LORENZI: “UNA SCONFITTA CHE FA MALE”

Sconfitto da John Isner al secondo turno del Roland Garros, Lorenzi si rammarica: "Peccato per i tie-break. Avrei potuto fare di più"
giovedì, 1 Giugno 2017

di Enrico Milani

“Mi dispiace per questa sconfitta perché credo di aver disputato una buona partita. Nel terzo pensavo di poter allungare il match e vedevo Isner commettere qualche errore in più. Ero arrivato a Parigi giocando bene, peccato per i tie-break. Lì, forse, avrei potuto fare qualcosa di più”. Non perde il sorriso, sebbene sia piuttosto deluso, Paolo Lorenzi dopo la sconfitta in tre set (7-6, 6-3, 7-6) contro l’americano John Isner.

“Ho visto le statistiche e dove ho fatto peggio è stato proprio nei tie-break.  Ho perso una sola volta il servizio e realizzato il 70% dei punti sulla seconda. Lui nei due giochi decisivi è stato perfetto, non mi ha regalato nulla. Anche sulle due palle break: sulla prima ho risposto a una prima a 210 km/h e lui mi sparato un dritto vincente; sulla seconda ha fatto ace. Quando ho perso il servizio nel secondo set, ha fatto tre risposte bloccate, mai più successo nel resto della partita. Onestamente mi aspettavo che sbagliasse di più, ma a Roma è arrivato in semifinale e anche sulla terra gioca bene”.

21 ace, come si gioca contro uno che serve così?
“Non è stato solo servizio. Nei due tie-break ha giocato bene anche da fondo. Rispondere al suo servizio è difficilissimo. Si fa fatica a leggerlo. Se stai lontano puoi rispondere, se stai vicino non copri gli angoli, molto difficile. La settimana scorsa ho giocato contro Anderson, ma Isner serve molto meglio”.

Forse se avessi giocato su un campo più grande…
“Ho visto Zverev che si metteva vicino ai giudici di linea, oggi ho provato a sfruttare tutto il campo che avevo a disposizione, ma purtroppo non posso scegliere il campo su cui giocare. E comunque è lo stesso per entrambi. Lui varia molto. A volte gli piace insistere su un angolo e sulla prima non sapevo se mettermi vicino o lontano. Sulla seconda invece sempre vicino”.

Programmi futuri?
“Ora c’è il doppio, poi vado a Caltanissetta, Halle, Antalya e Wimbledon.  A Caltanissetta ho vinto lo scorso anno e mi hanno trattato proprio bene, mi piace l’idea di tornarci”.

Terra prima dell’erba?
“L’erba non aiuta le mie caratteristiche, non ho la pallata che risolve. Qualche partita buona l’ho disputata, ho avuto set point contro Wawrinka e anche il mio allenatore dice che posso giocarci bene, ma per il momento mi piacerebbe imparare a scivolarci”.

Come Murray?
“Sì, come lui”.


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