si realizzava in jeans strappati e fascette strane a reggere i capelli che all’epoca avevo. Insomma non amavo il gioco di Andre Agassi ma il suo essere trasgressivo (allora almeno sembrava così) era senza dubbio attraente per un ragazzino di quindici anni. La tecnica non c’entrava nulla. Inevitabilmente, l’età di chi osserva il tennis conta molto in un giudizio generale. Così come Gianni Clerici sostiene da anni che Roger Federer non è il più grande di tutti i tempi, quelli della mia età sono nostalgici di un altro tennis che ora non c’è più. Chissà di cosa si avrà nostalgia tra vent’anni, mi domando.

Osservando il ranking, sia maschile che femminile, scopriamo quanto il rovescio ad una mano sia ormai una pratica in decadenza tra i maschietti ed una vera e propria rarità tra le donzelle. Analizzando la classifica ATP di questo fine 2012 relativamente ai primi 20, per trovare un altro giocatore che usa il rovescio ad una mano oltre a Roger Federer dobbiamo scendere in decima posizione dove c’è Richard Gasquet, considerato uno dei più bei rovesci del circuito, seguito subito dopo da Nicolas Almagro, altro raro baluardo rimasto a difendere l’ormai antica arte del gioco ad una sola mano. C’è poi Stanislas Wawrinka, altro braccio notevole in grado di regalarci talvolta qualche emozione d’altri tempi. Per il resto, a farla da padrone è la bomba bimane, (ahimè) più adatta all’attendista gioco odierno.

Tra le donne, la situazione è disperata: a salvare il rovescio ad una mano ci sono solo Roberta Vinci (numero 16, dotata peraltro di un’eccellente volée), Carla Suarez Navarro e Francesca Schiavone (rispettivamente numero 34 e 35). E’ chiaro che il rovescio bimane permette una maggiore potenza di impatto con la palla, soprattutto in virtù dei materiali con i quali sono costruite le racchette odierne. Per una donna ancor più che per un uomo la scelta di giocare a due mani è quindi ancor più naturale. Resta il fatto che, effetti estetici a parte, il rovescio bimane rende meno agevoli certi recuperi estremi, proprio perché in questo modo mancherebbe l’allungo che si avrebbe giocando con una sola mano. Per sopperire è necessario un allenamento atletico maggiore ed è proprio questa una caratteristica del tennis moderno, quella di portare lo sforzo fisico fino all’estremo, almeno in campo maschile, per arrivare laddove prima non era possibile.

Questo modo di giocare ha radicalmente cambiato la fisionomia dei match, insieme ad altri elementi (i già citati materiali delle racchette ma anche la tendenza che oggi hanno le superfici ad essere più simili tra loro rispetto al passato). Oggi il pubblico sembra essere più affascinato da un estenuante scambio che va oltre i venti colpi piuttosto che da punti brevi ma spettacolari. Il fatto che la finale degli Australian Open tra Novak Djokovic e Rafael Nadal (quasi sei ore di durata) e quella di Shanghai tra Novak Djokovic e Andy Murray (oltre quattro ore per una partita due set su tre) siano considerate tra le partite migliori di quest’anno la dice lunga: di questi match ricordiamo la lunghezza degli scambi o la spettacolarità di alcuni colpi? Oggi giocare di attacco spesso rappresenta un suicidio tattico e di conseguenza il serve-and-volley viene visto come una rarità straordinaria, qualcosa per palati fini. E’ il caso di Radek Stepanek che con un gioco d’altri tempi ha permesso alla sua Repubblica Ceca di portare a casa la Coppa Davis. Lo stesso Roger Federer, considerato l’eleganza in persona, è tutt’altro che un giocatore da rete.

E proprio la rete ci porta all’altro fondamentale che sta cadendo in disuso, persino in modo più evidente del rovescio ad una mano: la volée. Se nel tennis maschile essa è ancora un fondamentale importante nella risoluzione di punti, in quello femminile è praticamente scomparsa. Laura Golarsa, che peraltro ha aperto una scuola di tennis, durante una telecronaca quest’anno ha detto che la volée alle ragazze non si insegna praticamente più. Essa è stata sostituita da un colpo molto poco elegante e tuttavia efficace, quello che comunemente viene definito “schiaffo al volo”, un colpo di dritto eseguito in prossimità della rete, generalmente poco angolato e molto potente, senz’altro di più facile esecuzione rispetto ad una volée, soprattutto se di rovescio, ormai scomparsa dai campi di gioco: molte tenniste di vertice la giocano solo se costrette e spesso la sbagliano in modo goffo. Il tennis femminile sembra quello che abbia giovato di più dei recenti cambiamenti verso la potenza fisica in questo sport.

Resta da capire, e qui entriamo in un mondo fatto di congetture, cosa dovremo aspettarci in futuro, quali ulteriori cambiamenti avverranno negli anni a venire su questo versante. La scomparsa del rovescio ad una sola mano, dati alla mano, sembra purtroppo un fatto ineluttabile nonostante ci siano giovani talenti come Grigor Dimitrov a rappresentare mosche bianche nel circuito. E’ certamente oggi difficile pensare che un giocatore con il rovescio ad una sola mano possa dominare il circuito in futuro. A meno che non sia dotato di un talento fuori dal comune, cosa che non pare di vedere all’orizzonte. Almeno finora.


3 Commenti per “L'INESORABILE SCOMPARSA DEL ROVESCIO A UNA MANO”


  1. Giulio ha detto:

    Io ho 15 anni, sarò un caso, ma amo il tennis del passato. Odio le partite di soli scambi lunghi. Credo che ci debba essere un gioco di attacco e ogni tanto uno scambio lungo. Credo che questo passaggio al gioco difensivo sia nato dal fatto che è molto più facile giocare così, che d’attacco. Speriamo le cose cambino.

  2. Massimo ha detto:

    E quindi, non sono perché sono italiane e non solo per gli straordinari risultati, dobbiamo dire: GRAZIE FRANCESCA e GRAZIE ROBERTA

  3. Roberto Lunghi ha detto:

    Ahimè, mi ritrovo a provare le stesse nostalgie che raccogli nel tuo articolo. Lunghe partite combattute ma senza il colpo di classe, se non qualche rarità. E poi tanti giocatori tutti uguali agli altri. I materiali oggi la fanno da padrone, anche nei nostri circoli vediamo quanto incidano, e il tutto va a discapito della fantasia e dello stile. Ma rimane sempre lo sport più bello del mondo!!


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • COLPI DA CAMPIONE: VOLÉE MASCHILE Nonostante, a ogni livello, se ne vedano sempre meno, la volèe rimane uno dei colpi più spettacolari e importanti del tennis. Andiamo insieme a vedere storia, tecnica ed evoluzione del […]
  • L’AUSTRALIAN OPEN E LA RINASCITA DEL ROVESCIO A UNA MANO TENNIS – Dopo anni di magra, gli ultimi due Slam hanno riportato in auge un colpo che sembrava desueto. All’Australian Open addirittura, abbiamo avuto un vincitore che gioca il rovescio a […]
  • COLPI DA CAMPIONE: ROVESCIO MASCHILE Da scudo difensivo ad arma capace di rovesciare le sorti di un incontro, l'evoluzione tecnico-tattica del colpo più rivoluzionato di uno sport “tradizionale”. E fra i 5 migliori esponenti […]
  • DAY 8, ORA SI FA SUL SERIO TENNIS – Il Roland Garros entra nel vivo con l’inizio degli ottavi di finale. Federer va a caccia della vittoria numero 900 in carriera contro Simon. Ferrer all’esame Anderson. Tra le […]
  • LE PAGELLE DEL TORNEO MASCHILE Uniche sorprese del torneo, la grande prestazione di Wawrinka contro Djokovic e la delusione di Juan Martin Del Potro. Per il resto, un torneo senza grandissime novità.
  • BECKER, LENDL, EDBERG: RITORNO AL PASSATO TENNIS - Andy Murray ha inaugurato la tendenza verso la fine del 2011, scegliendo Ivan Lendl come coach. Pochi giorni fa è arrivata la notizia della collaborazione tra Novak Djokovic e […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.