ITALIANI IN ATP. CHI SALE E CHI SCENDE

Sono cinque i tennisti italiani nella top 100 Atp, uno in più dello scorso anno. Fognini resta numero 1, ma perde una posizione in classifica. Andreas Seppi passa dal n°45 di fine 2014 al n°29. Bene Cecchinato, Vanni e Donati.

Tennis – La vittoria della Coppa Davis da parte della Gran Bretagna di Andy Murray ha fatto calare il sipario sulla stagione 2015. A questo punto, risulta inevitabile per tennisti e tenniste, per esperti e meno esperti, per giornalisti e tifosi tracciare il bilancio di una stagione come sempre lunga e logorante. Non possono esserne esenti neanche i nostri portacolori. E siccome l’Atp si è dotata di una classifica a punti per stabilire la forza, più statistica che effettiva, degli atleti di tutto il mondo, allora viene naturale vedere come si è evoluta la classifica dei tennisti italiani in un anno solare, a partire cioè dalla fine di novembre del 2014.

Partiamo da una considerazione generale. A fine 2014 i tennisti italiani tra i primi 100 erano quattro (Fabio Fongnini, Andreas Seppi, Simone Bolelli e Paolo Lorenzi), mentre al 30 novembre 2015 si è unito alla compagnia anche Marco Cecchinato. Badando alla top 200, invece, i tennisti italiani presenti sono 10, stessa performance dello scorso anno. Dunque, benchè non vi sia un incremento dirompente nella quantità, la qualità del movimento del tennis in Italia è sicuramente migliorata, così come sono migliorati i risultati. Lo dimostra, ad esempio, un tennista come Luca Vanni, capace di migliorarsi di ben 44 posizioni (da 151 a 107) in 12 mesi nonostante i 30 anni suonati.

Ad ogni modo, il tennista italiano meglio piazzato in classifica è sempre Fabio Fognini, attuale numero 21 Atp. Il genovese non è riuscito a fare il salto di qualità definitivo nonostante le belle prestazioni offerte in questa stagione. E la sua classifica ne risente, tanto che 12 mesi fa si trovava una posizione sopra, n.20. Pesa sicuramente lo zero alla casella tornei vinti in questa stagione in singolare. Andreas Seppi, invece, chiude l’anno con un salto decisamente in classifica. Aveva chiuso il 2014 poco dentro la top 50 (n. 45), mentre in questo 2015 si trova tra i primi 30 tennisti al mondo (29). L’altoatesino si è dimostrato professionista serio e costante e i risultati sono arrivati benché anche lui non abbia vinto nessun torneo durante questa stagione.

In leggera flessione di classifica anche il terzo italiano, Simone Bolelli, numero 55 nel 2014 e numero 58 in questa stagione. Per il bolognese vale lo stesso discorso dei suoi connazionali sopracitati. Tante belle prestazioni ma nessun alloro in singolare. Magra consolazione ai fini della classifica – discorso che vale anche per Fognini – la vittoria nel torneo di doppio degli Australian Open.

Superata la top 50, in posizione numero 68 c’è il sempre apprezzabile Paolo Lorenzi. Il tennista nato a Roma perde quattro posizioni rispetto allo scorso anno, ma si consola con la vittoria di quattro Challenger (Eskisehir, Cortina, Pereira e Medellin) cui va aggiunto un titolo in doppio (sempre a Cortina). Si tratta pur sempre di tornei minori, ma non si può dire né che non consentano di mettere punti in cascina né che non facciano morale.

Al numero 90 Atp troviamo poi Marco Cecchinato. Il palermitano realizza l’incremento di classifica tra i più consistenti in Italia. A fine novembre 2014 si trovava infatti al numero 159 del ranking Atp, mentre alla fine di questa stagione si trova ben dentro i primi 100. Una classifica frutto della prima vittoria Challenger in carriera (Torino) e delle tante semifinali e finali giocate nel circuito minore in questo lungo 2015.

Poco fuori dalla top 100 c’è una delle più belle sorprese del tennis italiano. Luca Vanni, 30 anni compiuti a inizio giugno, ha vinto il Challenger di Portoroz in stagione, ha ottenuto tanti bei risultati nel circuito, è persino entrato nel maindraw di Roland Garros e Wimbledon. Ma la sua prodezza l’ha realizzata conquistando la finale dell’Atp 250 di San Paolo, persa purtroppo contro Pablo Cuevas.

Al numero 157 e 158 Atp ci sono poi Thomas Fabbiano e Andrea Arnaboldi. Il tennista di San Giorgio Jonico ha vinto ben tre Futures in questa stagione, guadagnando quasi 100 posizioni in classifica (a fine 2014 era numero 256). Il milanese classe 1987, invece, ha ottenuto discreti risultati in doppio, vincendo due Futures e migliorando il 181esimo posto ottenuto a fine 2014.

Matteo Donati il 2014 lo aveva chiuso al n. 407 del mondo. Di conseguenza, il n. 188 con cui chiude questa annata è certamente positivo, soprattutto per un ragazzo classe 1995. Ed è positivo anche l’incremento messo in atto da Gianluca Naso, che passa dalla posizione n. 377 alla 219. In mezzo c’è l’highlander Filippo Volandri (191), capace di migliorarsi di 20 posizioni. Salvatore Caruso era numero 455 a fine novembre dello scorso anno. Ora si trova molto vicino alla top 200 (n.226).

Insomma, il tennis italiano non è messo poi così male. Non siamo la Spagna e non siamo gli Stati Uniti. Non siamo la Svizzera e nemmeno possiamo contare su un numero 1 del mondo come la Serbia. Ma il Bel Paese ha sempre dimostrato di avere talento. E i talenti, all’Italia, non mancano nemmeno nel variegato mondo della racchetta.

Foto: Fabio Fognini e Simone Bolelli hanno vinto gli Australian Open di doppio (www.zimbio.com)


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