LORENZI, IL PRIMO ACUTO DI UN TESTARDO

A 34 anni e 7 mesi il senese Paolo Lorenzi trionfa a Kitzbuehel, vince il primo titolo in carriera e diventa il più anziano a vincere il primo torneo ATP

TENNIS – Una favola a lieto fine, bardata di tricolore. Ha dovuto attendere la “veneranda” età di 34 anni e 7 mesi Paolo Lorenzi, ma si è tolto una grande soddisfazione. In tanti lo davano per bollito, altrettanti lo avevano bollato come un buon mestierante della racchetta, uno dei tanti che non era mai riuscito a mettere la testa fuori dal guscio. Poi è arrivata l’occasione di Kitzbuehel, quella terra rossa austriaca che il “vecchietto” senese non dimenticherà mai. Un Austria dolce, che “vendica” la sconfitta patita da Lorenzi a San Paolo due anni orsono contro l’argentino Federico  Delbonis nell’unica altra finale disputata in carriera. Ma una vita di sacrifici e sudore, totalmente dedicata al tennis, non poteva non terminare con un lieto fine. Ed è così che “Paolino”, come Lorenzi viene simpaticamente apostrofato dagli appassionati italiani di tennis, è riuscito a sollevare il primo trofeo, grazie ad un 6-3 6-4 contro il giovane georgiano Basilashvili, numero 123 del mondo.

La finale di Kitzbuehel ritrae l’eterna lotta tra il vecchio e il nuovo, tra una generazione ancora capace di un colpo di coda in una carriera senza tanti punti esclamativi e le nuove leve, in crescita costante e alle prime finali. Il successo di Lorenzi non è mai stato in discussione, ed è stato forgiato da anni di delusioni, di allenamenti estenuanti, da comportamenti esemplari in campo e, soprattutto, dalla voglia di mettere la propria firma nei tornei dell’ ATP World tour dopo 18 Challenger vinti in una lunga carriera. Paolo Lorenzi è un esempio per tutti, un’istituzione per i più giovani, metaforicamente paragonabile ad un vino d’annata, con il suo acuto austriaco e quel top rank ancora ritoccato fino alla posizione numero 41.

La sua gioia al termine della clamorosa vittoria di Kitzbuehel è tanto latente quanto meritata: «Una sensazione incredibile, è stata una settimana fantastica. Questa vittoria è come un regalo per me. Ho lavorato duramente per questo risultato, e alla fine è arrivato. Quando ho iniziato a giocare i Challenger, non mi aspettavo di vincere lì. Dopo aver portato a casa i primi titoli, si getta il cuore oltre l’ostacolo, e si guarda ai tornei del circuito maggiore. Solo i migliori giocatori al mondo possono saltare il circuito Challenger, ma tennisti come me devono lavorare duramente per arrivare al top».  Ogni goccia di sudore è versata nel primo trofeo ATP di Paolo Lorenzi: un trionfo che gli regala anche il record del più anziano a vincere un torneo ATP per la prima volta. Prendendo in prestito dal motociclismo qualche affermazione, potremmo comodamente dire che “Paolino c’è”, e non ha nessuna intenzione di mollare ora, a dimostrazione che il bello deve ancora venire. Anche a 34 anni e 7 mesi.


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